LE QUATTRO NAPPE

Le Quattro Nappe

di

Anthony J. Calderisi

Il paragrafo di chiusura della lettura in Grado di Apprendista comincia con: “Appese agli angoli della Loggia vi sono quattro nappe, a ricordarci le quattro virtù cardinali, TEMPERANZA, FORZA D’ANIMO, PRUDENZA e GIUSTIZIA, che, ci informa la tradizione, erano tutte costantemente praticate dai nostri antichi Fratelli”.

Prima di procedere con la discussione su queste virtù cardinali, bisogna capire perché è stato utilizzato un simbolo visivo invece di utilizzare semplicemente le prime lettere di ogni parola, come, per esempio, nel caso del-

la lettera “G” nel centro della Loggia, sull’altare.

Il Dizionario Inglese Collins dà del simbolo la seguente definizione: “qualcosa che rappresenta o significa qualche altra cosa, solitamente per convenzione, in particolare un oggetto materiale utilizzato per rappresentare un qualcosa di astratto”. Possiamo aggiungere inoltre che un simbolo può essere definito come un segno visibile al quale è connesso un sentimento spirituale, una emozione, una idea.

Era in questo senso che i primi Cristiani chiamarono simboli tutti i riti, cerimonie ed altre manifestazioni esteriori cariche di un significato religioso, ad esempio, la croce, i pesci ed altri dipinti e immagini.

In un periodo ancora più antico, gli Egizi comunicavano la conoscenza della loro filosofia esoterica attraverso simboli mistici. Infatti, l’uso di simboli è contemporaneo all’umanità. “11 primo sapere del mondo” afferma Stukely “consisteva essenzialmente di simboli. La saggezza che ci è pervenuta dai Fenici, dagli Egizi e dagli Ebrei, da Ciro, Pitagora, Socrate, Platone e tutti gli antichi, è simbolica.”

Così l’uso di simboli o emblemi (parole usate come sinonimi in Massoneria) deriva dalla stessa natura umana. Per la maggior parte degli esseri tmla_ni, i simboli sono un sussidio necessario per una maggiore profondità di pensiero. Rafforzano la nostra percezione intellettuale e sono un potente aiuto per la memoria.

Le magnifiche vetrate dipinte delle antiche cattedrali per esempio, erano utilizzate per imprimere nella mente del popolo illetterato la storia della vita di Gesù e degli Apostoli. Dagli inizi della storia scritta in poi, gli uomini hanno cercato i mezzi per esprimere all’esterno la loro fede. La religione dei primi Cristiani era conservata ed alimentata dai simboli che essi dipingevano nelle antiche catacombe di Roma, dove costituiscono, ancora oggi, una fonte di ispirazione.

In Massoneria, la maggior parte degli insegnamenti relativi ai suoi misteri e princìpi morali è tramandata sotto forma di simboli. Fondata, come scienza speculativa, su un’arte operativa, essa ha preso gli utensili di lavoro della professione che spiritualizza, i termini dell’architettura, il Tempio di Salomone e tutto ciò che è connesso con la sua storia tradizionale, e, adottandoli come simboli, insegna le sue grandi lezioni morali e filosofiche attraverso il simbolismo.

Consideriamo i vari utensili utilizzati dai nostri antenati Operativi e vediamo come ricordiamo velocemente i numerosi ed importanti insegnamenti morali

.

 insegnatici da questi simboli. Ci sono molti altri simboli che trasmettono messaggi senza tempo. Quanti di noi, molto tempo dopo essere stati destinatari delle letture dei tre gradi, possono velocemente evocare le parole a loro associate  
   

In ciascuno dei quattro angoli delle Logge. nella nostra Giurisdizione pende una frangia.

L’uso delle nappe o frange (la parola ebrea è la stessa per entrambi) come simboli per riportare alla mente di ciascuno le “sagge e serie verità”, è di antica origine, perchè nel quindicesimo capitolo dei Numeri. vv. 37 – 40, leggiarno:

“Ed il SIGNORE parlò a Mosè, dicendo,

Parla ai figliuoli di Israele, e dì loro che si facciano, di generazione in generazione, delle nappe agli angoli delle loro vesti, e che [nettano alla nappa di ogni angolo un cordone violetto;

Sarà questa una nappa, e quando la guarderete, ricorderete di tutti i comandamenti del SIGNORE, per metterli in pratica; e non andrete vagando dietro ai desideri del vostro cuore e dei vostri occhi, che vi trascinano all’infedeltà;

Così ricorderete di tutti i miei comandamenti. li metterete in pratica, e sarete santi al vostro Dio’ .

Al candidato viene detto che queste quattro nappe rappresentano le quattro virtù cardinali: Temperanza, Fortezza. Prudenza e Giustizia.

In molte Logge o nelle loro anticamere è incorniciato un motto tratto  da “La Dignità dell’Uomo scritto da Anthony Nixon nel 1612:

“Dio è la Fonte di tutte le Virtù e Doveri.

Da questa Fonte sgorgano quattro fiumi.

Prudenza, che conosce è utile per sè, per gli altri e per il benessere comune. temperanza, la padrona della modestia, della castità e della sobrietà.

Forza d’animo, che rende un uomo Tenace, Paziente e Coraggioso

Giustizia, che è il vincolo e la salvezza della società umana, per mezzo del dare a ciascuno ciò che gli appartiene, del mantenere le promesse, del prestare volentieri soccorso agli afflitti e dell’aiutare qualcuno al meglio delle propria capacità .

Non può sussistere il minimo dubbio che i compilatori della “Esortazione dopo l’iniziazione” nel Grado di Apprendista abbiano avuto in niente “La Dignità dell’Uomo’” quando hanno scritto: “Lascia che la Prudenza ti diriga: la ‘Temperanza ti moderi; la Forza d’animo ti sostenga e che la Giustizia sia la guida di ogni tua azione .

Ma per conoscere qualcosa di queste virtù cardinali, dovremmo  conoscere qualcosa delle loro origini. Da dove nascono allora? Certamente non con Anthony Nixon nel 1612, perchè già San Tommaso d’Aquino (1225 – 1274) nella sua eccellente opera, la Summa Theologiae, distingue tra queste quattro virtù cardinali, virtù naturali di cui l’umanità stessa è capace, e le virtù teologali della Fede, Speranza e Carità.

San Tommaso d’Aquino ha però perfezionato ciò che aveva affermato lo statista-studioso Sant’Ambrogio, Vescovo di l’Ailano, allorquando questi, quasi un millennio prima, aveva incorporato le quattro virtù cardinali nel suo grande manuale sulla filosofia morale, e queste diventarono tradizionali nel pensiero Cristiano.

Potrebbe comunque piacerci pensare che queste quattro virtù  cardinali non siano scaturite dal lavoro di Sant’Ambrogio di Milano. Infatti, alla fine del quarto secolo a. C., Zenone si recò da Cipro ad Atene e lì sotto il portico dipinto (chiamato Stoa) nel lato nord del mercato, enunciò i principi dello Stoicismo. virtù era il sommo bene ed era il vivere conformemente alle leggi della natura – una condotta di vita connaturata al proprio rango – e le quattro importanti virtù erano la Prudenza, la Temperanza, la Forza d’animo e la Giustizia.

Non ho alcun dubbio che ulteriori ricerche potrebbero scoprire origini più antiche di queste ed altre virtù. Probabilmente facevano già parte degli antichi Misteri Eleusini e di altri misteri e filosofie. Senza dubbio si sono evolute nel momento in cui l’uomo primitivo ha sviluppato il suo modo di vivere passando dalla famiglia alla tribù e, in definitiva, ai gruppi nazionali laddove c’era bisogno che l’individuo rispettasse la legge e l’ordine perchè la società sopravvivesse. Certamente, alcune delle virtù possono già essere rintracciate circa duemilaottocento anni fa quando Amos, un pastore potatore di alberi di sicomoro, dette al mondo (ed alla Massoneria), nei primissimi scritti riportati nel Volume della Irgge Sacra, il simbolo del filo a piombo rappresentante la Giustizia.

I ,’uso delle. nappe come simboli delle preminenti o principali virtù su cui sono imperniate e da cui dipendono tutte le altre è stato introdotto in Massoneria sin dal diciannovcsimo secolo. Oliver afferma, nel Capitolo 1 di “Rivelazioni di una Squadra”:

“che nel diciottesimo secolo i Massoni delinearono i simboli delle quattro virtù cardinali per mezzo di un angolo acuto variamente disposto. Quindi, supponiamo che tu sia rivolto ad est, l’angolo simboleggiante la temperanza punterà a sud. Esso era chiamato Gutturale. La Forza d’animo era denotata da una Croce di Sant’Andrea, X. Questo era il Pettorale. Il della prudenza era un angolo acuto che punta a sud-est, ed era denominata Manuale; la giustizia aveva il suo angolo rivolto a nord, ed era chiamato Piedistallo o Pedale”.

Nelle logge, nella prima parte del diciottesimo secolo, le letture in grado  di Apprendista prendevano la forma di Domande e Risposte e non di un discorso tenuto da uno o più membri, come si usa oggi. Ecco un estratto dalle Domande e Risposte in grado di Apprendista, tipiche di quel periodo, che si occupano delle Quattro Virtù Cardinali. (notare la conferma dell’allusione di Oliver riguardo all’associazione delle viltù col corpo umano)..

DOMANDA. Fratello Mio, tu mi hai riferito che io dovrei riconoscerti da certi segni, un toccamento, una parola, ed i punti perfetti della tua iniziazione. Tu hai dato i segni, il toccamento e la parola. Adesso ti chiedo di spiegarmi punti perfetti della tua iniziazione. Quanti e quali sono?

RISPOSTA Essi sono quattro, il Gutturale, che allude alla gola; il Pettorale, che allude al petto; il Manuale, che allude alle mani; e il Piedistallo, che allude ai piedi. Essi alludono alle quattro virtù cardinali, Temperanza, Forza d’animo, Prudenza e Giustizia.

La Temperanza è quel debito freno ai nostri affetti e alle nostre passioni che rende il corpo docile e governabile e libera la mente dalla seduzione del vizio. Questa virtù dovrebbe essere la pratica costante di ogni Massone, dal momento che egli è istruito a evitare gli eccessi, o a contrarre abitudini licenziose o l’indulgenza nei confronti delle quali potrebbe portarlo a svelare alcuni di quei preziosi segreti che lui ha promesso di celare e giammai rivelare e che conseguentemente lo assoggetterebbero al dispetto e allo sdegno di tutti i buoni Massoni, così come alla pena riveniente dall ‘impegno assunto (allude al Gutturale).

La Forza d’animo è quel nobile e saldo proposito mentale per mezzo del quale possiamo sopportare qualsiasi dolore, qualunque rischio o pericolo, qualora con prudenza valutato opportuno. Questa virtù è equidistante dalla avventatezza e dalla codardia; e, come la precedente, dovrebbe essere profondamente impressa nella mente di ogni Massone, come garanzia e sicurezza contro qualunque attacco indebito che possa essere portato, con la forza o in altro modo, per estorcelgli qualcuno di quei segreti che gli sono stati confidati; virtù emblematicamente rappresentata, durante il suo primo ingresso in loggia, quando fu ricevuto con la punta di uno strumento afflato posto sulla parte sinistra del suo petto nudo (allude al Pettorale).

Prudenza ci insegna a regolare in maniera gradevole le nostre vite e le nostre azioni ai dettami della ragione, ed è quell’abitudine per mezzo della quale giudichiamo saggiamente e prendiamo prudentemente delle decisioni su tutte le cose relative alla nostra felicità presente e futura. Questa virtù dovrebbe essere la caratteristica peculiare di ogni Libero Muratore, per regolare la sua condotta non solo in Loggia, ma anche nel mondo esteEssa dovrebbe essere praticata in particolare allorquando ci si trovi in compagnia di estranei, mai lasciarsi scappare il minimo segno, toccamento o parola attraverso cui i segreti della Massoneria possano essere indebitamente ottenuti; soprattutto ricordando il momento memorabile quando sul suo ginocchio sinistro piegato e nudo, il suo piede destro a squadra, la sua mano sinistra manteneva il Volume della Legge Sacra, la squadra e il compasso, e la sua mano destra a coprirli (allude al Manuale).

La Giustizia è quella norma o quel limite giuridico che ci permette di dare ad ogni uomo ciò che gli è esattamente dovuto senza distinzioni. Questa virtù non solo è conforme alle leggi definire ed umane, ma è il vero cemento ed il sostegno della società civile; e così come la Giustizia in larga misura costituisce l’uomo veramente buono, così dovrebbe essere pratica costante di ogni Libero Muratore il deviare giammai da essa, sempre ricordando il momento in cui fu collocato nell’angolo a nord-est della Loggia, con i piedi a formare un angolo retto (che allude al Piedistallo).

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