SAVATORE QUASIMODO

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SALVATORE QUASIMODO (Modica Ragusa 1901- Napoli 1968)
Trascorse i primi anni della sua vita nei paesini della provincia siciliana di Ragusa, dove di volta in volta veniva trasferito il padre, che lavorava come capostazione. Nel 1919 andò a Roma e s‟iscrisse al politecnico, con l’intenzione di laurearsi in ingegneria, ma le condizioni economiche familiari molto precarie lo costrinsero ad interrompere gli studi ed a cercare un lavoro per vivere. Nel 1923 cominciò a studiare, da solo, greco e latino, ed a scrivere le poesie che faranno parte della prima raccolta. Nel 1930 fu introdotto nell’ambiente della rivista “Solaria”, e su questa Quasimodo pubblicò le sue tre prime liriche. Nel 1934 si trasferì a Milano, dove prese contatto con un gruppo di intellettuali che si ponevano in posizione critica nei confronti del fascismo. Nel 1936 pubblicò “Erato e Apollion”, che comprendeva una scelta di liriche delle precedenti raccolte, nonché una serie di nuove poesie. Nel 1938 ottenne l’incarico di segretario dello scrittore e giornalista Cesare Zavattini, e poco dopo prese il posto di redattore presso il settimanale Tempo, occupandosi di critica teatrale. Fu in questo stesso anno che pubblicò la raccolta “Poesie”, e nel 1940 la prima edizione delle traduzioni dai “Lirici greci”. Per “chiara fama” venne nominato professore di letteratura italiana presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, nel quale resterà fino all’anno della sua morte. Nel 1942 pubblicò “Ed è subito sera”, una raccolta antologica definitiva delle poesie e dei volumi sino ad allora pubblicati, con in più poesie scritte dal 1938 in poi. Nel 1943 Quasimodo venne imprigionato per due mesi nelle carceri di Bergamo con l’accusa di diserzione. In realtà si trattava molto più semplicemente del fatto che non aveva ricevuto la cartolina di chiamata alle armi, poiché egli era stata spedita in Sicilia. Nel 1945, dopo la fine della guerra, si iscrisse al partito comunista italiano, nelle cui file rimase circa due anni. Tradusse nel frattempo “Edipo re”, “Le Coefore”, “Romeo e Giulietta”. Nel 1947 la Mondadori pubblicò la raccolta di poesie “Giorno dopo giorno”, e due anni dopo la raccolta “La vita non è sogno”. Nel 1956, sempre la Mondadori, pubblicò “Il falso e vero verde”, nel 1958 la raccolta “La terra impareggiabile”. Il 10 dicembre 1959 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura e da allora, fino al 1965, compì numerosi viaggi in Europa e in America per lezioni e conferenze. Nel 1966 la Mondadori pubblicò la sua ultima raccolta di poesie “Dare e avere”. Nel 1968, ad Amalfi, fu colpito da un’emorragia cerebrale; si spense a Napoli il 14 giugno. Salvatore Quasimodo era stato iniziato massone nel 1932 nella Loggia “Arnaldo da Brescia” all’Oriente di Licata dove già lavorava suo padre, Gaetano Quasimodo.

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