LA PARTENZA ED IL LUOGO CHE NON C’E’

                         …And shippes by the brinke comen and gon, and in swich forme nedure a day or two.

(…E le navi vanno e vengono sull’orizzonte e in questa forma durano un giorno o due.)

-Dai Canterbury Tales di Chaucer-

LA PARTENZA ED IL LUOGO CHE NON C’E’

  C. S.

Massa Marittima, domenica 5 maggio 2013

Innalzamento delle Colonne: R\.L\ “Giuseppe Garibaldi” n°1436

all’Or\ d Follonica

 

 

Key Words: mare, nave, partenza, viaggio, Ordine Massonico, visibile, invisibile, illusione, disillusione, speranza, delusione, transitorietà rappresentazione, memoria, circoscrivere il presente, rimpianto, inquietudine del passato, equipaggio, Itaca, malasorte, utopia, sogni, speranze, idee, fantasie, andare oltre, orizzonte colorato, transitorietà, marginalità, filosofia antica, pensiero filosofico cristiano, scetticismo, disincanto, dubbio, angoscia, vivere, morire, piacere di esistere, bene, male, bontà, uomo, legno storto, rispetto, coscienza morale, obbedienza, perinde ac cadaverem, disobbedienza, eternità, sub-specie finiti, sub specie- aeternitatis, coscienza cosmica. conoscenza Libero Muratoria, nobiltà di spirito, responsabilità.

 

 

Maestro Venerabile, Carissimi Fratelli,

 

Sono orgoglioso e profondamente onorato di appartenere a questa Nuova Loggia e ancora di più di ricoprire la carica d’Oratore. Oggi per noi è iniziato un nuovo viaggio, in realtà abbiamo intrapreso la navigazione, in questo misterioso e affascinante “mare della Libera Muratoria” già da molto tempo…dalla nostra “Iniziazione”. Oggi siamo ripartiti di nuovo, da un altro porto e con un’altra nave.

 

Pensare alle navi…al loro andare e venire… mi ricorda una frase di un racconto trecentesco dell’Allodiere di Chaucer : «E le navi vanno e vengono sull’orizzonte e durano in questa forma una o due giorni». Esse sono l’immagine del tempo nel suo divenire; simbolo di ogni umana cosa che oscilla continuamente fra allontanamento e avvicinamento, tra venire e andare, tra partire e arrivare, fra presenza e assenza, tra visibile e invisibile, tra illusione e disillusione, tra speranza e delusione. Il tutto è espressione della transitorietà della nostra esistenza; rappresentazione del nostro meraviglioso e stupefacente viaggio nel “mare della vita.”

 

Partire talvolta… è come morire, perché lasciamo sempre un po’ di noi stessi in ogni luogo, in ogni porto…ma dobbiamo obbligatoriamente andare avanti, senza conservare una particolare memoria del passato…sforzandoci di “circoscrivere il presente” per liberarci dal rimpianto e dalle inquietudini. La partenza, di una nave verso il mare aperto, in fondo è sempre buona… sono le nebbie, le tempeste, incontrate per malasorte, le vere nemiche del viaggio; sono loro che mettono alla prova, la forza, il coraggio e la capacità dell’equipaggio.

In realtà ciò che conta, come ha scritto il poeta Kostantinos Kavafis, è partire:

«…quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze…nei porti che con gioia toccherai …acquista madreperle coralli ebano e ambre, tutta merce fina anche profumi d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi…senza Itaca tu non saresti mai partito… ».

 

E’ importante ricordare che coloro che percorrono questo “magico mare della Libera Muratoria”, se non vogliono essere spazzati via, devono attenersi scrupolosamente alle sue regole, ai suoi principi, con religioso “rispetto”, dall’inizio alla fine del proprio viaggio. L’Ordine Massonico, nonostante il suo dolce e irresistibile fascino, non deve mai essere sottovalutato … può essere “feroce come il mare” (riprendendo un verso di  Shakespeare “più feroce della fame, dell’angoscia o del mare”)… non è generoso con chi cerca di sfidarlo… è sempre pronto a reagire, a inghiottire navi e uomini senza che il suo risentimento sia saziato… Stolto è chi trascura la sua forza; esso è troppo grande, troppo potente, troppo misterioso di difficile comprensione anche per la nostra mente di “Iniziati”.

La ricerca personale di gloria, di potere, di dominio, di favori, non lascia alcun segno in massoneria, tutto passa rapidamente, come immagini riflesse sulla superficie dell’acqua che prontamente si dissolvono. Comunque non dobbiamo meravigliarci mai sul comportamento degli uomini. Perché in ciascuno di noi, in tutti gli uomini, compresi i più saggi, si trovano contemporaneamente il bene e il male. “Solo Dio è buono” , come è scritto nel Vangelo di Marco ( Mc 10,18). Anche Emanuel Kant definisce l’uomo: un “legno storto, una miscela di bene e di male” e sottolinea che “dal momento che abbiamo a che fare con persone che agiscono liberamente, non possiamo predire il loro agire”.

