FUNZIONE REALE DELL’INIZIAZIONE

FUNZIONE REALE DELL’INIZIAZIONE

dI SILVIO  BROGGI

Nei riti di passaggio, in ogni epoca si è marcato un momento fondante di un diverso livello di conoscenza.

ln sintesi, esistono solo due aspetti della ricerca degl)i di essere presi in considerazione: l’esplorazione della materia (sia a livello microscopico che dell’universo) e la discesa nell’abisso dell’inconscio, per la quale lo strumento più efficace resta la tecnica dell’iniziazione, Il Fuori e il Dentro: ecco la grande questione. Nel corso dell’avventura umana il resto è poca cosa.

Ogni giorno ciascuno di noi sfiora senza saperlo persone che hanno ricevuto l’iniziazione.

Questi esseri hanno raggiunto livelli qualitativi di coscienza diversi da quelli occupati dai comuni mortali; eppure solo raramente ci si può rendere conto fin dall’inizio dell ‘importanza della persona con cui si ha a che fare.

Ebbene, non basta lasciarsi portare dalle onde dell’esistenza. Le correnti della vita sono disseminate di scogli che vanno superati con successo. Mancare il proprio percorso è vedersi condannato ad essere solo una caricatura d’uomo. Per gli umani il viaggio inizia quando, alla nascita, il bambino riceve un nome. Il primo ostacolo importante è rappresentato dal raggiungimento della pubertà, accompagnata da metamorfosi psicofisiche importanti: sembra che sia nato un nuovo essere. Anche il momento del matrimonio annuncia un’ alba di nuova esistenza. Quanto al lento declino, esso porta con sé nuovi problemi. Per poter sussistere, l’uomo ha bisogno di saggezza, altrimenti sarà preda della disperazione. Infine sopraggiunge la morte. Nascita, pubertà, matrimonio, invecchiamento e morte rappresentano quindi delle inevitabili prove. Che le si affronti serenamente o con smarrimento, che siano celebrate o passate sotto silenzio, esse scandiscono il cammino dell’uomo. Ad ogni ostacolo superato segue una nuova fase della vita; al termine di ogni stagione dell’esistenza si delinea realmente un nuovo essere.

Purtroppo, l’uomo di oggi tende a non celebrare più le sue tappe. Egli non sa più percepire con la stessa intensità i propri cambiamenti ad ogni prova; perde a poco a poco coscienza delle proprie metamorfosi. Spianando il cammino della vita, il suo passo dimentica I ‘indispensabile cadenza vitale. I popoli arcaici e le antiche civiltà, invece, percepivano intensamente quanto fosse importante celebrare ogni prova della vita.

Ogni celebrazione rituale a carattere iniziatico inaugura un nuovo periodo dell’esistenza. Non basta però che l’essere umano prenda coscienza della propria ‘metamorfosi: conviene prepararlo ad affrontare l’ignoto e temprarlo in vista degli ostacoli che si presenteranno.

L’ iniziazione imiterà, anticipandole, le prove che scandiscono il mistero dell’esistenza. Essa in fondo è un sogno ad occhi aperti. Così l’iniziato, in seno alla comunità festante, sogna la sua vita futura. Egli simula le azioni della sua prossima metamorfosi. La stessa anticipazione si ritrova, ugualmente intensa, presso i popoli arcaici che si preparano alla guerra: le loro danze in armi, accompagnate da ritmi incalzanti, mimano con realismo la battaglia dell’ indomani.

Esistono anche, evento capitale, delle iniziazioni alla morte. La morte, l’estremo trapasso, è la suprema iniziazione. Tutti i popoli del mondo esigono dai neofita che subisca la prova del trapasso e ne conosca i tormenti affinchè  possa rinascere.

