FRANCESCO CARACCIOLO

FRANCESCO CARACCIOLO (Napoli 1752 – Nave Minerva 1799)
Nato da una nobile ed antichissima famiglia napoletana, entrò giovanissimo nella marina da guerra della reale Flotta Borbonica. Partecipò alla guerra d‟indipendenza delle colonie americane come comandante di uno sciabecco, un bastimento da carico; tornato a Napoli ebbe il comando di una fregata, con la quale combattè contro i pirati di Algeri e della Tunisia. Nel 1793 ebbe il comando di quattro vascelli napoletani e, agli ordini dell‟ammiraglio Hood, combattè contro i Francesi, prendendo Tolone e partecipando allo sbarco in Corsica. Dopo queste azioni fu promosso Ammiraglio al comando della squadra navale che scortò la famiglia reale in Sicilia. Nel 1799 Caracciolo aderì alla rivoluzione napoletana, sviluppatasi sulla scia delle esperienze della rivoluzione francese che fallì anche per l‟intervento dell‟Inghilterra; Durante la repressione che ne seguì i capi della repubblica, e lo stesso Caracciolo, trattarono la resa con Horatio Nelson, che aveva guidato il ritorno dei Borboni dalla Sicilia, ottenendo la promessa di aver salva la vita per sé e per i suoi uomini. In realtà furono tutti condannati a morte e all‟Ammiraglio Caracciolo fu negata la fucilazione, che gli si doveva in quanto soldato. Fu impiccato, come un malfattore comune, all‟albero della nave ammiraglia Minerva, ed il suo corpo gettato in mare. Le sue spoglie furono ripescate tre giorni dopo e trasportate nella chiesa di S. Maria delle Catene a Santa Lucia. Francesco Caracciolo era stato iniziato alla Loggia “Perfetta Unione”, di obbedienza inglese, all’Oriente di Napoli.

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