Dialogo di un Massone con la Libertà

Dialogo  di  un   Massone con la   Libertà

 

(M.L. – EROS ROSSI)

Massone: Lei, Signora, all’anagrafe ha molti cognomi, ma coloro che la amano veramente La chiamano con l’unico nome che Le venne dato dalla nascita: Libertà. E così, se Lei mi permette la confidenza, io La chiamerò semplicemente con il Suo nome di battesimo.

Libertà: Mio giovane e sconosciuto amico, sarò ben lieta di concederle questa confidenza (………stavo per dire libertà, ma mi sono frenata in tempo), perché vorrei che il nostro colloquio, pur con il dovuto rispetto reciproco, fosse improntato ad una completa familiarità, in modo semplice e chiaro. Del resto immagino che se lei mi ha voluto incontrare è per avere un dialogo franco, senza veli. E’ così?.

Massone: Certamente. E per essere trasparenti e chiari fin dall’inizio, Le voglio rivelare un mio segreto, contando sulla Sua riservatezza e per dimostrarLe la mia piena fiducia. Vede, io sono un Iniziato ai Misteri della Massoneria e sono insignito, forse immeritatamente, del grado di Maestro; è in questa mia particolare veste che ho sentito il bisogno di conoscerLa di persona.

Libertà: Ah, benissimo! Lei quindi appartiene a quella gloriosa Istituzione che si erge da secoli a difesa della mia persona, lottando con tutti i mezzi contro i miei nemici. Lei, da Iniziato, ben comprende il valore della mia esistenza per tutta l’umanità e l’importanza di preservare la mia integrità da tutti gli attacchi e dai soprusi che da sempre i malvagi hanno cercato di mettere in atto nei miei confronti.

Massone: E’ proprio così!  E sapendo quanti nemici Ella abbia avuto ed abbia tuttora,  nel salire a trovarLa mi sono stupito che viva in una villetta isolata, sulle sponde di questo fiume maestoso e lento. Non ha paura?

Libertà: Non mi consideri incosciente, ma la paura non mi ha mai sfiorata; ho visto trascinare via da questo fiume imponente, prima o poi tutti coloro che mi hanno perseguitata. Possono incatenarmi, possono umiliare ed uccidere chi mi difende, ma alla fine sono io che la spunto ed i miei nemici sono inghiottiti dai gorghi. Così è sempre accaduto in passato. In futuro chissà.

Massone: Perché, Signora, pensa che un giorno riusciranno a sconfiggerLa?

Libertà: Oh, non dico questo, però ci sono segnali nel mondo che mi fanno presagire una società nella quale prevarranno esigenze diverse da quelle che mi tengono in vita. Non so, forse bisognerebbe chiederlo a questo fiume. A proposito, lo sa che di lui, come un tempo del Nilo, non si conoscono le sorgenti? E neppure la foce; si inabissa e dove poi sbocchi non lo sappiamo.

Massone: Ma come si chiama questo fiume?

Libertà: E’ un mistero, perché sulle carte geografiche non è segnato: io lo chiamo Il Fiume Della Storia.

Massone: Mi permetta a questo punto del nostro dialogo, una serena riflessione. La Sua età non è facilmente definibile, eppure Lei (e nel dirlo mi sento arrossire) è capace di suscitare sentimenti struggenti. Ha una bellezza luminosa, un fascino immenso, una forza di attrazione irresistibile. Ora capisco perché tanti uomini di ogni epoca non hanno esitato a dare la vita per Lei. Vedendo da vicino il Suo volto radioso, sentendo la Sua voce suadente e melodiosa, guardando il Suo portamento austero e nel contempo lieve ed armonioso, comprendo finalmente perché gli uomini più illuminati di ogni tempo non hanno tremato di fronte alle torture ed alle umiliazioni, pur di continuare ad amarLa……..

Libertà: Mio giovane amico, vi prego di frenare il vostro entusiasmo! Il vostro ardore mi confonde e mi turba! Piuttosto ditemi, come avete fatto a raggiungere la mia dimora?