Così, tramite giochi che simula  l’azione futura, la Natura anticipa il momento in cui l’essere si confronterà con gli ostacoli del suo successivo stadio di esistenza. E come se essa avesse un programma. In effetti tutta una eredità sembra trasmessa al bambino Quando nasce egli è già vecchio di tutti i secoli precedenti. A ciascuno va lasciato il compito di riflettere sulle sue esperienze per spiare, nella quotidianità, dei momenti eccezionali nei quali egli sembra un ‘altra persona. Allora ci si sorprende a reagire in modo insolito, non previsto dalla coscienza lucida. Ci si sente perfino più persone contemporaneamente e molteplici coscienze sembrano convivere nell’uomo. In questi momento privilegiati, l’unità dell’individuo non ha più un grande significato; sembrano riapparire delle facoltà anteriori alla coscienza presente.

Se allo stato embrionale la Natura sembra prevedere un programma che prepari l’essere umano alla vita terrestre, la nascita appare un evento, un’ammissione a livello di coscienza lucida e, in qualche modo, una iniziazione. Il bambino entra nella vita, passa nel mondo dei vivi. Presso la gran parte dei popoli egli subirà quello che viene chiamato un rito di passaggio, di cui il battesimo cristiano è un esempio. Ogni nascita tuttavia non è che un primo gradino della vita: la pubertà, il matrimonio, la malattia. la morte saranno altrettante soglie da attraversare. Bisogna guardarsi dal ritenere i riti iniziatici che si svolgono in queste occasioni delle semplici feste. Si tratta piuttosto di prove cariche di un indicibile mistero. Subire una iniziazione equivale ad abbandonare la superficie degli avvenimenti, scendere nelle profondità dell’oceano psichico, perdere la coscienza lucida per seguire la corrente tumultuosa dell’Universo; infine vedere in faccia lo splendore stesso della Forza vitale. Quando l’uomo torna tra i suoi simili, dopo aver superato la prova. è stato toccato dal mistero: è diventato un altro. •

Presso tutti i popoli i riti di passaggio hanno uno svolgimento simile: una separazione dal mondo profano, la grande esperienza e un ritorno dell’essere rigenerato in seno alla comunità.

Ma ecco il fatto fondamentale: l’antico rito di passaggio non comporta più solo l’integrazione, per magia, dell’individuo al gruppo: ad essa si aggiunge la trasmissione di un insegnamento segreto. D’ora in poi l’ iniziato non trarrà più la sua forza solo dall ‘ apparenza alla comunità, ma avrà il privilegio di imparare; presto egli conoscerà tutto ciò che un uomo può conoscere; e colui che sa tutto, può tutto. Nella iniziazione il neofita, unendo la sua coscienza al gruppo, perde la propria individualità, ma perdendo questo involucro che lo isola dal Mondo, egli diventa capace di percepire la sublime Unità dell’Universo. Egli si fonde con il divino e ne trae i propri poteri. Tuttavia, se la morte dell’antenato aurorale fu la prima iniziazione, tutte le iniziazioni a venire si acquisiranno tramite morte rituale. Ecco perché, a tutte le conoscenze segrete sull’origine del Mondo, sulla natura del Divino sulla salvezza personale, già trasmesse con l’iniziazione, si aggiunge spesso il supremo sapere al quale si giunge con una morte rituale. La soglia della morte è stata varcata e per questo si è raggiunto un nuovo livello di coscienza.

Il pensiero razionalista concepisce la Storia come un perfezionamento infinito, a partire dai primi utensili immaginati dall’animale verticale fino al completo dominio dell’universo ad opera dell’intelligenza umana. Per la mentalità religiosa, al contrario, gli eventi importanti hanno avuto luogo all’inizio. Così il mito del razionalismo si trova al termine del cammino, mentre quello dell’uomo religioso si situa all’origine della Storia. L’uomo religioso quindi vive fin dall’origine in un mondo sacro; fu all’inizio dei tempi che apparve il Mistero al quale lo spirito umano deve rifarsi continuamente, se non vuole piombare nella decadenza. Ogni generazione quindi farà bene a trasmettere intatto il contenuto di questo Mistero originario. Ogni eletto dovrà veder giocare, o giocare lui stesso il gioco sacro della morte e della risurrezione aurorali. Quando avrà identificato il proprio destino con quello del Progenitore dell’alba dei tempi, egli diventerà immortale come lui. Questo è lo scopo delle dottrine e pratiche segrete denominate Misteri, comuni al Medio Oriente, alla Grecia ed a Roma antica. Esse mirano a trasformare la qualità dell’anima del novizio, ad elevare la sua coscienza ad un livello sovrumano, a farne un essere eterno.

I riti iniziatici del passato dovrebbero spiegare l’ideale delle società segrete di oggi, a patto che la loro tradizione non sia stata interrotta. Per quanto riguarda l’iniziato alla Massoneria o ad altre società esoteriche, nessun segno svela la sua appartenenza, tranne un segreto equilibrio interiore, un dominio del corpo e dello spirito, frutto di un’ azione dell’uomo su se stesso. Ma tale dominio e serenità sono davvero il risultato di una tradizione intatta? Le tecniche iniziatiche dell’antichità portavano tutte lo stesso messaggio: lo spirito umano poteva emergere tramite l’iniziazione.

La questione è di primaria importanza. Infatti se le dottrine, i riti ed i simboli antichi si fossero tramandati intatti fino alle organizzazioni segrete di oggi, gli iniziati contemporanei avrebbero la certezza di compiere, negli scenari di un tempo. gli stessi gesti efficaci. Custodi di conoscenze venerabili, garantite da una tradizione uscita indenne dalla rovina del mondo antico, essi sarebbero gli ultimi prestigiosi anelli di una catena tesa al di sopra dei secoli.

A prima vista la storia non induce a credere in questa ideale continuità. Eppure i quattro millenni della civiltà egizia non potevano sparire senza lasciare traccia. E’ molto probabile che il grande mito faraonico delle creazioni del Mondo attraverso la Parola abbia influenzato la teologia giudaico cristiana del Logos, il Verbo creatore. Se dunque l’Europa medioevale non ha raccolto che un ‘eredità smembrata e talvolta snaturata, non di meno ha scoperto in essa degli elementi sopravvissuti non sempre irrimediabilmente alterati. Tra questi elementi sopravvissuti i l processo iniziatico ha conservato una integrità sorprendente. Se le parole e i simboli ai quali ricorrono gli iniziati di oggi sono ben lontani dalle loro forme originarie, sembra però che le tecniche segrete abbiano mantenuto la loro antica efficacia. E’ a questo punto che ci vengono in aiuto alcune decifrazioni di antichi papiri e l’identificazione precisa di alcuni siti archeologici di cui non si avevano notizie certe. Tra i molteplici esempi riferiremo le nozioni riguardanti gli antichi riti iniziatici di Osiride compiuti ad Abido, grazie ad una nuova interpretazione e traduzione del papiro di Leida. Il fatto che l’uomo possa sottrarsi alla propria condizione terrena, diventare un Superuomo e dare così un significato più alto al proprio destino, è senza dubbio la più sorprendente emergenza dello spirito umano inserito nell’evoluzione biologica. Fu nella valle del Nilo che venne elaborato per la prima volta il processo psicologico dell’iniziazione ed il papiro di Leida ne descrive le varie tappe in successione.

L’arrivo del postulante

l . Il gesto di benvenuto: il visitatore riceve dei fiori del Signore dell’Occidente (Osiride) o forse la corona dei giustificati osiriaci.

  • L’apertura delle Porte del regno dei Morti: il nuovo venuto penetra in un Aldilà simbolico.
  • L’apparizione di Anubi, ossia di un sacerdote che indossa la maschera dello sciacallo divino guida dei morti (e dei defunti iniziati): comincia il grande viaggio che preparerà la grande nascita di un nuovo

uomo.

  • La discesa della Terra, la Madre Terra. fonte di vita e dispensatrice di immortalità. Un cammino regressivo, fino alla Madre Terra, permetterà di rinascere.

I – Giustificazione del postulante

5. L’ingresso nella grande Sala sotterranea dove riposa il dio. Il visitatore conosce, da vivo, la gloria dei defunti: è proclamato maakheru (giustificato)

II – Rigenerazione

6. Il bagno rituale nell’acqua della rinascita. Dopo essere stato giustificato, il neofita risuscita grazie all’acqua primordiale.

