E TU CHE MASSONE SEI ?

Quante “categorie” di Massoni esistono? Probabilmente tante quante ogni Fratello. Ma è evidente che non me la posso cavare certo così. Ecco allora la mia prima empirica classificazione. Naturalmente attendo dai lettori suggerimenti per nuovi apporti.

Vado ad elencare i “miei” primi 40 tipi di Massoni. Eccoli. Il Massone volteriano, tutto “Liberté, Égalité, Fraternité e vinca sempre la Ragione”, il Massone Garibaldino, “perché c’è bisogno di un nuovo Risorgimento”, il Massone Templare… convinto che è da quei Cavalieri che è cominciato tutto, il Massone guenoniano… che si sente parte di un’élite intellettuale, il Massone “ermetico”, con le sue metafore al sapore di sale… zolfo e mercurio, il Massone nostalgico, “ah quando c’era la Massoneria operativa…”, il Massone laico, della serie scienza, etica e bioetica, il Massone liberal-progressista, “perché è la Massoneria che ha ispirato la carta dei Diritti dell’uomo”, il Massone europeista che crede nel sogno di un’Europa unita non soltanto da una moneta, il Massone romantico, del tipo: “mi sento tanto Corto Maltese”.

Il Massone teurgico, spesso un irriducibile sapientone, il Massone kremmerziano (raro), il Massone evoliano (che contraddizione!), il Massone tecno che non fa una tavola senza l’ausilio di Ipad e slide, il Massone scozzese, il Massone biblico, il Massone stuartiano, il Massone pitagorico (che però all’Agape mangia tranquillamente la carne… e le fave), il Massone mazziniano, tutto pensiero e azione.

Il Massone per caso, il Massone esoterista cristiano, il Massone esoterista islamico, il Massone cabalista (dal linguaggio insondabile come l’En Soph), il Massone filantropo alla Totò, il Massone storico, il Massone antistorico, il Massone positivista, il Massone goliarda che ti manda video “divertenti” su WhatsApp, il Massone “egiziano” (… non è tutto Horus quel che luccica), il Massone pagano… “che c’aveva ragione Reghini”.

Il Massone ipazista, “ma quand’è che fanno entrare le donne?”, il Massone maschilista… “se entrano le donne io me ne vado”, il Massone politicus “questo mese mi sono fatto 4 Collegi, 3 Consigli delle Luci e una Gran Loggia”… il Massone deluso, che credeva che la Massoneria contasse di più, il Massone psicoanalitico, con la citazione dell’inconscio collettivo di Jung sempre in canna.

Il Massone neoplatonico che cita a memoria Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, il Massone filosofo, il Massone gnostico, che sa tutto sul Demiurgo, su Enoch e sugli Arconti, il Massone antroposofo, il Massone rosacruciano (“furono loro, con i Templari, a fondare la Massoneria”), il Massone riservato, il Massone palesato.

Ma insomma chi è il vero Massone e soprattutto qual è la vera Massoneria?

Tutti, a pieno titolo si sentono “veri Massoni” e molti sostengono più o meno bellamente o belluinamente di essere gli unici interpreti dell’ortodossia planetaria, anzi, cosmica della Libera Muratoria.

La verità, forse, per una volta, non sta nel mezzo ma nella contemplazione della Melagrana. Dove l’inferno della molteplicità si compone in un unico simbolo unitario contenente al proprio interno tantissimi succosi e meravigliosi semi diversi.

Ma lo specchio è rotto. In ognuno dei frammenti si riflette una piccola porzione di cielo, un granello di verità, una particola della manifestazione. Senza il collante della fratellanza e la calcina della tolleranza non si va da nessuna parte.

 Massoni, nella loro variegata diversità, sono sempre sull’orlo di una crisi di nervi o, peggio, di una scissione. Soprattutto con se stessi. La brutale forza disgregante del kali yuga non risparmia nessuno.

Quando Gesù chiede allo spirito immondo che possedeva un uomo: “qual è il tuo nome?” il Diavolo risponde “il mio nome è Legione, perché siamo in molti”. Il Diavolo (dia-ballo, separo) rappresenta la frantumazione, il Simbolo (sun-ballo, metto insieme), l’unità. Questi sono i due paradigmi esoterici ed esistenziali entro i quali si muove il viaggio del Massone.

Dopo avere cercato ed errato, sfiorando il pericolo di un’autodistruttiva e disperante “perdita del Centro”, egli potrà/dovrà liberamente imboccare un cammino centripeto per tentare di riunire ciò che è sparso. Prima dentro e poi fuori di sé

HERMES

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