CODICE MERALE MASSONICO

Codice Morale Massonico
di Carlo Balabio      

Nel corso degli ormai tre secoli di vita, la Libera Muratoria speculativa si è arricchita anche di alcune diverse versioni di Codici Morali, la maggior parte dei quali redatti nella seconda metà del XIX secolo, saltuariamente stampati in formato artistico od addirittura semplicemente scritti a mano. I testi restano comunque inalterati nel tempo, come validi permangono gli insegnamenti contenuti. Si tratta di norme etiche, di regole comportamentali che romanticamente ispirate ai principi dell’Istituzione, delineano i percorsi che i Fratelli dovrebbero prediligere per procedere in modo corretto, onde mantenersi coerentemente entro i confini definiti dall’ortodossia muratoria. Ecco alcuni esempi:   1) Versione pubblicata a Torino nel 1859: “Ama il prossimo tuo come te stesso. Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Non fare il male, ma sempre il bene. Lascia parlare gli uomini. Il vero culto dell’Altissimo consiste nei buoni costumi. Fai perciò il bene per amore del bene stesso. Conserva sempre la tua anima in uno stato abbastanza puro per comparire degnamente al cospetto dell’Ente Supremo, che è Dio, e spera da Lui la ricompensa del bene che avrai fatto sulla terra. Rispetta tutte le forme con le quali piace agli uomini di rendere omaggio a Dio. Combatti l’errore non col ferro, non con il fuoco, ma con la verità. Ama i buoni, aiuta i deboli, fuggi i malvagi, odia nessuno. Parla sobriamente con i grandi, prudentemente con i tuoi pari, sinceramente con gli amici, dolcemente con i fanciulli e teneramente con i poveri. Non lusingare tuo fratello, è un tradimento. Se tuo fratello ti lusinga, abbi timore che ti corrompa. Ascolta sempre la voce della coscienza. Istruisci l’ignorante. Copri colui che ha freddo, nutrisci chi ha fame, dà lavoro all’operaio e sii il padre dei poveri. Ogni sospiro che la tua durezza di cuore provocherà in loro, aumenterà il numero delle maledizioni che cadranno sul tuo capo. Non portare odio ad alcuno, rispetta il viandante straniero ed aiutalo nei suoi bisogni. La sua persona deve essere sacra per te. Evita le discussioni, previeni gli insulti. Metti sempre la ragione dalla tua parte. Rispetta le donne. Non abusare mai della loro debolezza, muori piuttosto che disonorarle. Se l’Altissimo ti concede un figlio, ringrazialo ma trema per l’impegno che ti ha affidato. Sii per quel fanciullo l’immagine della Divinità. Fa che sino a dieci anni ti tema, che sino ai venti ti ami e che sino alla morte ti rispetti. Sino a dieci anni devi essere il suo maestro, sino ai venti suo padre e sino alla morte suo amico. Preoccupati di inculcargli buoni principi piuttosto belle maniere, e che ti sia debitore di una educazione morale e non di frivola eleganza. Fa che diventi onesto più che un uomo scaltro. Vigila con tenerezza sulla felicità della tua famiglia, procura di indirizzarla a sentimenti di amore per l’umanità e di devozione per la Patria. Ama il tuo Paese, procura di essergli devoto sino al sacrificio della tua vita. Se ti vergogni del tuo stato è solo per orgoglio. Pensa che non è il lavoro che ti onora o ti degrada, ma il modo in cui lo eserciti. Leggi e profitta, guarda ed imita, rifletti e lavora. Rapportare tutto all’utilità dei tuoi fratelli è come lavorare per sé stessi. Sii contento dovunque, di tutto e con tutto. Rallegrati della Giustizia, adirati contro l’iniquità, soffri senza compiangerti. Non giudicare con leggerezza le azioni degli uomini; non biasimare mai alcuno, e tanto meno lodalo senza merito. Spetta solo al grande Architetto dell’Universo, che sonda a fondo i cuori, apprezzare o meno le loro opere. Proclama sempre ed ovunque la fraternità di tutti, l’uguaglianza di tutti, la libertà di tutti” (Da Lumen Vitae, 1958).   2) I noti Consigli di Perfezione del 1910, del Massone inglese Rudyard Kipling (1865-1936), che con “Se” ha centrato il problema della coerenza e di una via fatta di ricerca interiore profonda.   Per concludere, ecco il testo dei dieci comandamenti umani, redatto dalla Gran Loggia dell’India: 1) Rivolgi la parola alla gente. Niente è più piacevole di un gentile saluto. 2) Sorridi alla gente. Per il cipiglio occorrono 72 contrazioni muscolari, per un sorriso solo 14. 3) Chiama la gente per nome. Sentire il proprio nome è musica per l’orecchio. 4) Sii gentile e premuroso, Chi vuole avere amici deve essere amichevole. 5) Sii cortese. Parla come se tutto ciò che fai fosse un vero piacere. 6) Interessati alla gente. Se vuoi, puoi amare tutti gli uomini. 7) Sii generoso con le lodi ma prudente con la critica. 8) Risparmia i sentimenti altrui. Generalmente ci sono tre aspetti in una disputa: il tuo, quell’altro e quello giusto. 9) Sii pronto ad aiutare la gente. Quello che fai per gli altri conta più di qualsiasi altra cosa. 10) Aggiungi a tutto ciò una dose di buon umore, una grande dose di pazienza ed un soffio di umiltà, e sarai ricompensato”.  


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