III – Illuminazione

  • La rilevazione osiriaca. Divenuto immortale al pari degli dei, il postulante può finalmente contemplare la più sacra delle reliquie. La visione ineffabile trasferisce la sua coscienza su di un piano inaccessibile ai comuni mortali. E l’illuminazione personale e sublime.

Fine del rituale

If sonno nel tempio: l’iniziazione è terminata. La notte trascorsa nel santuario permetterà senza dubbio al nuovo iniziato di vedere il suo dio in sogno e di riconoscersi suo servitore radioso.

Giustificazione, rigenerazione, illuminazione sono le tre fasi principali dell’iniziazione ad Abido secondo il papiro di Leida. La loro successione è semplice, rigorosa e l’ascesa, sapientemente ordinata, è liberatrice: non vi è rigenerazione senza prima una giustificazione dell’anima e non si ha rivelazione del divino prima che l’uomo stesso sia divinizzato dalla rigenerazione. Queste tre tappe provocano l’emergenza spirituale si ritrovano nelle iniziazioni di oggi. Certo la terminologia e lo scenario sono cambiati, ma l’itinerario imposto al neofita moderno ricorda stranamente quello dell’antico Egitto. In effetti Ordini segreti di oggi badano in primo luogo a plasmare la coscienza del postulante, suggerendogli un tema sul quale riflettere o attribuendogli un titolo (la giustificazione del papiro di Leida); in seguito ha luogo un rito rigeneratore (il bagno di Horsiesis); infine si ha la rivelazione improvvisa, in una luce abbagliante, del sacro emblema dell’Ordine (in Egitto la reliquia osiriaca). Perciò per diventare iniziati bisogna — come il sacerdote di Amon — essere stati prima psicologicamente rivelati a sé stessi, poi rigenerati e infine illuminati.

Lo studioso indaga i fatti religiosi, il sacerdote li difende; il fedele vi si sottomette. L’iniziato vive costantemente nel Mistero. I turbamenti dell’anima si placano. L’uomo conosce l’autentica pace interiore. L’iniziazione l’ha aperto all’armonia universale. Per vivere al livello di coscienza raggiunto da un iniziato non vi è che un mezzo: subire l’iniziazione. Oggi perciò si dovrà bussare alle porte di una società iniziatica. In realtà, le società definite iniziatiche non dissimulano affatto il luogo in cui si riuniscono, né la loro storia e le dottrine sulle quali si fondano. Però preservano i loro riti, i loro segni di riconoscimento ed il lavoro sperimentale da esse compiuto. Segrete, le società esoteriche lo sono solo nella misura in cui procurano ai loro membri i mezzi per trasformare il loro mentale. ln verità esse sono aperte a lutti coloro i quali ne sono spiritualmente degni. Il segreto, l’indicibile segreto, è nel cuore dell ‘iniziato. Per trasformare una coscienza si usano delle tecniche che ricorrono, in un primo tempo, alla dissoluzione delle tendenze umane, troppo umane, del neofita.

Ricordiamo ad esempio quanto succede nelle nostre iniziazioni quando il neofita è lasciato solo nel gabinetto di riflessione di fronte alla parola VITRIOL (motto latino attribuito al leggendario monaco e adepto Basilo Valentino: visita interiora terrae recti.ficandoque invenies occultum lapidem). Il senso è chiaro: rinuncia ai clamori del mondo, scendi in te stesso; lì si trova il tesoro nascosto della tua spiritualizzazione. Non si tratta perciò di apprendere una dottrina. La tecnica iniziatica è addirittura opposta all’acquisizione di conoscenze. Isolamento, sottomissione, rinuncia, sacrificio di sé, questo è il preludio a qualunque iniziazione. Solo allora avrà inizio la grande esperienza. Il processo è misterioso e rimarrà tale perché sfugge ad ogni spiegazione razionale. Orbene, nell’uomo vi è un bisogno di divinità, ma come realizzare questo sublime incontro che unirà l’uomo al divino? Svelando di colpo un simbolo della Potenza universale, cioè un’ intensa luce. Così il cammino, a partire dall’oscuro gabinetto di riflessione fino alla grande Luce, annovera spesso alcuni tra i momenti più intensi di una esistenza. Una volta che essa vi sia riuscita, l’iniziazione diventa una condizione permanente che determina una autentica metamorfosi dell’uomo. Per raggiungere

