“LE NOZZE Dl ERMES E FILOLOGIA” Dl BOTTICELLI

“LE NOZZE Dl ERMES E FILOLOGIA” Dl BOTTICELLI

di

Saver Wet

Il celebre dipinto di Sandro Filipepi detto “La Primavera” possiede tale intrinseca unità artisti tale leggiadria di tocco e di tecnica, tale profondità di pensiero da farne un capolavoro immortale.

Tuttavia, pervenire al sicuro significato dell’immagine pittorica non è semplice se. come spesso accade, ci si lascia guidare dalle apparenze; apparenze che hanno tratto in inganno per secoli stuoli di critici acritici, epigoni suggestionati e soggiogati dall’errore del Vasari. Ma ormai la interpretazione del quadro proposta dalle giovani e brillanti studiose Claudia Villa e Claudia La Malfa deve considerarsi I ‘ unica scientificamente accettabile.

L’individuazione esatta dei personaggi rappresentati deriva certamente dal romanzo “De nuptiis Mercurii et Philologiae” di Marziano Capella, scrittore del IV -V sec. d. C.

E dunque, nel giardino degli aranci, appaiono. da sinistra a destra:

Ermes, con i suoi più noti attributi, il caduceo ed i calzari alati:

Le tre Grazie che, intrecciate le mani, sembrano muoversi a passo di danza;

Filosofia (non Venere), in atteggiamento di grande dignità, collocata al centro del quadro, leggermente spostata indietro rispetto alle altre figure c che sovrintende con il suo gesto gli avvenimenti;

Una Musa (non laPrimavera);

Filologia (non Flora), la sposa di Mercurio;  Athanasia (Immortalità) (non Zefiro);  al centro, su Filosofia. Eros saettante.

(E’ interessante notare, senza voler invadere il campo del Fr.•. Aldo Tavolara. che il dipinto, esaminato da un punto di vista geometrico-esoterico, presenta una struttura ad ogiva con angolo di 144 0 e con inclinazioni dei personaggi raffigurati secondo angoli di 36 0 . 72 0 e 108 0 ).

Il romanzo di Capella narra delle nozze di Mercurio, dio della ragione che tutto pone in discussione e trasmigratore delle anime dei morti. con Filologia, eroine mortale impegnata nelle lettere.

Dei nove di cui è composto, i primi due libri narrano le vicende di mercurio alla ricerca di una moglie bella ma anche saggia e la titubanza di Filologia di fronte alla richiesta di matrimonio: negli altri sfilano le sette arti liberali che, in qualità di virgines dotales, si presentano al banchetto degli dei ed

enumerano le loro virtù.

Nel secondo libro si descrive il momento in cui Filologia. decisasi al matrimonio col divino Mercurio, sta per abbandonare le cose terrene per diventare immortale ed essere trasportata in cielo.

Nel momento culminante del passaggio dallo stato mortale a quello immortale, la vergine riceve la visita di alcune tra le più importanti divinità del mondo classico: le tre Grazie. le Muse, Immortalità e Filosofia.

Nell ‘episodio descritto nel quadro si presenta a Filologia una divinità di aspetto molto dignitoso e fiero: si tratta di Filosofia, attraverso cui Giove permette agli uomini di ascendere al cielo.

Successivamente si accostano alla Vergine tre splendide fanciulle dal volto di pari bellezza e decoro, le mani legate tra loro vicendevolmente con serti ed inghirlandate di rose: le Grazie. che iniziano una danza ed un canto celestiale.

Esse preannunciano r ingresso di un’altra veneranda divinità, Athanasìa (Immortalità) : questa, rilucente di una sacra e celestiale luce di veneranda sacerdotessa, eccelle per un volto augusto e severo. Ella è lì mandata dal padre degli dei per trasportare la vergine in cielo, dopo che abbia bevuto dalla coppa dell ‘immortalità.

Immortalità, presa con la sua mano destra Filologia, si accorge che ella ha il petto costipato di materia terrena. Le ingiunge allora di liberarsi immediatamente di quanto tiene dentro; al che Filologia comincia a vomitare questo peso terreno. che sono i libri della conoscenza.

Quel laborioso vomito si trasforma in un flusso di scritti di ogni genere: gran quantità di libri, di volumi e di opere in varie lingue scorrono fuori dalla bocca della Vergine!

Mentre la Vergine si libera con grande sforzo di tale abbondanza di Sapienza, le si avvicinano, una alla volta delle fanciulle – le Arti e le Muse – le quali iniziano a raccogliere nel proprio grembo quello che esce dalla bocca di Filologia.

“Mentre la Vergine vomitava a torrenti tali cose, le fanciulle numerose, alcune delle quali dette Arti, altre Discipline. immediatamente raccoglievano quello che la Vergine riversava dalla bocca, ognuna di esse prendendo ciò che è necessario al proprio uso. ‘

La descrizione dello sforzo di Filologia che nel vomito produce la Sapienza è uno dei passi più magici del libro di Capella.

Ma allora, qual è il significato complessivo del quadro? Prima di azzardare una interpretazione, ricordiamo alcune caratteristiche dei personaggi in gioco.

La Filologia è la scienza che, con l’ aiuto di paleografia, epigrafia, linguistica e archeologia, interpreta criticamente il linguaggio di un popolo nei suoi documenti scritti e nei testi di opere letterarie, per lo più antiche e di controversa lettura o interpretazione, nonché nelle varie testimonianze della sua cultura, per ricostruire la vera o la più probabile visione storica della sua civiltà.

Ermes è uno dei simboli dell ‘intelligenza industriosa e realizzatrice; ha come attributi i sandali alati, che rappresentano la forza di elevazione c la capacità di rapidi spostamenti. Egli è l’inventore della lira e del flauto, che donò ad Apollo in cambio della magia divinatoria e del caduceo. Zeus si servì di lui come messaggero presso gli dei degli inferi Ade e Persefone.

Divinità agraria, è guida delle anime nella dimora dei morti (donde l’ attributo di Psicopompo) ed è rappresentato con un ariete sulle spalle (Kriophoros) : in tale veste è il simbolo del Buon Pastore, mediatore fra dei e uomini.

Dio dei viaggi, venerato nei crocicchi (luoghi epifanici). messaggero della buona novella, Ermes è il simbolo dello scambio fra il cielo e la terra, della mediazione che può pervertirsi in commercio simoniaco o elevarsi fino alla santificazione.

Come corpo celeste Mercurio, uno dei pianeti più difficilmente osservabili, rimane costantemente nelle vicinanze del Sole, sì da essere osservabile solo al crepuscolo o con cielo velato; la sua “fuggevolezza” rispetto all ‘osservatore è il motivo del suo significato simbolico di natura ambigua ed insicura, per via della sua mobilità.

E’ considerato elemento androgino (argento vivo, sulphur et mercurius) : possiede la sua dimora diurna nei Gemelli e quella notturna nella Vergine.

Il caduceo (in gr. : Keptxeuov=kerykeion) che Ermes impugna è una bacchetta intorno alla quale si arrotolano in senso inverso due serpenti. Il serpente ha un doppio aspetto simbolico, di cui il caduceo rappresenta l’antagonismo e l’equilibrio (l ‘equilibrio del mercurio e dello zolfo alchimistici). Uniti per le loro code. i serpenti si scambiano gli attributi del compasso e della squadra.

Il caduceo si [ferisce al caos primordiale (i sentimenti che si combattono) ed alla sua polarizzazione e separazione. L’arrotolamento dei serpenti intorno al bastone rappresenta l’equilibrio delle tendenze contrarie intorno all’asse dcl mondo, giustificando quindi la definizione del caduceo come simbolo di pace.

I due serpenti si accoppiano sul fallo in erezione: il caduceo diviene simbolo di fecondità:

Il fallo di Ermes Psicopompo penetra dal mondo conosciuto nel mondo sconosciuto alla ricerca di un messaggio  spirituale di liberazione e di guarigione: il caduceo diventa quindi simbolo della scienza  medica.

Il bastone è l’equatore ed i due serpenti il Sole e la Luna che nel corso dell’anno percorrono l’eclittica, sulla quale a volte sono uniti, altre   separati; dunque Ermes è padre dell’astronomia e dell’agricoltura.

(Ricordo che anche l’Aurora veniva raffigurata con i] Caducco, in quanto araldo del Sole nascente). Dunque, I ‘interpretazione del dipinto non può prescindere da quanto simbolicamente racchiudono le due figure principali, Ermes e Filologia. e che solo brevemente ho riassunto innanzi.

La chiave interpretativa sta, a mio parere. proprio nel matrimonio fra il dio e la vergine. ed anche nella sua preparazione.

Infatti, mi pare di poter osservare che Filologia rappresenta l’uomo col suo sapere profano. fatto di scienze, arti, discipline le più varie, in un groviglio intellettuale che provoca una vera e propria costipazione del suo spirito. Filologia è bella. ma vergine. dunque dalla umanità incompleta, monca, alla quale tutto il sapere profano possibile non dà la completezza del Sapere medesimo, né le può donare immortalità. in una parola non può farla pervenire all’Essere.

Per fare il nuovo ed importante passo e quindi divenire immortale, deve spogliarsi di tutto il sapere profano, annullarsi completamente in una molle simbolica. nella putrefazione. sorretta e spinta però proprio dall’Immortalità.

Tutto il sapere profano sfugge con grande sforzo dalla bocca della vergine, trasferendosi alle Muse mortali che di esso sono le depositarie. Il vomito, lo sgravio procede finché Filologia è totalmente purificata.

Il matrimonio con Ermes è invece il punto di arrivo, anzi. il nuovo punto di partenza, dopo l’iniziazione; Ermes stesso è il sapere iniziatico. sempre mutevole, dubbioso, androgino.

Muse e Grazie dividono Filosofia e Ermes, quasi a significare che il cammino delle conoscenza profana a quella          iniziatica è velato da suadenti illusioni e da attraenti seduzioni.

Il matrimonio rende Filologia ed Ermes una persona sola, un androgino che tende all’Essere, una unione di Pensiero ed Azione; e solo sposando Mercurio Filologia può divenire immortale.

Dunque, Filologia segue un percorso di conoscenza che tende a reintegrarla nel Pleroma, alla stregua di Sophia dopo il suo ektroma.

Su tutto il quadro domina, in ‘nodo discreto ma autorevole, Filosofia. Ennoia, la Mente-Pensiero a cui l’ androgino deve tendere per il raggiungimento  dell’ Essere e ancora sopra di lei troneggia Amore.

Perché solo dopo aver attraversato il sapere profano. dopo la macerazione, dopo aver riformulato e ricreato le proprie conoscenze dal punto di vista iniziatico. dopo aver sposato il dubbio, è possibile raggiungere l’immortalità dell’Essere: e solo più in alto e più in là è possibile essere pervasi dall’Amore Universale. dardeggiante come fosse una colomba dello Spirito Santo.’

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