 

La metafora del viaggio, l’irrequietezza di mettersi in cammino, di lasciare porti sicuri per spingere lo sguardo oltre la linea dell’orizzonte, è una delle caratteristiche più affascinanti del “pensiero Libero Muratorio” che possiamo definirlo “utopico” proprio per questo particolare modo di essere . Tutta la storia dell’uomo – nei suoi vari aspetti sia umanistici (politici, artistici, letterali, filosofici) sia scientifici – deve molto alla visione utopica.  “Utopia” significa “senza luogo” (ou “non” e topos “luogo”, cioè “luogo” che non c’è) e senza luogo sono le idee, i sogni, le speranze, i desideri, le fantasie, la ricerca, lo stimolo ad andare “oltre”, la forza di perseguire la propria idea di felicità, l’agire per il bene degli altri e dell’umanità intera. L’utopia è una cosa apparentemente illogica ma necessaria per superare le difficoltà o le miserie del presente. Essa ci permette di ridisegnare un “orizzonte più colorato” capace di dare un maggior valore al nostro vivere. Anche se il termine “utopia” fu coniato dal filosofo Tommaso Moro (1478-1538) che immaginò un modello di paese ideale ( Utopia), le sue radici si affondano nella “filosofia antica”, nelle diverse scuole filosofiche – socratica, platonica, aristotelica, epicurea, stoica – compresa quella cristiana. Utopisti furono anche alcuni importanti filosofi del 600 come Tommaso Campanella (1568-1639, La città del Sole) e Francesco Bacone ( 1561-1626, Nuova Atlantide)e romanzieri come Miguel Cervantes (Don Chisciotte della Mancia), Jonatan Swift (Viaggi di Gulliver), Jules Vernes (20.000 Leghe sotto i mari) e in tempi recenti, merita di essere ricordato, George Orwell (1903-1950) con  il suo romanzo “1984”: una terrificante previsione della società futura..

 

Credo che questi autori, come noi Liberi Muratori, di fronte ai “modelli utopici” ci poniamo con uno stato d’animo duplice, da una parte siamo affascinati ed attratti ma dall’altra siamo scettici, disincantati, dubbiosi, consci dell’impossibilità della loro realizzazione.

Comunque nella Libera Muratoria lo scetticismo non muta l’efficacia del pensiero utopico, che, come nella filosofia antica (anch’essa veniva praticata in gruppo), ha un ruolo  straordinariamente importante: tende a migliorare la vita dei propri adepti, a fargli guarire dall’angoscia del vivere e del morire; a fargli apprezzare il piacere di esistere; a dilatare l’“anima”  (Tripartizione Paolina dell’uomo in corpo –soma-, anima –psyche-, spirito –pneuma– Tes., 5,23) nell’infinità della natura, a catapultarla oltre il tempo e lo spazio, a transitare cioè da una visione “sub specie finiti”, tipica dell’uomo che vive con il senso della fine, della morte, a quella “sub specie aeternitatis”  ( pensare in termini eterni)  fino all’acquisizione della così detta “coscienza cosmica”; passando, grazie a questo percorso, che è un cammino di purificazione e spogliazione progressiva, da un piano materiale ( fisico) ad uno spirituale (metafisico).

 

L’Ordine Massonico, infatti, “non è una dottrina” ma un “metodo” che l’adepto deve perseguire nei suoi pensieri e nelle sue azioni, basato fondamentalmente su due pilastri: il “Rispetto della dignità umana”, che deve essere “assoluto” verso chi è “più prossimo (vicino)” cioè verso i Fratelli e la propria “Coscienza Morale” che grazie al “Lavoro Massonico”, (espressione di un continuo, ripetitivo, “esercizio del pensiero” che lo definirei di tipo “spirituale”) viene auto-educata, forgiata, perfezionata e nobilitata. Possiamo fare un curioso parallelismo tra l’esercizio fisico e il lavoro massonico. Con l’esercizio fisico, l’atleta dà al suo corpo una forma e una forza nuova; con il lavoro massonico, il Libero Muratore trasforma la sua interiorità (atmosfera interiore), la sua visione del mondo e sviluppa la sua forza d’animo; impara a non lasciarsi accecare dalle passioni, dalle ire, dai rancori e dai pregiudizi; a essere “responsabile” solo di se stesso (responsabilità significa, infatti “rispondere”);  a non rispondere agli altri contro la propria coscienza;  a non avere paura, e se necessario, a “disubbidire”, per non essere come i cani che si sottomettono (rispondono), con una totale obbedienza (perinde ac cadaverem) alla chiamata del padrone.

 

Solo rispettando questo “metodo” possiamo essere dei veri “Uomini Liberi”; uniti dal vincolo della “Conoscenza Libero Muratoria”  e da questa peculiare “ Nobiltà di Spirito” che ci deve caratterizzare e differenziare nettamente dal mondo profano.

 

 

 

 

 

 

 

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