RIFLESSIONI SUL TEMA “SOLIDARIETA'”

Riflessione sul tema “LA  SOLIDARIETà”

(A. A.)

Rispet.mo   M.’.  V.’-,      

Carissimi Fratelli,

      Se noi apriamo un vocabolario della lingua italiana alla lettera “S” e cerchiamo il termine “Solidarietà”, troveremo che si tratta di un sostantivo femminile al quale vengono attribuiti più significati:

1)  Qualità, condizione, di chi è solidale con altri.

2)  Sentimento di fratellanza, di vicendevole aiuto, materiale e morale, esistente fra i membri di una   

     società, una collettività ecc…

3)  Nelle obbligazioni con più soggetti: diritto di esigere, da parte del creditore, l’estinzione dell’intero debito      

     ad uno qualunque dei debitori con l’effetto di estinguere l’intera obbligazione.

      Da queste tre definizioni, pur nella loro fredda esposizione, si intuiscono già l’importanza e le potenzialità insite in questo “sostantivo femminile” al quale noi Massoni facciamo costante riferimento. Fra i principi massonici la Fratellanza ricopre certamente uno dei gradini più alti e la Solidarietà è la naturale conseguenza di questo principio, basti pensare a quello che è il legame e la reciproca assistenza fra fratelli biologici. Ritornando alla seconda definizione riportata dal dizionario, troviamo scritto “vicendevole aiuto materiale e morale” e viene spontaneo pensare a quanto è stato detto e scritto in questi ultimi mesi, purtroppo anche a ragione, sul fatto che noi Massoni dessimo molta più importanza a quel “materiale” che non al “morale”.

      Infatti le nostre officine sono state dipinte come luoghi dove all’insegna della Solidarietà venivano fatti accordi, stipulate alleanze per la gestione del potere nel mondo profano.

      Se provo, invece, ad analizzare le sensazioni che suscita in me il rapporto Solidarietà/Fratellanza alla luce di quanto ho imparato nella mia vita di Loggia, nelle tornate in cui il silenzio mi era d’obbligo ed ero costretto, molto opportunamente, solo ad ascoltare ed a guardare quanto mi succedeva intorno, viene fuori un concetto di Solidarietà molto particolare e tutt’altro che materiale. Infatti, il farsi nostri i problemi altrui, più o meno esternati, il gioire per le gioie di altri, essere partecipi, magari solo con una stretta di mano, od uno sguardo, al dolore di un fratello, ritengo che siano i momenti massimi di quel “sostantivo femminile” che è la Solidarietà.

      A conferma di quanto affermato mi permetto di riportare due passi  dell’intervento che il Prof. Di Bernardo ebbe modo di fare in questa Loggia in occasione del 25°  anniversario della sua fondazione:

      “Quando sono entrato in questo Tempio ho sentito delle percezioni particolari, questo significa che in questo Tempio si sono accumulati nel tempo eventi umani, fatti, sensazioni di nostri fratelli” ed ancora “Però oggi venendo qui in Maremma, trovandomi con voi fra le colonne di questo Tempio, respirando questa atmosfera veramente massonica, ebbene, io ho la precisa e chiara convinzione   che qui, lontano da Roma, lontano dagli intrighi, in Maremma, in località come queste, si fa la vera Massoneria, si è certamente Massoni,  si è autenticamente Massoni”.

      A mio parere credo che sia chiara la spontaneità e la sincerità che traspare da queste parole, il piacere, per l’allora Gran Maestro, di trovarsi in una piccola Loggia di provincia in cui i principi Massonici sono vissuti in modo semplice ma intenso, senza inquinamenti profani, ed in netto contrasto con quanto lui, probabilmente, conosceva in altre realtà. Al di là di quanto è accaduto successivamente ed alle posizioni che il prof. Di Bernardo ha preso nei confronti del GTOTIT e di tutti noi, credo trasparisse chiaramente il travaglio interiore che viveva in quel momento a causa del fatto che poteva verificare l’esistenza di luoghi dove la Fratellanza e la Solidarietà Massoniche non erano motivo di loschi affari, contrariamente a quanto, pubblicamente e con danni enormi avrebbe di li a poco affermato.

      Vorrete perdonarmi per avervi rammentato vicende molto tristi e purtroppo, sempre attuali, per la nostra Istituzione ma ritengo che quanto detto contribuisca a dare merito a chi, in questa nostra Loggia, ha lavorato, lavora e lavorerà in futuro per alimentare, con vari sentimenti Massonici, l’armonia che regna fra di noi.

      Tornando ai significati da cui siamo partiti è interessante analizzare quello, che nell’ambito del mio lavoro mi trovo spesso a dovere affrontare. Se nei confronti di un creditore comune più debitori sono solidali fra loro e sono chiamati ad estinguere il debito, il creditore ha la facoltà di chiedere l’estinzione dell’intero debito ad uno qualsiasi dei debitori solidali.

      Quanto detto, oltre che essere una interpretazione del termine Solidarietà, è una norma del Codice Civile e se accantoniamo l’aspetto puramente economico/giudiziario troviamo una asserzione di un grandissima valore umano. Infatti ipotizzare che, nell’ambito di un rapporto che lega due o più persone, gli impegni morali e spirituali di uno sono gli impegni degli altri, sarebbe sintomo di aver trovato un equilibrio personale e collettivo che ci metterebbe al riparo, fra le altre ipotizzabili conseguenze positive, da molte situazioni tristi come poc’anzi ricordavo.

      Concludo queste brevi ed elementari riflessioni ringraziando i Fratelli presenti per l’attenzione prestata e con l’auspicio di sentire le opinioni ed i consigli di Fratelli più esperti.

      Di nuovo grazie a tutti.

Questa voce è stata pubblicata in Lavori di Loggia. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *