MASSONERIA E AMBIENTE

MASSONERIA E AMBIENTE

UN RAPPORTO CHE VIENA DA LONTANO

“Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi. Tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi, umani, non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate. Vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce e l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta questo comportamento. E sai quale è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta, siete una piaga.” (Matrix 1999

Gli amanti del film cult Matrix avranno senza dubbio riconosciuto le parole che l’agente Smith, il cattivo del film, dice ad un Morpheus in catene. Morpheus il visionario, il leader della rivolta contro le macchine, che dalla sua nave Nabucodonosorm lancia il segnale pirata per entrare in Matrix. Quel Morpheus che si impegna per risvegliare più persone possibili, colui che cerca di portare le persone verso la verità e che si impegna nel cercare il Salvatore, Neo, interpretato da Keanu Reeves, forse nel suo ruolo più noto. Sarebbe interessante aprire anche un dibattito sui simboli massonici presenti in quel film, a partire dai tanti pavimenti a scacchi che appaiono in scene significative, ma non lo faremo in questo articolo dove parleremo invece di ambiente ed ecologia. Certo fa un po’ paura pensare che quelle parole, recitate in un film del 1999 che narra di un futuro distopico dell’umanità, siano anche così perfettamente lucide e reali, quasi profetiche si potrebbe dire ora, in questo anno che verrà ricordato come l’anno del virus, della pandemia mondiale. Eppure, i segnali che il genere umano stava andando nella direzione sbagliata c’erano, e da tempo. I cambiamenti climatici sono ormai sotto gli occhi di tutti, nonostante siano stati negati per anni. Eppure, l’Ipcc – Intergovermental Panel on Climate Change – fu creato nel 1988 e da allora redige report su report che indicano non solo l’evidenza scientifica dei cambiamenti climatici, ma anche il suo legame a doppio filo con l’attività antropica. L’Ipcc, ricordiamolo, è il più importante foro scientifico mondiale in seno alle Nazione Unite (Onu), formato da due organismi scientifici sempre dell’Onu (l’organizzazione meteorologica mondiale ed il programma delle Nazione Unite sull’ambiente) e raccoglie i massimi scienziati mondiali esperti di clima. Da decenni hanno lanciato l’allarme ma non sono stati ascoltati. Per anni abbiamo visto in Tv le foto di grandi blocchi di ghiaccio che si scioglievano ai poli, e purtroppo, oggi non serve nemmeno più spostarsi fino ai circoli polari per vedere e vivere sulla nostra pelle queste terribili esperienze. I cittadini di Zermatt, località sciistica sulle Alpi Svizzere, questa “esperienza” l’hanno invece provata (purtroppo) direttamente sulla loro pelle e sulle loro case, quando, a luglio 2019, un una calda giornata estiva, nonostante non piovesse, la loro città è stata travolta da un fiume di acqua. Motivo: si era sciolto un pezzo del ghiacciaio che li sovrasta e che per anni è anche fonte del loro turismo. Se digitate le parole chiave “Zermatt ghiacciaio sciolto” su un qualsiasi motore di ricerca, potrete trovare decine di articoli e di video (amatoriali e professionali) di quel disastro. Oppure, potrete andare direttamente là in Svizzera, a sentire e vedere con i vostri occhi quello che successe tra il 25 ed il 26 luglio, quando, in un calda giornata di sole estivo, un fiume in piena travolse la città. Potreste parlare con un agricoltore o un viticoltore e vi dirà come stiano cambiando i cicli della produzione agricola che sono stati stravolti dai cambiamenti climatici. Ognuno di noi, poi, negli ultimi anni, si sarà trovato in mezzo a torrenziali e spaventosi temporali mai visti prima alle nostre latitudini, si sarà trovato in giorni estivi con temperature da brividi, oppure a fare il bagno a mare o a prendere il sole sulla spiaggia a fine ottobre o inizio novembre. Purtroppo, però, ancora non c’è una adeguata consapevolezza nella società moderna di dove stiamo andando (a sbattere) e di quello che si rischia davvero (il punto di non ritorno climatico). Il Coronavirus ha messo ancora più in evidenza la fragilità dell’uomo di fronte a Madre Natura e di come, dal rapporto conflittuale che l’umanità ha creato con la natura (con l’ambiente circostante per usare le parole dell’agente Smith di Matrix) sia alla base di questa pandemia. Dal rapporto distopico con gli animali, ammassati in mercati ed in allevamenti intensivi, si è sviluppato il Coronavirus e, prima di lui, Sars, Influenza Aviaria, Influenza Suina. E gli stessi allevamenti, in particolar modo quelli intensivi, sono tra le maggiori cause di inquinamento mondiali. Come avvertono da decenni la Fao, l’Onu, i maggiori istituti di ricerca ambientale climatica e lo stesso Ippc (ultimo report, a riguardo, nel 2019) uno spostamento mondiale verso una

alimentazione vegetariana ed ancora meglio vegana sono una delle soluzioni più efficaci ed immediate per contrastare cambiamenti climatici ed inquinamento. Eppure, una alimentazione carnea non viene indicata così spesso come una azione altamente inquinante. Se poi andiamo a vedere le zone di maggiore diffusione e contagio del Coronavirus si evince sempre più che nelle zone più inquinate di Italia e nel mondo il virus si è diffuso e si diffonde di più, ha fatto più morti, più contagiati. Eppure, per decenni, è stato considerato “normale” lo smog, o al massimo, un effetto collaterale non troppo grave di un modello di sviluppo della società che, è palese, non è più sostenibile. Ogni anno le morti premature dovute all’inquinamento in Italia sono decine di migliaia, e lo stesso vale per gli altri paesi dell’Europa e del mondo. Nei report forniti dall’Agenzia europea dell’ambiente si legge, purtroppo, che nel 2018 in Italia sono stati  52.300 le morti premature legate all’esposizione al particolato fine (379.000 nei 28 Stati membri Ue), 10.400 morti premature da attribuire all’inquinamento causato dagli ossidi di azoto, 3.000 decessi a causa alle elevate concentrazioni di ozono nella troposfera (la zona più “bassa” dell’atmosfera terrestre). Totale: 65.700 morti premature dovute a questi fattori inquinanti, tra le più alte di Europa. Recentemente, non a caso (Novembre 2020), la  Corte di giustizia Ue  ha  condannato l’Italia per aver violato “in maniera sistematica e continuativa” i valori massimi di concentrazione di PM10 nell’atmosfera in diverse aree del belpaese: oltre alla pianura Padana, il cui forte inquinamento è tristemente noto, ci sono le grandi aeree urbane di Milano, Roma, Torino, Padova, Verona. Abbiamo voluto prendere i dati del 2018, anno in cui il Coronavirus ancora non sapevamo cosa fosse, per ribadire che, purtroppo, il problema ambientale esiste da tanto, troppo tempo e che è un fattore devastante per la vita dell’umanità sulla Terra e nei momenti di difficoltà diventa ancora più impattante, come in questo caso, che si somma alla pandemia mondiale. Ma se non invertiamo la rotta di marcia, i rischi ed i morti dovuti all’inquinamento ci saranno anche una volta che sarà sconfitto il Coronavirus. Sicuramente, una istituzione mondiale, una fratellanza universale che travalica i confini, gli stati, le divisioni, ma invece si fonda su valori di libertà, fratellanza ed uguaglianza può

ricoprire un grande ruolo per combattere sia la pandemia, sia i cambiamenti climatici. Virus ed inquinamento non conoscono confini, non fanno differenza tra ricchi e poveri, non gli interessa il Pil né la religione. Una fratellanza universale, una comunione mondiale di intenti sembra quasi un vaccino “naturale” a questi due problemi, per essere da stimolo al mondo, per creare anticorpi “sociali ed etici” a questi grandi problemi, nello stesso modo come i vaccini fanno col nostro organismo. Stavolta, però, la grande sfida è riuscire ad estendere il concetto di fratellanza anche a Madre Terra ed a chiunque la abiti, animali non umani compresi. Ma la Massoneria, in realtà, ha già fatto tanto e tanto continua a fare per il benessere di Madre Terra. Abbiamo voluto pertanto continuare e concludere questa nostra riflessione portando proprio l’attenzione a questo lato verde della comunione massonica, sia dal punto di vista storico che nell’attività di tutti i giorni del Grande Oriente d’Italia. Massoneria, una istituzione “naturalmente” ecologista da centinaia di anni. Abbiamo chiesto, a riguardo, al prof Rocchi, ordinario di statistica medica all’Università di Urbino, membro del comitato editoriale di Hiram, ecologista “sin da ragazzo” nonché, come è noto, grande esperto di storia della Massoneria italiana ed internazionale, su cui ha scritto anche diversi libri. Ci siamo presi l’impegno di tornare ad approfondire insieme questo lato verde del mondo massonico che in realtà, come ci ha sottolineato il professore, è radicato nell’Istituzione sin dalla nascita. “Se pensiamo a nomi noti nel mondo massonico non possiamo non citare immediatamente il legame fra scoutismo e massoneria, e se sull’appartenenza o no all’Istituzione massonica del fondatore degli scout Baden Powell si discute ancora, sicura è la sua vicinanza e simpatia per la comunione massonica, visto che intorno a lui, negli scout, vi era grande presenza del mondo massonico. Altro nome noto, che

sicuramente era massone e legato all’ecologia era Rudolf Steiner” ci racconta il prof. Rocchi. Rudolf Steiner è noto al mondo, tra le varie cose, per esser il creatore del metodo dell’agricoltura biodinamica che pone al centro il rispetto dell’ambiente, l’ecologia, il non utilizzo di sostanze chimiche. (Ad oggi, per esser certificati biodinamici, serve che i terreni abbiamo già avuto da alcuni anni la certificazione biologica). “Ci sono poi altri nomi importanti per la Massoneria, ma magari meno noti al grande pubblico, come il geografo Élisée Reclus, anarchico, geografo e fondatore dell’ecologia sociale, oppure il pedagogo Francisco Ferrer, anche lui anarchico, massone e condannato a morte con un processo farsa: anche lui nel metodo pedagogico dà grande rilievo al rapporto con la natura” conclude Rocchi1 . Il Grande Oriente d’Italia, l’ecologia e l’attenzione per Madre Natura. Il Grande Oriente d’Italia, ormai da tempo, ha portato una netta e decisa attenzione in difesa dell’ambiente. Questo, non solo nel “grande” ma anche nei piccoli gesti quotidiani. Sarà sfuggito magari ad occhi “non allenati“ all’ecologismo, ma le ultime celebrazioni della Breccia di Porta Pia prima della pandemia (quelle del settembre 2019 che ricordiamo tutti per le iniziative sul genio di Leonardo da Vinci) nel giorno finale, quello della allocuzione del Gran Maestro, tutto il buffet finale nel parco del Vascello era plastic free, con piatti e stoviglie compostabili per migliaia di persone. In quella allocuzione ed in quelle successive, e nei suoi tanti discorsi tenuti in convegni e conferenze il Gran Maestro Stefano Bisi, ha sempre ricordato 1 l’importanza della questione ambientale.

Se guardiamo gli articoli di Hiram, sin dal 2016, nello specifico nel numero di Gennaio 2016, Gianmichele Galassi (esperto di statistica e coordinatore ed art director di Hiram) scriveva un importante ed interessante articolo intitolato “Cambiamenti climatici: esistono ancora gli scettici ed i negazionisti?”. In questo articolo di ben 4 anni fa, Galassi non solo parlava della necessità di agire per contrastare inquinamento e cambiamenti climatici, ma soprattutto mise in evidenza, con la precisione dello statistico, come coloro che sostenevano tesi negazioniste sui cambiamenti climatici avevano rapporti col mondo delle industrie più inquinanti. Se poi ci spostiamo su Erasmo, il notiziario del Grande Oriente, già nel numero di Gennaio 2020, quando ancora il Coronavirus non era entrato così tristemente e prepotentemente nella vita di ognuno di noi, il primo articolo (in primo piano curato da Velia Iacovino) si intitolava “2020 il futuro che ci attende dai diritti umani all’ambiente”. Ed anche in quell’articolo si ricordava l’impegno morale e concreto del Goi in difesa dell’ambiente, a partire di nuovo dalle parole del Gran Maestro Stefano Bisi che sempre negli ultimi anni nei suoi interventi non si dimentica di citare questo argomento, ricordando spesso anche di non sottovalutare la voce di migliaia di giovani scesi in tutte le piazze del mondo insieme alla giovane attivista ecologista svedese Greta Thunberg. Sempre nel numero di Gennaio 2020 di Erasmo, nell’articolo “Mission Ambiente” (pag 17) smontavo una per una le fake news che negavano i cambiamenti climatici. Ed ancora nel numero di Febbraio di Erasmo, sempre nel primo articolo (in primo piano curato da Velia Iacovino, pag 4) il titolo era “Siamo laboratori di progresso” e sottotitolo sul palco del Teatro dell’Opera di Sanremo il Gran Maestro ha raccontato il Grande Oriente. “La forza della libera muratoria” ha detto il G.M. Bisi “è quella di esser sempre al passo con i tempi e saper intercettare ed interpretare i cambiamenti”. Ed anche da quel palco nuovamente il tema ambientale è stato oggetto di grande attenzione. Sempre nel numero di Febbraio 2020 di Erasmo, nell’articolo “il Futuro che ci attende” si parla dell’incontro avvenuto a Trieste sull’emergenza ambientale, organizzato dal collegio circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia al teatro Miela. Tanti gli scienziati che hanno ribadito la necessità dell’urgenza di un cambio di visione che metta al centro il rispetto

dell’ambiente. “C’è bisogno dell’impegno di tutti, una rivoluzione culturale dei piccoli gesti” furono le parole del Gran Maestro Bisi che ha di nuovo esortato la comunione del Goi ad un impegno ambientale. E potremmo citare moltissimi altri esempi di logge e singoli fratelli impegnati nella questione ambientale, ma per concludere vogliamo ricordare che fu di nuovo Gianmichele Galassi, a organizzare, insieme al collegio circoscrizionale della Toscana, “Liberamente Massoneria” a Massa Marittima (agosto 2019) due giornate di convegni e studio il cui intero primo giorno fu appunto dedicato alla questione ambientale col titolo “La bellezza della terra consapevolezza necessaria per salvare l’umanità sull’orlo della rovina globale

“. Bibliografia

Massimo Andretta, Le problematiche ambientali: un’occasione di riflessione per una rinnovata etica massonica, Hiram n.2/2018. Gianmichele Galassi , “Cambiamenti climatici: esistono ancora gli scettici ed i negazionisti?”, Hiram, n. 1/2016. Velia Iacovino (a cura di), “2020 il futuro che ci attende dai diritti umani all’ambiente”, Erasmo Notizie, 1/2020. Lorenzo Lombardi, Mission Ambiente, Erasmo Notizie, 1/2020. Velia Iacovino (a cura di), “il Futuro che ci attende”, Erasmo Notizie, 2/ 2020 Sitografia Liberamente Massoneria: evento organizzato e curato da Gianmichele Galassi, Massa Marittima, 30-31 Agosto 2019

Massa Marittima. Gran successo per Liberamente Massoneria. Terza edizione nel segno di Leonardo dedicata al Gran Maestro Martire Domizio Torrigiani
Dal sito ufficiale della Commissione Europea: Qualità aria in Italia e Pm10. Comunicato stampa della Commissione di Aprile 2017 https://ec.europa.eu/commission/presscorner/ detail/it/IP_17_1046 Pacchetto Infrazioni erogate dalla Commissione Europea 10/2020: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/inf_20_1687 Lettera diffida Comunità Europea 2020 per infrazioni da PM10: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_09_174 Inquinamento dell’aria in Europa dati al Giugno 2020: https://ec.europa.eu/italy/news/2020626_inquinamento_atmosferico_maggior_parte_degli_stati_membri_non_e_sulla_buona_str ada_per_la_riduzione_delle_emissioni_it Maggiori informazioni sulle azioni della Unione Europea e Commissione Europea sulle questioni ambientali su https://ec.europa.eu/environment/legal/implementation_en.ht

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