tale risultato non è affatto necessario che le prove siano spaventose, ma psicologicamente efficaci. Dopo le parole rituali che chiedono la sua ammissione nel Tempio, la porta si apre, il neofita viene introdotto nel Tempio ed intraprende un cammino disseminato di ostacoli e quindi deve superare prove dell’ aria, dell ‘acqua e del fuoco. Dopo aver solennemente giurato di custodire per sempre il segreto della iniziazione, il neofita viene liberato della benda. Che la Luce sia! Egli vede la grande Luce (il Sacro lo illumina) e scorge intorno a sé i fratelli che ormai lo proteggeranno. Si sente divenuto davvero più di un uomo, quasi un dio.

L’ avvento del Superuomo può essere suggerito per mezzo della prova suprema: la morte iniziatica seguita dalla resurrezione. E ciò che si verifica nel mito di Hiram. Infatti. Quando  il suo corpo venne scoperto, fu esumato e trasferito in una tomba degna di lui. ln quel momento, misteriosamente. il sapere del defunto (la parola del Maestro) penetrò nello spirito dei fratelli caritatevoli.

L’ Universo è stato creato o è eterno? La sua evoluzione nasconde un volere supremo? Qual è il ruolo dell’uomo in questo immenso crogiolo di energia? Qual è l’origine della vita? Esistono altre forme di vita nello spazio? Che cos’è in realtà la motte? Dove porta l’avventura umana? Perché il male e la sofferenza? Che cos’è infine l’uomo? In altre parole l’interrogativo principale è: sono o no tutt’uno con I ‘Universo? Non rendendosi conto di questo, l’uomo trascura una possibile alleanza con il Mondo.

I famosi libri ermetici, adattati da greci che avevano frequentato gruppi esoterici alessandrini alla fine delta civiltà egizia, restano l’esempio impressionante di un lungo sforzo per giungere, attraverso la via razionale, ad una conoscenza totale. Ma se l’edificio crollò fu in seguito al fuoco appiccato dalla scienza greca. L’uomo allora arretrò. Volle misurare il Sacro. Il sacro divenne per lui I’ Avversario da intrappolare nella robusta gabbia dei principi generali. Ormai solo in un mondo di oggetti, l’uomo calcolava. Si ricominciava ancora una volta verso un’impresa totale, ma per un ‘altra via. Lo strumento era cambiato: la ragione, non lo spirito intero, agendo su un piano esclusivamente materiale, attraverso il calcolo e l’esperienza, si arrogava tutti i diritti di comprendere l’Universo. Alla fine del cammino però che cosa si sarebbe scoperto? Che dopo la distruzione dell ‘ Alleanza sacra, [a ragione conquistatrice, esplorando la materia, finisce per spogliarla di ogni rappresentazione sensoriale. La massa e l’energia diventano intercambiabili. La ragione ed i suoi principi miravano allora ad incatenare l’Universo. Ora si rinuncia alla comprensione dei fenomeni fisici sul piano oggettivo. Ecco che il Sacro riprende ciò che gli è dovuto. L’intelletto ha i suoi limiti che l’uomo non oltrepassa. Le facoltà irrazionali, seconda gamma di conoscenze, sembrano generare altrettante verità di quanto non faccia la ragione, cara allo studioso. Esistono concezioni spiritualistiche nel mondo nate da un’ istituzione immediata della coscienza. Per questo sono fuori dalla portata della critica razionale. In modo particolare l’insegnamento iniziatico, dispensato dalle scuole segrete, appare una evidenza.

Se l’uomo accetta di aderirvi, senza trascurare le scienze, la sua visione si amplia insieme alla sua condizione di uomo.

