FRAMMENTI DI MUSICA E MASSONERIA

Brevi spunti di musica e massoneria non possono non partire dal silenzio primordiale, quello assoluto e pre-esistente alle forme di vita dall’uomo conosciute. Italo Calvino, in “Palomar”, sostiene che tutte le volte che la genesi del mondo è descritta con sufficiente precisione, un elemento acustico interviene nel momento decisivo dell’azione. Nell’istante in cui un dio manifesta la volontà di dare vita a se stesso o a un altro dio, di far apparire il cielo e la terra oppure l’uomo, egli emette un suono. Si pone così il dualismo rumore/silenzio, dualità che interessa l’intera storia dell’Umanità; se il suono è vita, esso si oppone con forza al silenzio, ma è pur vero che quest’ultimo rappresenta la base su cui esso si stratifica, | Nel suo saggio dal titolo “La grammatica della musica”, Otto Kàrolyi affermache in principio è lecito supporre era il silenzio. Era silenzio perché non c’era moto alcuno e di conseguenza nessuna vibrazione poteva mettere l’aria in movimento, feno-

meno questo di importanza decisiva per la produzione del suono. La creazione del mondo, in qualunque modo sia avvenuta, deve essere stata accompagnata dal moto e pertanto dal suono. Forse è questa la ragione per cui la musica, presso i popoli primitivi, ha tale magica importanza da essere spesso connessa asignificati di vita e di morte. Proprio la sua storia, in ogni varia forma, insegna che là musica ha mantenuto il suo significato trascendentale. Le Parole di Kàrolvyi, in principio era il silenzio, mi ripropongono le parole del prologo del Vangelo di Giovanni su cui si aprono i lavori di loggia. Introducendo il termine Logos, che viene tradotto come Verbo o Parola, è presentato un concetto ancora più vasto; il termine Logos è tradotto sulla scorta della tradizione illuministica come Verbo o Parola, manei secoli precedenti il ‘700 si intendeva più genericamente come “suono”. Quindi parola e suono, ancora un dualismo. Così simili tra loro, entrambi suoni in ultima analisi, molto spesso integrati tra loro, ma nello stesso tempo così diversi. Daranno infatti origine a due modalità di espressione e di comunicazione entrambe straordinarie, ma solo la musica assumerà il carattere dellinguaggio veramente universale, uno dei pochi capaci di parlare ai cuori e allementi di tutti gli uomini in qualunque epoca o continente essi siano vissuti, a qualunque religione, lingua o razza essi siano appartenuti. Penso che proprio questa universalità del linguaggio musicale, sia la vera e profonda motivazione per spiegare l’importanza che da sempre la musica detiene in massoneria. Non casualmente alcuni grandi direttori d’orchestra, sostenevano che è molto più semplice suonare le note, mentre appare più difficile suonare le

pause; appunto i silenzi. E’ il silenzio i vero collante dei suoni e dona ad essi il loro vero significato. Il silenzio è parte integrante del mondo dei suoni costituendo due facce della stessa medaglia. Non di rado alcuni compositori hanno cercato di dar voce al silenzio, come nel famoso caso del “Coro a bocca chiusa” della Madama Butterfly di Giacomo Puccini o alcuni pezzi di musica da camera di Mozart. Non dimentichiamo, fra gli altri, “Cantare in silenzio” di Salvatore Sciarrino e “ Le pause del silenzio” di Gian Francesco Malipiero del 1917, e per giungerfino alla canzone di Simon & Garfunkel ‘il suono del silenzio”, canzone scritta subito dopo l’assassinio di John Kennedy, nel 1963. Inoltre Daniele Donini, artista e musicologo, ama ricordare come, sinanco nella trasposizione cinematografica del Flauto Magico, la vigile partecipata silente attenzione rappresenti una fase ben definita del percorso massonico: “Forse anche con il senso profetico e utopistico che alle inquadratureiniziali del Flauto magico diretto da Ingmar Bergman, dove l’umanità/pubblico nella sua diversità di razze, lingue e religioni, trova piena espressione simbolica nel viso di una bambina che durante la sinfonia iniziale, muta come un apprendista, si prepara quasi come in un gabinetto di riflessione ad affrontare una esperienza iniziatica.” Il lavoro compiuto dall’uomo nel corso dei secoli, è, nel campodei suoni, una sorta di “ordo ab chao”: ha cercato di sviluppare strumenti che gli permettessero di imitare i suoni che la natura gli offriva e di elaborare teorie dando adesse valenze che variavano con le diverse culture che le esprimevano. Nel V secolo a.C. Pitagora, elaborandola sua teoria dell’armonia delle sfere, scoprì che in una scala’ musicale i suoni stavano tra loro in una precisa relazione matematica. 1 numeri definiscono quindi i canoni di proporzione e di armonia; il fine è quello di raggiungere la migliore rappresentazione dell’armonia universale, intesa come unificazione ed

