ANTONIO MEUCCI

ANTONIO MEUCCI (Firenze 1808 – Long Island, New York, 1889)
Nacque a Firenze nel 1808; frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze, poi fu assunto dal Buongoverno Toscano come impiegato doganale; successivamente lavorò come aiuto attrezzista al Teatro della Pergola di Firenze, ma, dopo aver partecipato ai movimenti carbonari, fu imprigionato con Francesco Domenico Guerrazzi. Insieme alla moglie, l‟attrice Ester Mochi, lasciò l’Italia per andare all’Avana, essendo stato anche lui scritturato dall’impresario del teatro Tacòn. Trasferitosi negli Stati Uniti, dove passerà tutta la vita a brevettare le sue innumerevoli invenzioni, incontrò Giuseppe Garibaldi, subito dopo la caduta della Repubblica Romana, ed in questo periodo impiantò una fabbrica di candele, per dare occupazione ai numerosi esuli italiani. Dopo la partenza di Garibaldi ebbe gravi difficoltà commerciali e finanziarie, che lo costrinsero a chiudere la sua attività industriale; nel tentativo successivo di risollevarsi economicamente cadde in mano a speculatori senza scrupoli che lo costrinsero a vendere la casa e perdere tutti i suoi risparmi. In preparazione della terza guerra d’indipendenza, fu nominato, dagli Italiani di New York, presidente del Comitato Centrale Permanente, che aveva lo scopo di formare un corpo di volontari da inviare in Italia. Purtroppo fu gravemente ferito nell’esplosione della caldaia di un traghetto dove aveva trovato lavoro e rimase tre mesi tra la vita e la morte, perdette il lavoro, e da quel momento visse dell’elemosina dei suoi amici. Il supervisore dei poveri di State Island gli assegnò un piccolo sussidio in denaro, con il quale vivrà fino alla morte, avvenuta all’età di 81 anni. Questa breve cronistoria della vita di Meucci non rende giustizia alla sua genialità ed al suo impegno come patriota. Giovanissimo, inventò una potente miscela propulsiva per i razzi usati nei fuochi d’artificio, e al Teatro della Pergola di Firenze realizzò un telefono acustico, ancora oggi esistente. Sempre nel periodo fiorentino, acquistò notorietà e stima risolvendo il problema della depurazione chimica delle acque, realizzando anche filtri di depurazione più efficienti. Negli Stati Uniti impiantò la prima officina di elettrodeposizione per la doratura e l’argentatura galvanica di spade, elmetti ecc. Successivamente realizzò un’apparecchiatura per elettroterapia; proprio durante i suoi esperimenti di elettroterapia, scoprì la trasmissione della voce per via elettrica, ed al suo ritorno all’Avana ripetè l’esperimento, installando un collegamento telefonico tra i suoi laboratori e la stanza della moglie Ester, che, colpita da una grave forma di artrite reumatoide, era praticamente immobilizzata. Questi esperimenti sono il presupposto per la realizzazione di un telefono elettromagnetico di ottima qualità, con un nucleo magnetizzato permanentemente, che gli consentirà così di eliminare la batteria. Nel 1852, primo al mondo, introdusse l’uso della paraffina nella fabbricazione delle candele, oggi universalmente adottato, con costi minori rispetto alle tradizionali candele steariche. Vale sicuramente la pena di ricordare anche altre sue invenzioni, quali ad esempio il procedimento per decolorare il corallo rosso rendendolo di colore rosa, che è più pregiato; inventò uno speciale bruciatore per lampade a cherosene, che rendeva la fiamma più chiara e senza fumo, inventò un procedimento per ottenere, a partire dal petrolio e dal cherosene, oli essiccativi utilizzati per pitture e
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vernici. Durante la guerra di secessione americana, ed in vista della terza guerra d’indipendenza d’Italia, propose all’esercito americano, e poi a Garibaldi, un nuovo tipo di munizioni per fucili e per cannoni da campagna che provocavano una maggiore distruzione del bersaglio, caratteristiche che descrisse in una lettera a Garibaldi, oggi conservata a Roma nel Museo del Risorgimento. Molto importante fu anche la realizzazione di un procedimento per ottenere la pasta chimica dal legno per la produzione della carta, metodo poi applicato al trattamento della paglia, del fieno, del mais, di erbe selvatiche, vecchie funi ed altre sostanze vegetali. Nel 1860 iniziò studi per ottenere materiale plastico dalla raffinazione degli oli minerali; brevettò tecniche per il controllo della qualità degli alimenti, anticipando le moderne tecnologie alimentari; brevettò anche un lattometro per il controllo chimico della genuinità del latte, sostituendo così il densimetro. Produsse un nuovo tipo di igrometro che, secondo il professor Vincenzo Ferro, docente di fisica tecnica al politecnico di Torino, aveva il pregio di essere uno strumento di minore ingombro, avendo creato un avvolgimento ad elica, libero di contrarsi o di svolgersi perfettamente in conseguenza delle variazioni di umidità dell’aria; questa striscia, avvolta ad elica su un perno che consentiva il movimento elicoidale senza attrito, aveva la superficie superiore verniciata con sostanza impermeabili all’umidità, mentre quella inferiore restava igroscopica; quest‟ultima, aumentando di volume determinava l’allungamento per tensione della spirale stessa. Ma la sua invenzione più significativa fu la realizzazione definitiva del telefono, che egli definì “il miglior strumento della mia vita”. Antonio Meucci ebbe il 33º grado del R.S.A.A. e l’8 agosto 1888 presiedette a New York, per delega del Gran Maestro del G.O.I., Adriano Lemmi, l’iniziazione di un diplomatico italiano.

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