Lo sviluppo dello spirito umano, sotto la pressione dell’istinto di conservazione, inizialmente prese avvio in una sola direzione: ‘quella dell’efficacia. L’uomo fu affascinato in primo luogo dall’intuizione della propria eternità. La sua riflessione si appuntava sulle stelle, sul corso instancabile del sole e della luna, sul ritorno annuale della vegetazione. Nascite. morti e rinascite gli parlavano di eternità. In uno spettacolo mobile, l’uomo si percepiva in movimento. In un Mondo eterno, egli era eterno. Era minuscolo, una minuscola parte di un Essere misterioso. L’ Universo lo trascinava nei suoi immensi circuiti dove l’uomo respirava come un frammento irradiante energia cosmica. Ma come concepire una tale energia? La forza vitale racchiusa in lui non era forse la stessa che faceva crescere la spiga di grano e sorgere il sole? L’uomo la chiamò Spirito. Lo Spirito è ovunque, lo Spirito è in tutto. La Potenza sacra è ovunque manifesta. Il Mondo è questa Potenza. Il Mondo è la Potenza di cui gli oggetti non sono che la parte più pesante. Ciò che l’uomo chiama realtà è una manifestazione dello Spirito invisibile. In effetti tutto è spirituale. Tutto è in tutto ciò che sta in alto è come ciò che sta in basso.

Ma allora che cos’è l’uomo? Una parte d’infinito. Se l’infinito lo assorbe, egli, essendone una parte, ne possiede i poteri. Così l’uomo è sacro, onnipotente come il Mondo. Gli organi di senso, creatori di illusioni (quella di spazio ad esempio) scavano un abisso apparente tra l’intelligenza e il mondo delle cose. Di qui il vuoto dell’anima che atterrisce l’uomo. Per allontanare questo spettro bisogna eliminare innanzitutto ogni illusione di spazio; ciò che significa cercare la notte. la penombra che regna in tutti i santuari. L’ equilibrio ritorna, l’essere umano di nuovo disponibile, si unisce in pace alla Potenza e ritorna ad irradiare.

Il nemico principale dell’uomo è lui stesso. Da quando la sua condotta si personalizza ed egli si appropria di esseri e di oggetti, il suo potere cresce e la sua anima diminuisce. L’uomo divorzia dal Sacro. Più si vuole materialmente forte, più diventa spiritualmente debole. Cancellare la persona, ecco quindi la prima tappa sulla via della realizzazione umana e dell’attivazione di poteri che ognuno possiede. Tale attivazione dipende da una neutralizzazione psicologica, da principio intermittente e poi permanente, acquisita attraverso tecniche segrete. Il mondo visibile non è che una manifestazione dell’Invisibile. Le realtà, solide e rassicuranti, esistono solo nella mente dell’uomo. In definitiva la sua realtà non ha nulla in comune con l’Universo reale. Il significato sta nell’Invisibile. Ma come conoscere l ‘ Invisibile? L’ Invisibile è ovunque, lo Spirito è in tutto. Così, sin dall’ alba della civiltà si è cercato di rendere manifesta la presenza dello Spirito nell’uomo. Nel segreto dei Templi si svelano così le immagini più percepibili dell’Uomo spirituale. Ma la via della spiritualità va percorsa con lenta tenacia e sotto l’egida di un alto Insegnamento. Del resto, l’accesso a livelli diversi di coscienza non si realizza per via intellettuale. Per tale motivo i membri delle Società iniziatiche non si incontrano per scambiarsi conoscenze. Al momento di penetrare nei Templi segreti, ognuno di essi ha già raggiunto un grado di percezione personale. L’importante non è mantenerlo segreto alla comunità ma ricreare, nel Tempio iniziatico, uno stato di coscienza che renda possibile compiere esperienze di gruppo. La visione del corpo psichico, in particolare. è una rivelazione per un neofita. Che dire allora dell’ esperienza di sdoppiamento? Gli iniziati dicono che il corpo psichico ha lasciato il suo veicolo terrestre e si sposta liberamente. L’uomo ha così rotto i pesanti ormeggi della sua condizione naturale. La manifestazione del corpo psichico tuttavia non è che un preludio ad esperienze i cui effetti, sul piano materiale, non dovrebbero lasciare nessuno indifferente. Se si vive quotidianamente con questa convinzione secondo la quale non esiste alcuna discontinuità tra il Visibile e l’Invisibile, e l’Universo è un immenso clavicembalo di tutte le vibrazioni cosmiche, tra le quali le più basse sono la Materia, si apre la via ad una giusta comprensione delle cure psichiche.