Massone: Non è stato molto facile. Di Lei si danno indirizzi contraddittori ed a chiedere informazioni si viene quasi sempre avviati verso una strada sbagliata.

Libertà: Le spiego: è a causa dei molti cognomi che mi sono stati assegnati nel tempo. Gliene cito alcuni: Di Pensiero, Di Parola, Di Religione, Di Azione. Ora, Lei che è un Iniziato, non le pare che se avessero scritto semplicemente LIBERTA’, tutti i miei vari cognomi vi sarebbero stati compresi?

Massone: Certamente, ma  forse tanti cognomi sono apparsi utili agli uomini per riconoscerLa meglio.

Libertà: Sciocchezze! E’ come nella cattiva letteratura, troppi attributi gonfiano inutilmente. E poi non ci può essere, per fare un esempio, Libertà di pensiero senza Libertà di opinione, di parola, di stampa, di religione, e così via. La Libertà deve essere una e una sola, assoluta. Non crede?

Massone: Certo, Signora, ma con qualche limite naturalmente.

Libertà: Limiti? Di quali limiti parla?

Massone: Ma, tanto per dire, che la Libertà di ognuno finisce dove comincia quella degli altri.

Libertà: Guardi, mio caro, lei mi confonde con i  miei cuginastri: Licenza, Disordine e Prepotenza, figli di Confusione e di Arbitrio. Io, lo dico con orgoglio, ho avuto ben altri genitori: Educazione e Rispetto, i quali mi dicevano sempre: – “La Libertà non si limita, ma si completa con quella degli altri”-.

Massone: E non è più o meno la stessa cosa?

Libertà: No, esiste una profonda differenza! Come la Fede, la Libertà non si condiziona: o c’è o non c’è. Il limite nasce dall’interno, non può essere imposto. La Fede si completa e si eleva da sola con la Ragione ed il Sentimento, altrimenti scade nel Fanatismo. La Libertà cresce e si sviluppa con la Tolleranza, con il riconoscimento spontaneo del diritto di tutti a godere la propria. Perché vede, caro amico, quando si comincia a misurarmi ed a pesarmi, io deperisco e sfiorisco; è un fenomeno complesso e forse anche strano, ma è sempre accaduto così. Ed aggiungo un’altra cosa: è raro che i miei nemici dichiarino apertamente che vogliono opprimermi o addirittura sopprimermi. Di solito sostengono, con modi garbati e suadenti, che bisogna disciplinarmi, che è opportuno regolarmi, che è utile affidarmi ad un custode o ad un garante. Magari gridano nelle piazze il mio nome, dicono che occorre difendermi, e per farlo meglio mi circondano di soldati! Arrivano al punto che per proteggermi mi mettono in carcere e per curarmi mi avvelenano a poco a poco.

Massone: Quanta profonda verità in queste parole! La Massoneria, che da sempre ha posto tra i suoi più alti valori la Libertà, intesa nel suo più alto significato, si è battuta con tutte le sue forze per l’affermazione della Tolleranza, della Pace, per il trionfo dell’Amore contro l’Odio, della Ragione contro il Fanatismo. Finché nel mondo ci sarà anche una sola Loggia dove questi valori saranno coltivati ed esaltati, dove la fiaccola della Libertà passerà da Fratello in Fratello, di generazione in generazione, in una sorta di stupenda staffetta di amore fraterno, la sublime speranza dell’uomo di essere libero fra liberi non potrà mai morire. Perciò si rincuori, si faccia coraggio, non si lasci abbattere dai malvagi.

