LE ORIGINI DEL RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO

CAMERE CAPITOLARI

“A. ORLANDI” – “G. AMENDOLA”

(Riunione congiunta deI 2 Novembre 2001)

(G.   C.)

  1. RAMSAY E LA NASCITA DEGLI ALTI GRADI.

            Lo sviluppo dello Scozzesismo entro la Massoneria è un fenomeno graduale piuttosto complesso, e legato per un verso alla comparsa in Francia degli alti gradi e per un altro al loro successivo sviluppo in America. La Massoneria protestante o inglese, detta Azzurra per il colore del nastro che adorna la divisa dei fratelli, era, infatti, originariamente divisa in due soli gradi:

Apprendista e Compagno. Solo nel 1727 si ha traccia ufficiale di un terzo grado, detto di Maestro, anche se alcune Logge lavoreranno ancora sul sistema di due gradi. La struttura iniziatica con i tre gradi resterà la base dell’organizzazione della Massoneria universale, e costituirà da allora in poi i primi tre gradi dell’Ordine massonico.

          In tale struttura si organizzarono anche quelle logge inglesi nate in Francia dopo la rivoluzione inglese e la fuga degli Stuart dall’Inghilterra, finché non apparve sulla scena la discussa figura del cavaliere Andrè Michel Ramsay (1686-1743). Nato ad Ayr (Scozia) da padre calvinista e madre anglicana, studiò ad Edimburgo ed esercitò la professione di precettore. Si convertì al cattolicesimo riformista dei quietisti, e nel 1724 si recò a Roma, precettore presso il figlio del pretendente Stuart al trono d’Inghilterra in esilio (col nome di Giacomo III).

          Tornato in Inghilterra, nonostante la sua precedente conversione al cattolicesimo e la familiarità con i reali in esilio, viene nominato dottore ad Oxford e membro della Rcyal Society di Londra, nella quale, dopo la morte di Newton, era figura di spicco Jean Teophile Desaguliers (1683-1744), ossia colui che aveva riunificato quattro logge londinesi nella gran Loggia di Londra il 24 giugno 1717.

          A Londra Ramsay fu iniziato alla Massoneria il 17 Marzo 1730, in quella stessa loggia in cui due mesi più tardi entrerà Charles Secondat, Barone di Montesquieu, il celebre autore de “Lo Spirito delle Leggi”, uno dei manifesti dell’illuminismo francese.

          Dal momento della sua iniziazione Ramsay si dedicò all’attività latomistica con impegno, giungendo a pronunciare quel famoso discorso, tenuto in una loggia di Parigi del 1737, dove lo scozzese assegnava nuove finalità alla libera muratoria e ne tracciava una nuova storia e una nuova linea ideale per il futuro. In questa orazione egli indicava le 4 doti indispensabili per un buon massone: umanità, moralità, segreto inviolabile, gusto per le belle arti. Perché gli uomini, affermava Ramsay: “non si distinguono dalla lingua che parlano, dagli abiti che vestono, dai paesi da cui provengono, dalle dignità che ricoprono […] Noi vogliamo riunire tutti gli uomini con spirito illuminato, di onorevoli, non solamente per  l’amore alle belle arti, ma ancor più per i grandi principi  di virtù,  di scienze, di religione, dove l’interesse della Massoneria diventa quello del genere umano intero…”. Una visione umanitaria basata dunque su elites intellettuali, un accordo tra patrie e nazioni basato sui principi della massoneria e anche della morale cristiana, quale Ramsay avrebbe voluto fosse professata dalla Chiesa cattolica cui si era convertito.

          Di tali iniziativa riformista della massoneria Ramsay intendeva si facesse banditrice la nobiltà francese, dopo essersi rinnovata nei costumi, sotto la guida di Luigi XV, assai probabilmente massone o comunque favorevole alla Massoneria dato che permetteva i lavori di una loggia nella sua stessa corte di Versailles.

          Nella orazione di Ramsay figurava anche un aspetto che avrà importanza fondamentale nello sviluppo della massoneria degli alti gradi: il rifiuto dell’interpretazione corporativa tradizionale della Massoneria, così come delle premesse borghesi ed egualitarie della massoneria inglese, per attribuire invece all’istituzione una origine aristocratica e cavalleresca, che avrebbe dovuto suscitare consensi soprattutto entro il corpo della giovane nobiltà francese dell’epoca, su cui Ramsay faceva affidamento per portare avanti la sua idea di una nuova Massoneria.

