INIZIAZIONE AL GRADO DI COMPAGNO

Iniziazione al Grado di  Compagno d’Arte

del Fr.’. G. B.

(Eros  Rossi)

      La cerimonia cui abbiamo assistito è stata semplice nella sua rituale essenzialità, ma non per questo meno profonda e di minore valore esoterico.

      Sottopongo alla vostra meditazione alcune sintetiche  riflessioni, per dare un senso e  un significato a questa elevazione al grado  di Compagno del carissimo Fr.’. G.

      Il 2° grado è forse poco studiato e approfondito in quanto considerato, a torto , un grado di transito o di passaggio, nel quale i Fratelli rimangono in attesa di salire al grado di Maestro.

      In realtà il grado di Compagno si ricollega agli antichi misteri  per la massa di cognizioni che esso contiene; è una specie di ricapitolazione culturale (arti liberali, stili architettonici, i grandi iniziati “storici”)  e nello stesso tempo si caratterizza per un forte richiamo al lavoro, che dovrà essere più impegnativo e più orientato verso una dimensione intuitiva.

      La problematica del grado di Compagno risiede nella multiforme possibilità del numero cinque:

  • i pitagorici vi riconoscevano il segno della intelligenza umanamente esplicabile.
  • Il numero cinque è l’unione del binario, simbolo di dubbio, di dualismo, di alternanza e del ternario, simbolo di perfezione .
  • Numero nuziale (somma del due “femmina” e del tre “maschio”).
  • Plutarco: immagine della causa prima del mondo perché per moltiplicazione produce incessantemente numeri che terminano alternativamente con se stesso e con lo zero.
  • Il Compagno compie cinque passi, tre in linea retta come l’Apprendista e due obliqui (il primo a destra  e il secondo a sinistra) a significare che egli può allontanarsi dalla direzione normalmente tracciata,  se ciò serve allo scopo  di ricercare la verità ovunque si nasconda, purché non si lasci disorientare  troppo da queste deviazioni e torni sulla linea  retta.
  • Il Compagno sale, per compiere il proprio lavoro, una scala curva di cinque gradini; in questo simbolo, oltre al numero cinque, si individuano almeno altre due chiavi di lettura:
  • il Compagno inizia ad usare, limitatamente, il  compasso  e questo uso limitato non gli consente  ancora di completare la figura perfetta del cerchio, ma solo una parte di esso che è appunto la scala curva
  • il salire una scala curva, che per sua natura ci svela un gradino alla  volta (si pensi a una stretta scala a chiocciola) richiede più coraggio e determinazione  nel voler salire e quindi una volontà di conoscere  e scoprire più forte rispetto a chi si appresta a salire una scala dritta, che al primo colpo d’occhio appare nella sua interezza .

      Un simbolo assai importante legato  al grado di Compagno è rappresentato dalla “stella  fiammeggiante” o “pentalfa” del quale forniremo alcune chiavi interpretative ed  esplicative, senza   pretendere  di esaurire  la materia in modo da  lasciare al neo-Compagno spazi di ricerca individuale:

  • Presso gli egizi era l’immagine del figlio di Iside e del sole, artefice delle stagioni ed emblema del movimento; di quell’Horus, simbolo della materia prima, sorgente inesauribile di vita, germe universale di tutti gli esseri.
  • Il pentalfa  era il simbolo favorito  dei pitagorici, i quali tracciavano questo simbolo nelle loro lettere  a mo’ di saluto e di augurio che equivaleva alla parola latina “vale” (sta bene); era chiamato anche “ugeia” dal nome della dea della salute Igea.
  • Il pentalfa per i greci significava “vita e salute” e spesso veniva accostato alla croce ansata degli egizi  (croce della vita)
  • Il pentalfa  si trova  su un gran numero di antichissime pietre incise e fu un segno magico riferentesi ai  poteri della volontà umana. Gli architetti del Medio Evo  davano una particolare importanza  a questa figura, per le misteriose proporzioni che forniva loro.
  • Per i massoni la stella  fiammeggiante è l’emblema del genio, che innalza l’uomo alle grandi cose; è il centro da cui si irradia la vera luce. E’ un simbolo di grandissima ampiezza di cui il Compagno deve scrutare tutti i misteri.
  • Il pentalfa  rappresenta l’uomo, la testa in alto e i quattro arti a formare le altre estremità  (Leonardo da Vinci  “Codice trivulziano”: ogni omo sempre si trova al centro del mondo…. ).

      Per concludere vorrei sottolineare come il passaggio dalla perpendicolare (Apprendista) alla livella (Compagno) rende possibile al Fratello che lo compie di integrare le forze dell’attività e della passività, la potenza dell’intelletto e la bellezza dell’immaginazione, la meditazione e l’intuito, in modo da raggiungere attraverso la loro confluenza un perfetto equilibrio.

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