Libertà: Eh, sapesse come comincio a tremare quando mi si invoca troppo spesso! Un giorno un mio spasimante, giovane come lei, mi rimproverò, come se fosse colpa mia: -“Quanti delitti – mi disse- si commettono in tuo nome!” – Libertà, si urlava in Francia duecento anni fa, e più mi si osannava più lavorava la ghigliottina. In Russia, all’inizio di questo secolo, si garantiva l’avvento di una superiore forma di Libertà, ed è stata invece l’oppressione a cantare vittoria. E le dice niente il fatto che ad Auschwitz, l’ingresso del campo di sterminio era contrassegnato da una scritta in mio onore: Il lavoro rende liberi ?

Massone: E’ vero. Sono esempi tremendi, che però sono già stati trascinati via dalla corrente di questo fiume che Lei chiama Storia.  Crede davvero che possano riemergere?

Libertà: L’acqua del dispotismo è subdola, si infila ovunque e spesso ce ne accorgiamo solo quando stiamo per affogare. Lo tenga sempre a mente, mio giovane amico, sia sempre vigile e attento, la lotta dei veri amanti della Libertà non ha mai fine, dovete essere sempre pronti a combattere i tanti nemici, spesso travestiti da amici, che mi circondano.

Massone: Però qui in Italia Lei non corre pericoli. Siamo tutti suoi devoti ammiratori.

Libertà: Sarà, ma tira un venticello che francamente mi insospettisce. Ho le antenne sensibili, io. Forse anche troppo. No, certo, non credo sia possibile, almeno per molti anni, qualsiasi forma di dispotismo o di dittatura. Ma una Libertà fatta di divieti, di coercizioni, di prescrizioni, di esclusioni, di falsa solidarietà, di strutture che inceppano invece di favorire le giuste istanze di tutti i cittadini, sì, questo per essere sincera lo temo. Perché vede, gli Italiani spesso mi amano solo a parole ed inoltre sono un po’ farfallini: a volte si illudono ancora di poter svolazzare in piena libertà e non si accorgono di essere già nella rete.

Massone: Forse gran parte del problema sta nel fatto che tutti parlano della Libertà, tutti la vogliono, ma nessuno ha mai insegnato chiaramente ed ha spiegato compiutamente cosa sia la Libertà. Mi viene il dubbio che non si conosca la vera definizione di un valore così elevato ed importante, perché in realtà dentro di noi non riusciamo ad essere veramente liberi, perché ad un onesto esame di coscienza ci rendiamo conto che la Libertà, per noi come per la maggior parte degli uomini, rischia di essere soltanto una parola e non un concetto preciso, e che il vero ostacolo alla sua piena realizzazione siamo soltanto noi.

Libertà: Certamente è così; un uomo non è veramente libero quando non è sincero con sé stesso, quando cioè non riesce ad eliminare la parte negativa che è dentro di lui, non si libera dei preconcetti, non si apre alla bellezza ed alla giustizia, non alimenta nel suo spirito l’Amore per la Verità. E’ un lavoro molto oneroso, ma indispensabile per chiunque voglia veramente essere libero.

Massone: Purtroppo, gentile Signora, è difficile riuscire ad accettare, per esempio, che spesso il nostro atteggiamento non è prudente, ma soltanto un po’ vigliacco, che non siamo oculati ma avidi, che non siamo giusti ma pieni di prosopopea, che non siamo equilibrati ma soltanto opportunisti, che non siamo diplomatici ma che in realtà non prendiamo mai posizione, che non siamo buoni ma abbiamo solo paura di essere cattivi.

Libertà: Mio giovane amico, questi aspetti così contraddittori caratterizzano la personalità di tutti gli esseri umani, ma per voi che siete stati iniziati ed avete scelto di percorrere un cammino diverso, penso che la vera possibilità di edificare quello che voi chiamate “Il vostro Tempio Interiore”, quell’angolo pulito dove può risplendere la scintilla della divinità, consista nel formare una coscienza dove abbiate avuto il coraggio di guardare dentro, di scavare in profondità, di accettarvi umilmente per quello che siete, di aver deciso razionalmente, nonostante tutto, che dovete onorare la vita e voi stessi, cercando prima di tutto dentro di voi la Libertà dal proprio negativo.