          Secondo Ramsay la Massoneria era sempre esistita: in Oriente quando in occidente se ne era ormai perduto il ricordo, insieme al corpus di dottrine esoteriche che racchiudeva. Furono i crociati che riscoprirono nei sotterranei del tempio di Gerusalemme le leggi dell’antica confraternita, decidendo di ripristinarla in Europa una volta rientrati dalla guerra. Il progetto, sempre secondo Ramsay, godette della protezione dei re d’Inghilterra e soprattutto di quelli di Scozia, fin quando, durante le guerre di religione europee del sec. XVI, la Massoneria decadde, e i fratelli dimenticarono le vere finalità dell’ordine. Solo negli ultimi anni, concludeva Ramsay, si è ricominciato in Inghilterra, e soprattutto in Scozia, dove la confraternita aveva meglio conservato la sua originaria purezza esoterica, il lavoro di riorganizzazione massonico, che si stava ai suoi tempi espandendo anche in Francia.

          Con questo discorso nascevano le origini cavalleresche della massoneria, nasceva lo scozzesismo e gli alti gradi massonici. Ha poca importanza sapere se a creare effettivamente la struttura degli alti gradi e codificarne i rituali fosse stato effettivamente Ramsay; l’importante è che con quel discorso Ramsay dava inizio ad un cambiamento profondo della struttura interna della Massoneria, facendo dei Massoni gli eredi e i discendenti dei crociati e facendo derivare dalla Scozia le radici della rinascita dell’ordine, legandolo alla casta aristocratica e alla causa cattolica degli Stuart, contrapponendo al mito razionalista ed egualitario della libera muratoria inglese la mistica elitaria leggenda cavalleresca e nobiliare.

          Ma la istituzione degli alti gradi non aveva probabilmente solo lo scopo di sostituire una tradizione ad una precedente, solo per solleticare la vanità dell’aristocrazia francese; essa offriva soprattutto la possibilità di inserimento nella struttura massonica dei filoni esoterici più vari e legati all’alchimia e alle altre scienze del corpus ermetico di cui era ormai ricca la tradizione, occidentale dopo la riscoperta rinascimentale e umanistica.

          Nell’esoterismo degli alti gradi sono dunque racchiusi i sentimenti profondi dell’epoca, e in particolare quel filone desideroso di superare le certezze della scienza, allora ai suoi primi passi, con mezzi alternativi a questa. Accanto al movimento illuminista, razionalista e postulante la ragione quale elemento di critica e di sperimentazione nella strada della scienza, si trova dunque quel sotterraneo movimento che individuava la sua ragion d’essere nei culti spiritualisti ed esoterici. E questi due movimenti non camminavano sempre separati ognuno per la sua strada; anzi erano spesso intersecati e riuniti nella stessa persona. Nella libera muratoria dell’epoca questa situazione si manifesta più che altrove: accanto alle logge inglesi dal carattere egualitario e filantropico, si trovano gli alti gradi che costituiscono la sede privilegiata di tutte quelle correnti mistiche ed esoteriche costrette prima a cercare altri sbocchi, quelle tradizioni cavalleresche che sembravano racchiudere un’antica tradizione dispensatrice di antica sapienza. Da questo ambiente nascerà una proliferazione di gradi e di sistemi iniziatici, ognuno dei quali si arrogava il diritto di essere l’originale e il più antico.

          Vari saranno dunque i sistemi che sorgeranno a partire dal discorso di Ramsay. In un primo tempo, intorno alla prima metà del ‘700, i gradi oltre quelli dell’ordine si limiteranno a 5, con le seguenti denominazioni:

1)        MAESTRO SCOZZESE

2)        MAESTRO ELE7LTO DEI NOVE

3)        CAVALIERE D’ORIENTE

4)        ROSA CROCE

5)        KADOSH

Questi gradi superiori si aggiungeranno ai tre fondamentali dell’ordine, considerati come preparatori alla vera e nobile Massoneria. Gli alti gradi rappresentano quindi il tentativo di creare un’elite dirigente in grado di assumere la guida della Massoneria, per realizzare scopi che, come vedremo, spesso potevano anche esulare dalle finalità storico-speculative dell’istituzione.