equilibrio di elementi opposti. Uno stretto rapporto avvicina il suono con le sue geometrie, onde e vibrazioni, alla numerologia: la musica diviene non solo strumento di rappresentazioni simboliche, ma nella sua essenza assume una forte connotazione matematica. Col suo monocordo Pitagora dettò alcuni principi morfologici che divennero presto i principi di ogni arte. In particolare i rapporti armonici vennero usati per costruire gli edifici sacri in modo che i numeri definissero i canoni di proporzione e di armonia. La Musica rappresenta il tramite per eccellenza tra la terra e il cielo, tra il materiale e – lo spirituale; con le sue misure, le sue metriche, i ritmi, i simbolismi ci permette di percepire, più che con altri mezzi, l’essenza stessa del Grande Architetto Dell’Universo. Findalle origini della odierna massoneria, la musica era tenuta in gran conto. Nel 1725 a Londra venne fondata una società musicale “Philomusicae et architecturae societas apollinis” da parte della loggia Queen’s Head; l’unione di musica e architettura era tra quelle che la Massoneria, nata dai costruttori di Cattedrali, indicava tra le più adatte alla sua ideologia. La Società sì proponevadi diffondere la musica da camera ed offriva i suoi concerti in abbonamento e fu questala prima volta di una scelta che avrà grande successo e che ancor oggi è di largo impiego. Direttore artistico fu nominato Francesco Saverio Geminiani, violinista che fu pure il primo italiano iniziato alla Massoneria londinese. Questi concerti ebbero il grande merito di eseguire musica laica in contrapposizione alla musica religiosa e a quella delle corti; fino adallora, infatti, la musica era di esclusiva pertinenza di chiese e di corti nobiliari. Vale la pena a questo punto ricordare alcuni dei grandi musicisti di appartenenza massonica, che con le loro musiche, i simbolismi in essa contenuti, i richiami rituali e liturgici hanno nobilitato nei secoli l’Istituzione di appartenenza. Geminiani, certo, ma anche Spontini e Cherubini, Salieri,

Haydn, Mozart, Viotti, Mendelssohn, Sibelius, Satie le musiche dei quali accompagnano ancor oggi | momenti salienti dei nostri incontri. Concludo con unpensiero deferente a Richard Wagner e al suo interesse per la Massoneria principalmente teso ad acquisire informazioni sui meccanismi ermetici per entrare in possesso delle conoscenze esoteriche massoniche, della sua gerarchia, dei segni e dei simboli, delle allegorie e delle prove simboliche di cui laMassoneria è da sempre attenta custode. Nella sua ultima fatica, il Parsifal, rappresentata in Italia per la prima volta a Bologna il primo gennaio di 1914, non si possono ignorare gli aspetti simbolici, esoterici, rituali, gerarchici, alchemici che da essa promanano e che inducono alla riflessione e al silenzio questo, in ultima analisi, il vero fine della musica.

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