Lo Spirito è in tutto. Ogni essere umano è un deposito dell’ Invisibile ed ha in sé una scintilla della sua energia: goni uomo irradia. Nell’ ambito dell’alta spiritualità, qualunque esitazione nella messa in atto del Sacro appesantisce l’essere umano e lo priva di efficacia. Nulla si realizza senza aver prima abbandonato la persona. Finché essa è presente nel mentale non succede niente. Ogni trasmissione  di energia non si può ottenere senza un completo oblio di sé. Il resto, cioè l’utilizzazione progressiva della Potenza, è solo una questione di livello. Certo non è ancora tempo per l’ Uomo di essere onnipotente, ma in un futuro non lontano egli si accorgerà di poterlo un giorno diventare.

Ma cos’è esattamente il mondo degli oggetti? La terra gira nello spazio infinito. Alla percezione della notte segue quella del giorno; dal loro dualismo nasce il fluire del tempo. Tra lo spirito umano e l’oggetto che esso percepisce si apre il vuoto che genera a sua volta il concetto di spazio. E sul mare che si oscura al tramonto, lo smeraldo delle onde volge lentamente al violetto suggerendo il movimento. Così tempo, spazio, movimento, si manifestano nella coscienza urnana solo facendo leva su una duplice apparenza. Su un doppio supporto emerge. davanti all’uomo, la Manifestazione. Il suo Mondo è quello delle manifestazioni. E come se un Tre misterioso, un Triangolo ideale, dominasse l ‘ Universo. Il Tre appare ovunque. In primo luogo nell’uomo: le due metà del corpo agiscono in armonia creando un essere intero. Gli iniziati affermano che ingrandendo questo triangolo su scala cosmica, il vertice raggiunge il piano dell’invisibile e la base poggia, sempre su due punti, nel campo del visibile. La coscienza dei Maestri è un Tre luminoso: la sua base, già evanescente al livello materiale, si slancia verso un vertice che ha lo splendore dell’Invisibile. D’altronde, i membri delle scuole iniziatiche che hanno raggiunto i livelli più alti del sapere sono detti Illuminati.

Per quanto riguarda ka morte, essa suscita un turbamento senza pari, perché obbliga a guardare in faccia l’irrazionale; cosa c’è dunque oltre la grande porta? I membri delle società esoteriche, grazie alle ripetute iniziazioni subite, hanno sperimentato più volte il trapasso simbolico seguito dalla rinascita. Il loro mentale, posto ritualmente e periodicamente in stato di morte, si è incontestabilmente caricato di emozioni che, interpretate nel modo giusto, potrebbero comunicare una visione premonitrice di un al di là dell’uomo. La morte non si conosce, ma quando sopraggiunge, ciascuno la prova. Perciò bisogna rinunciare a dissertare su di essa. Vita e morte, giorno e notte, bene e male sono inesorabili contrari inseriti nel piano del visibile; sono i due termini della manifestazione sulla quale si edifica il Triangolo sacro. il cui vertice, terzo punto dell’Invisibile, farà sorgere la percezione nella coscienza umana. Con la morte, di colpo, si rompe la base esistenziale dell’uomo. Il corpo fisico si decompone. L’essere psichico, a lungo contenuto entro limiti triangolari, si trova libero e si congiunge all’Invisibile. Il trapasso non è una prova più dolorosa della nascita. In questi istanti cruciali predomina un senso di liberazione: morire è vivere altrimenti. Del resto, nascere è in un certo senso morire, perché la coscienza si trova di colpo presa nella rete delle più basse vibrazioni cosmiche, quelle del piano materiale. Perciò non esistono né nascite né morti, ma solo delle differenze di livello nelle metamorfosi dell’essere psichico. Inizialmente “il defunto-iniziato” non è cosciente del proprio stato, non sa di essere mollo, come il neonato non sa di essere nato. E necessario un certo tempo per il lento risveglio della coscienza. Lentamente essa comincia a sapere di aver raggiunto un nuovo livello dove non esistono tutti gli ostacoli creati dalle basse vibrazioni del mondo materiale. L’uomo diventa allora realmente ciò che ha sempre presentito: energia in libertà. Per l’uomo che semplicemente decide di restare tale, ciò che importa sapere è che in realtà il problema della morte non esiste.