Confluiscono dunque negli alti gradi molte istanze storiche e spiritualiste contemporanee, quali ad esempio la vendetta degli Stuart (adombrata nel grado di Kadosh), i culti esoterici ed alchimistici (nel grado di Rosacroce) come il fratello Sergio ci ha insegnato in una precedente tornata della Camera Capitolare incentrata sulle origini di questa misteriosa confraternita. Dobbiamo dire però che non tutti gli storici della Massoneria condividono questa interpretazione degli alti gradi. Per altro, come accennato, la Libera Muratoria non si avvarrà degli alti gradi solo per ospitarvi correnti storiche o speculative, alchemiche o spiritualiste; anche Adam Weishaupt (con gli Illuminati di Baviera, 1776) se ne servirà per veicolare i contenuti della sua massoneria razionalista e politicizzata, o il barone Von Hund per propagandare la sua «Massoneria della Stretta Osservanza”, o Jean Baptiste Wlllermoz per il Regime Scozzese Rettificato che da una costola di quest’ultima deriverà.

Nel discorso di Ramsay, appaiono anche segnali di quello che sarà l’aspetto più illuminante e intrinsecamente coevo della Massoneria, successiva al suo manifesto rinnovatore: «… esortiamo tutti i sapienti e tutti i membri della Confraternita dice Ramsay – ad unirsi per formare  il materiale di un Dizionario Universale delle Arti liberali e delle scienze utili, ad esclusione della politica e della religione”. E’ facile individuare in queste parole una sorta di anticipazione dell’idea più rivoluzionaria del secolo, quella che accomunerà per sempre all’illuminismo razionale l’enciclopedia di Diderot e d’Alembert, summa dell’epoca delle scienze dell’uomo illuminato. Ed in questo suo aspetto contraddittorio, tra occultismo e illuminismo nasce quella massoneria scozzese che riassunse nei suoi alti gradi tanta parte dell’irrazionalismo e dello spiritualismo preromantico così caratterizzante la vita culturale europea fino all’SOO.

Al di là quindi di una sorta di mitografia agiografica con la quale si fondava la nascita del RSAA, con esso la Massoneria aveva comunque compiuto una importante opera di raccolta e codifica dei principali contenuti di quanto era stato prodotto dal pensiero umano nel corso di secoli, in relazione all’evoluzione speculativa-spirituale dell’uomo. Vista in questa luce apparirebbe comunque di scarso significato il soffermarsi sulla veridicità o meno della tesi storica di una creazione quasi casuale del RSAA quale filiazione del discorso di Ramsay.

     2)   NASCITA DEL SUPREMO CONSIGLIO DEL RSAA

          Dopo l’apparizione di Ramsay, un altro avvenimento importante dello sviluppo dello scozzesismo è la creazione a Parigi, nel 1754, del capitolo detto di Clermont, le cui ramificazioni (Conseils des Empereurs d’Orient e d’Occident; Grande e Souveraine Loge Ecossaisse S. Jean de Jeruslaem) porteranno alla elaborazione del rito poggiante sui 25 gradi, codificato nelle «Costituzioni e Regolamenti generali» del 1762, il cui vertice veniva fissato appunto al 250grado (Sublime principe del Real Segreto) dal Sovrano Gran Consiglio dei Principi Sublimi di Parigi e Bordeaux.

          Ma è nel 1786 che la veste rituale del RSAA assume la forma che siamo in gran parte ancor oggi abituati a conoscere, pur con alcune differenze. E’ nelle «Grandi costituzioni” redatte in quell’anno, dette anche di Federico Il il Grande, Re di Prussia, che i Riti vengono definiti come elementi «il cui insieme costituisca l’Ordine» e si esprime la necessità che vengano riuniti in un solo «Corpo Massonico tutti i Riti del Regime Scozzese» allora esistenti e praticati, denominati Riti di Heredom, di Kilwinning, di 5. Andrea, degli Imperatori d’Oriente e d’Occidente, di Principi del Real Segreto, e il Rito allora recente detto «Primitivo”. Nelle costituzioni del 1786 si poneva a base della riforma in atto il titolo del primo Rito (Antico) e i gradi dell’ultimo, riunendoli in un solo Ordine dal nome di Rito Scozzese Antico ed Accettato. I gradi venivano stabiliti in 33, riunendo, a partire dal 190, vari gradi dei differenti Riti nella nuova struttura rituale scozzese. L’insieme dei 33esimi gradi costituiva l’assemblea o «Gran Consiglio Supremo, Dogmatico, Difensore e Conservatore  dell’Ordine”. E’ da avvertire che queste Costituzioni sono considerate da molti studiosi apocrife, poiché non vennero pubblicate in Prussia nel momento in cui vennero redatte, ma solo in America (a Charleston), nel 1801.

          Nel 1761 E. Morin, in partenza per l’America, aveva avuto patente per la diffusione degli alti gradi in quel continente, dove gli americani non solo accolsero la nuova struttura con entusiasmo, ma ritenendoli insufficienti all’intero percorso iniziatico, li perfezionarono. A Charleston nacque quindi nel 1801 il primo 5. C. dei Sovrani Grandi Ispettori Generali del 330grado del RSAA che, il 4 dicembre 1802, emanò la cosiddetta «Circolare dei due Emisferi” che costituisce di fatto l’atto fondamentale di nascita del Rito, chiarendo il rapporto fra Rito e Ordine e sancendo le condizioni di regolarità per i Supremi Consigli in seguito costituiti.

          In Europa, le vicende massoniche del Regno d’Italia furono simili a quelle Francesi: larga diffusione della Massoneria napoleonica e di alcuni riti, quello scozzese in particolare. Il colpo di stato Napoleonico aveva segnato infatti un momento importante nella storia della Massoneria intera e del RSAA. Napoleone aveva compreso che la fitta rete di Logge esistenti, il significato illuminista della Massoneria avanti la Rivoluzione Francese, richiedeva una «speciale protezione” (o per meglio dire sorveglianza) imperiale dell’istituzione, indirizzata a fame un elemento unificante e di disciplina al servizio dell’impero (1804). Dietro questa concezione «politica” della Massoneria, ben poco poteva salvarsi del significato tradizionale dei lavori dell’officina, decaduti ad un totale asservimento apologetico al potere napoleonico. Non mancarono tuttavia resistenze a questa manovra: nuove associazioni come l’Adelfia ad esempio, società segreta a carattere repubblicano, vennero create proprio per opporsi a questo scopo, ma in particolare il RSAA lottò a lungo per mantenere una propria autonomia.       

          L’introduzione infatti del rituale scozzese e la creazione del S.C. del RSAA in Francia (1804) si presentò in questo paese come una possibile alternativa alla Massoneria napoleonica del Grande Oriente, che fu costretto alla fine a trovare una sorta di compromesso. Un aspetto legato a questa resistenza è proprio quello manifestato dai legami inequivocabili talora osservati tra la massoneria scozzese e le vendite carbonare, anche se non sempre in sintonia, le quali, trapiantate in Italia circa nel 1806-1810, rappresenteranno una sorta di propaggine politica della massoneria, in particolare agli albori del Risorgimento italiano.

          In Italia, il 4 aprile 1805, era stato il bonapartista Alessandro de Grasse TiIly a costituire a Milano il primo Supremo Consiglio del RSAA (più esattamente dei Sovrani Grandi Ispettori Generali del 330grado), nel tentativo esplicito di suggellare l’unione con il G. O. di Francia e di trapiantare nella penisola il sistema degli alti gradi in funzione degli interessi imperiali. Le altre motivazioni dell’iniziativa venivano trovate:

1)  Nella mancanza di unità delle Logge

2)  L’irregolarità dei loro lavori

3) La necessità di far conoscere e approfondire le Alte Scienze Mistiche, ma era naturalmente lo scopo di istituire un controllo francese sulle Logge italiane quello principale. Comunque, con la costituzione del 4 Aprile 1805, il RSAA d’Italia diventava dunque il terzo più antico del mondo, dopo quello “Madre» americano di Charleston del 1801 e quello di Francia del 1804.

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