Massone: Se ho capito bene, dovendo percorrere la lunga via della Libertà, è forse più utile non sforzarsi a tutti i costi di essere liberi o di dimostrare a noi ed agli altri, a volte in maniera confusa, a quale alto grado di Libertà siamo stati capaci di elevarci, quanto piuttosto decidere con forza di non essere più schiavi dei nostri lati negativi e di realizzare in modo concreto la più alta forma di Libertà, quella interiore.  Solo con questo bagaglio spirituale sarà possibile conquistare appieno ogni tipo di Libertà, per noi e per l’umanità.

Libertà: Avete toccato il cuore del problema! La Libertà va cercata dove si trova, né vicino né lontano, semplicemente occorre abituarsi a rinunciare alla presunzione e all’arroganza. Non basta predicare la Virtù, bisogna soprattutto praticarla.  Ma forse, parlando con un Iniziato sto dicendo cose ovvie e scontate; sono convinta che man mano che percorrete il cammino verso la Luce, il vostro spirito si impadronisca dei vostri concetti e li riverberi nella vita di tutti i giorni. Piuttosto, parlatemi un po’ della vostra Istituzione. Come fate a scegliere i profani da iniziare ai vostri misteri e com’è possibile, stando così appartati, cercare e propugnare la Libertà?

Massone: La Massoneria richiede che i propri adepti siano uomini liberi e di buoni costumi. Chiarisco meglio: Libero significa per la Massoneria non assoggettato a vincoli che possano impedire la libera costruzione del proprio pensiero, la sua piena manifestazione e soprattutto che ostacolino l’attuazione pratica dei Principi di Fratellanza  e Tolleranza, i valori fondamentali sui quali si costruisce il tempio interiore di ogni libero muratore. Di buoni costumi si intende un uomo che ha fatto scelte  di  vita basate  sull’onestà  e  sulla  rettitudine, che ha ben chiari i confini tra il bene ed il male, che assume atteggiamenti moralmente apprezzabili nei confronti di sé stesso e degli altri. Il Massone, dentro il Tempio, sembra restare solo con sé stesso, ma in realtà è l’anello di una infinita catena. La Loggia è il luogo dove si concretizza l’anelito dell’uomo che non vuole apparire, ma “essere”! Nel Tempio, lontano dalle passioni del mondo, dal quotidiano, dall’effimero,  gli uomini di buona volontà preparano il proprio domani per loro stessi e per l’umanità. La Loggia diviene, nei lavori rituali, il luogo consacrato nel quale i Fratelli tralasciano ogni loro protagonismo e si vestono di umiltà, abbandonano i metalli per dare spazio a valori non deteriorabili, come la ricchezza spirituale e la Fraternità, rifiutando i dogmi e ogni asservimento alle ideologie. Noi massoni facciamo di tutto per perfezionare ed elevare culturalmente e spiritualmente l’uomo e con lui tutta l’umanità: in questo modo  si cerca di mettere in pratica la Libertà.  Nella nostra sublime utopia vorremmo che tutti gli uomini fossero legati fra loro da vincoli di amore fraterno, al di sopra delle razze, delle religioni, delle idee politiche. Vorremmo che la Libertà diventasse una cosa reale e concreta, che ogni bambino che nasce potesse finalmente vivere in un mondo dove i suoi limiti umani non fossero utilizzati per sovrastarlo e sottometterlo, vorremmo che, divenuto adulto, fosse un individuo consapevole del valore della Libertà e la potesse insegnare ai propri figli, vorremmo che il Tuo nome sfiorasse le labbra di tutti gli uomini come un sorriso e che nessuno fosse ancora costretto ad urlare LIBERTA’ per farsi udire da tutti coloro che non ti amano, vorremmo che gli uomini non dovessero più offrire la propria vita per affermare il diritto inalienabile di essere liberi

 

 

Che il GADU ci assista e ci illumini.

 

 

il massone: Fratello M. L.

     la Libertà:   Fratello EROS  ROSSI

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