La grande opera delle Società esoteriche è quella di dispensare per gradi ripetute iniziazioni. Queste devono precedere a successive morti rituali seguite da rinascite, per scuotere il mentale nel profondo e suscitare infine delle emozioni che non soltanto saranno analoghe a quelle precedenti il vero trapasso, Ina faranno anche prevedere il destino ulteriore della coscienza in una sorte di visione premonitrice. Le diverse cerimonie iniziatiche sono perciò i momenti più alti di una lunga alchimia mentale. E vero che nei giovani iniziati le impressioni nate dalla morte per anticipazione restano fugaci. Questa sorta di stato di grazia perdura tutt’al più qualche giorno. La vita profana, come una marea montante, ben presto ricopre le tracce del cammino spirituale. Si dovranno perciò moltiplicare i rituali ripetendo i gesti creatori dello stato iniziatico fino a rendere quest’ultimo permanente. Si raggiunge così la condizione di illuminato. Ma questi è ancora un uomo? Certo ne ha l’aspetto; però la sua vita interiore vibra ad un livello qualitativo che nessuno, tranne lui stesso, è in grado di valutare. Ciò che l’Illuminato considera essenziale è la sua unione definiti va al mondo delle alte vibrazioni. il suo contatto permanente con l’ Invisibile. Credere al divino o arrivare a presentirlo è poca cosa. L’illuminato sente il divino intensamente e costantemente. I segni che egli ne riceve, visivi, uditivi. tattili o più sottilmente interiori, riservano al suo viaggio gli stati d’animo più preziosi che l’uomo possa provare: quelli della pace interiore, nata dalla consapevolezza del proprio destino. Perciò per diventare un iniziato bisogna esser stato prima psicologicamente rivelato a sé stesso, poi rigenerato ed infine illuminato. Queste sono le tre fasi dell’alchimia dello spirito umano. L’iniziazione è quindi una epifania provocata che dispone lo spirito a conoscere l’autentico contatto cosmico. L’estrema tensione ottenuta con l’iniziazione si rilassa a poco a poco, cedendo il posto ad una gioia indicibile: quella dello spirito umano che muta avanzando verso vette inconcepibili per un’umanità non ancora realizzata che soffre nelle tenebre. Negli antichi riti egizi l’ascesa verso la conoscenza non dipende tanto da nozioni precise, acquisite tramite apprendimento intellettivo, ma è il risultato di una paziente sottomissione dello spirito alla visione di immagini simboliche e l’esecuzione di gesti rituali. La conoscenza o l’intelligenza del divino non basta per 1-111ire i fedeli a Dio, scrive Giamblico nel IV secolo della nostra era, altrimenti i filosofi con le loro speculazioni realizzerebbero l’unione con gli dei… E  l’esecuzione perfetta e superiore all’intelligenza di atti ineffabili; è la forza inesplicabile dei simboli che darà l’intelligenza delle cose divine. Il contatto con il divino si ottiene tramite il gesto e la parola; il mistico non ha spada, la sua spada è ciò che sta al di sopra della ragione. Il neofita riceve progressivamente più luce grazie a gesti allegorici, alla manipolazione ed alla contemplazione di oggetti simbolici. Egli non confonderà mai le conoscenze dello studioso con la Conoscenza che al termine del cammino salvifico gli è promessa. Nessuno gli chiederà di fissare nella memoria i principi di una dottrina. Nessuno si azzarderà ad indottrinarlo. Lentamente, attraverso la riflessione personale, egli otterrà il controllo della mente: la grande opera di ogni iniziato sul piano terreno. Le tecniche iniziatiche si limitano a mettere in atto quadri simbolici, parole e gesti destinati a suscitare un mutamento di livello spirituale, mentre ciò che l’iniziazione condanna sono proprio le nozioni dogmaticamente insegnate.

Questa voce è stata pubblicata in Lavori di Loggia. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *