IL CULTO DELLA RAGIONE

 IL CULTO DELLA RAGIONE

Secondo la dottrina cattolica, i fondamenti razionali della fede sono: 1) Dio esiste; 2) Cristo è Dio; 3) la Chiesa è divina.

Per il Naturalismo, invece, come dice Leone XIII nella “Humanum genus“, “le stesse verità, che si conoscono per lume naturale di ragione… non hanno più per essi consistenza e certezza”.

Così pure “Tutti sanno”, scriveva Pio XII nell’Enciclica “Humani generis” del 12 agosto 1950, “quanto la Chiesa apprezzi il valore della ragione umana, alla quale spetta il compito di dimostrare con certezza l’esistenza di un solo Dio personale, di dimostrare invincibilmente per mezzo dei segni divini i fondamenti della stessa fede cristiana; di porre inoltre rettamente in luce la legge che il Creatore ha impressa nelle anime degli uomini; ed infine il compito di raggiungere una conoscenza limitata, ma utilissima, dei misteri”.

Anche per l’uomo moderno è impossibile sfuggire al problema religioso e far capire al naturalismo d’ogni sorta la propria autosufficienza insufficiente, per “aprire” la filosofia verso la religione, verso il trascendente, che non apparirà più come qualcosa di superfluo o di assurdo, ma come sommamente perfettivo della natura umana, come l’unica realtà capace di colmare il vuoto che la ragione scopre in se stessa.

Già abbiamo invece accennato che il punto centrale del naturalismo massonico è la Ragione; essa costituisce il vero “dogma” della Massoneria, la sua unica “fede” che le impone, come dice il Farina, di “venerare la ragion pura” (FLR, 367).

Insieme alla libertà, la ragione è, per la Massoneria, quasi oggetto di un vero culto.

E si capisce: perché, escluso il trascendente dalla sua dottrina, la Massoneria può ritrovare solo nella ragione e nella libertà “naturale” la possibilità d’un qualsiasi progresso.

“La Massoneria è una Istituzione che ha il suo principio nella ragione” (FLR, 59); infatti, scrivono, “per noi Massoni… il CRITERIO più alto (unico) è la RAGIONE” (ERNUM, mar. 1947, 30 – maiuscolato nel testo), che è al centro della realtà massonica.

Così dunque il Dio trascendente, creatore, autore della Rivelazione (che non è certo, come dicevamo, il G.A.D.U.), viene sostituito dalla ragione che ha una sua dignità trascendente; addirittura “divine” sono le nozioni che su di essa si basano (FLR, 132), come “divini” sono i poteri latenti nella mente umana.

La Ragione diventa non solo la protagonista di una pseudoreligione, ma è l’assoluta dominatrice della conoscenza, l’unico tramite tra l’uomo e la realtà. Infatti “ci fa distinguere il vero dal falso… dissipa i pregiudizi, i vani terrori, sostituisce le credenze false, assurde ed insensate, con nozioni sane, chiare, intelligibili…, nozioni basate sulla natura ed è superfluo aggiungere che esse sono divine” (FLR, 132).

Anzi, in contrapposizione tra una visione del mondo basata sulla fede e quella fondata sulla ragione, questa viene ribadita senza equivoci: “Svanita la ingenua fede che alla maggior parte di noi venne inculcata nei teneri anni dell’infanzia; affermatasi nell’età matura l’esigenza imperativa di sottoporre i più ardui problemi della vita, i più reconditi misteri del mondo, all’indagine e al vaglio del libero esame, il Muratore divenuto veramente affrancato da ogni giogo, deve muovere alla ricerca di una nuova luce che gli derivi dal felice connubio della ragione e delle nozioni scientifiche naturali (Ugo Lenzi, in OUL, 26).

Dunque la “fede dell’infanzia” è stata sostituita da una nuova “fede”; ed è proprio con accento mistico che il Gran Maestro Lenzi indica la via maestra della ragione: “Io spero che ognuno di noi, che ha chiesto di entrare in questo Tempio, ha compreso che è uscito da un altro Tempio – dove si adoravano gli dei falsi e bugiardi – ed è entrato qui dove si venera il trinomio e si sente, in modo fraterno, l’amore… Usciti dai Templi dedicati a dei falsi e bugiardi, entrati nel Tempio della luce e della verità, voi non potete essere degli indifferenti; voi avete una religione… Il legame fraterno che ci unisce insieme è, appunto, il legame che deriva da un alto principio. È nella ricerca del vero, nel dubitare quotidianamente, nel volere ogni giorno accrescere il patrimonio delle nostre cognizioni, è – come dicono gli antichi – nel togliere il velo alla misteriosa dea Iside la nostra religione! Religione che la Massoneria professa e che istilla nell’animo dei propri adepti, perché essi – apostoli di luce e di verità – escano dal chiuso dei templi, vadano in mezzo ai profani, illuminino il cammino di coloro che sono ancora nelle tenebre, portino la fiaccola di questa fede antica e nuova, basata sulla scienza, basata sulla ragione, basata sulla intuizione esoterica degli alti misteri dell’Universo” (Ugo Lenzi, in BGO, 1951, 50).

Quest’ultima affermazione richiama il contenuto iniziatico del credo massonico, ed indica in modo sufficientemente chiaro verso quali mete la ragione debba essere impiegata, e quale grado di razionalità scientifica vi possa essere nella “intuizione esoterica”. Gli è che la Massoneria si rifà, per questa via allo Gnosticismo.

Si sarebbe potuto dire, con fondamento, che un’altra matrice della filosofia massonica sia da ravvisarsi nell’antico Gnosticismo. Ma più che i riferimenti storico-filosofici, che non scolpirebbero questo aspetto della realtà massonica, interessa qui rilevare che la Massoneria è e si sente continuatrice e compagna di viaggio del moderno Gnosticismo.

Lo Gnosticismo, può in generale, definirsi un conato del pensiero filosofico del II secolo per trasformare il cristianesimo in una filosofia religiosa, oppure un conato del pensiero religioso per dare ai misteri una spiegazione filosofica più profonda di quella suggerita dalla fede. La gnosi (scienza) si sostituisce alla fede e tenta, anzi, di surrogare i dati della Rivelazione.

Se la razionale Gnosis deve sostituirsi alla inconcludente Pistis (la fede, destino dei semplici fedeli, mentre la Gnosissarebbe appannaggio e premio dei soli iniziati!), non c’è dubbio che la Massoneria professa lo Gnosticismo.

E non siamo noi a dirlo.

C’è un documento ultrasegreto, redatto nell’euforia della rinascente Massoneria Italiana, un volume litografato, fuori commercio, destinato agli Alti Gradi Amministrativi dell’Istituzione, edito a Firenze nel 1945.

Questo volume conferma il vero carattere della Massoneria e dimostra che i suoi difensori cattolici sono per lo meno imprudenti nell’associarsi alla strategia che essa ha elaborato per l’attuale mondo profano.

Eccone alcuni passi.

Parlando della “Nascita dell’attuale Massoneria”, dice: “Il Rosacroce Giovanni Teofilo Desaguliers, naturalista, e Giacomo Anderson, ministro protestante, ed altri, convocarono nel 24 giugno 1717 in Londra i membri delle quattro Logge che ivi si trovavano in attività, in quel tempo.

Questa riunione aveva per scopo di fondere la Fratellanza dei Muratori Liberi ed Accettati con la Società Alchimistica dei Rosacroce, di permettere ai Rosacroce di porre al sicuro le loro ricerche alchimistiche e le loro idee gnostiche e razionalistiche, sotto la veste rispettata della Fratellanza, e di procurare ai Muratori Liberi ed Accettati i vantaggi che solamente gli adepti ricchi, influenti ed ambiziosi dei Rosacroce potevano loro apportare, data la reale decadenza che minacciava la primitiva Fratellanza.

L’assemblea accettò all’unanimità questa fusione. Così nacque la Massoneria, il 24 giugno 1717, da questo compromesso.

Così la Fratellanza dei Costruttori, la Fratellanza dei Muratori Liberi ed Accettati disparve per sempre, e la Massoneria, officina del gnosticismo puro prese posto contro la Chiesa cristiana, officina del gnosticismo falsato e adulterato …..

Nel 1723 Anderson redasse e fece approvare le Costituzioni dei Muratori Liberi ed Accettati. Questa denominazione di Liberi e Accettati, che ricordava la Chiesa di S. Paolo, fu conservata per togliere ogni sospetto sul vero scopo della Massoneria nascente. Esso rimase sempre quello della propaganda per il trionfo del gnosticismo puro e del liberalismo razionalista in tutto il mondo…

Per dare l’impressione che la nuova Massoneria non era che la continuazione della Fratellanza dei Muratori Liberi ed Accettati, i titoli, le cerimonie e le particolarità che la stessa aveva ricevuto dalla Fratellanza dei Costruttori, furono rigorosamente rispettate. Una sola modifica fu adottata: i Maestri formarono un Grado separato dai Compagni, e sotto la classifica di Apprendisti, Compagni e Maestri, l’armata del gnosticismo puro si lanciò alla conquista del mondo“. (MASFI 14-15 – corsivo nostro).

“… il dovere del Cavaliere Rosacroce è di combattere il gnosticismo bastardo racchiuso nel Cattolicesimo, che fa della fede un accecamento, della speranza un piedistallo, della carità un egoismo…

La sola Massoneria possiede la vera religione, il gnosticismo. Tutte le altre religioni, specialmente il cattolicesimo, hanno preso dalla Massoneria ciò che potevano avere di vero. Esse non possiedono in proprio che teorie assurde e false” (MASFI 69 – corsivo nostro).

E, più solennemente ancora, il Gorel Porciatti afferma: “Si tratta… di una direzione, di una “tonalità” che non può essere che unica per tutti i massoni… È la dottrina della Gnosi integrale… La Gnosi è la Dottrina della Umanità, è la subcoscienza dell’Uomo che lo accompagna attraverso le età senza mai appoggiarsi ad altra legge che non sia quella del Naturalismo Italico, (Pitagora), senza richiamarsi ad altra testimonianza che non sia l’Augusta Tradizione e senza aver bisogno di circondarsi di alcun prestigio soprannaturale per affermare la sua incontestabile autorità. È la VOCE, la Libertà, la Vita, il cui Verbo è stato l’insegnamento esoterico di tutti i Messia, di tutti i Redentori. Spogliate delle loro relatività tutti i sistemi filosofici e religiosi, e vi scoprirete questa Verità Eterna, questa Gnosi inalterata ed inalterabile che presiede alla marcia evolutiva dell’Anima Umana. È lo scopo supremo, il fine ultimo della Iniziazione Massonica… è la conquista e l’applicazione pratica di questa cognizione del SÉ Individuale ed Universale che racchiude la chiave di tutti i problemi umani ed ultraumani. Tutte le altre manifestazioni dell’attività massonica non sono che azioni di carattere relativo e particolare, dirette verso scopi occasionali e contingenti, determinate da una speciale necessità ambientale e storica, ma inquadrata sempre nella cornice di quello Scopo Supremo” (GORGS, 293-294).

Più realisticamente e crudamente ancora parla Immanuel, presidente del Sacro Sinodo della Chiesa Gnostica in Italia, nella rivista “Conoscenza” (raccomandata, fin dal suo sorgere, dal Grande Oriente d’Italia!): “… possiamo rispondere a quanti ci scrivono, magari perplessi perché in una enciclopedia hanno letto qualcosa sugli gnostici eretici dei primi secoli cristiani, chiedendo se crediamo in questa o quella dottrina. NO – ancora una volta – NO. Ci rifiutiamo e sempre ci rifiuteremo di accettare, insegnare, difendere una dottrina in quanto tale. Questo provocherebbe immediatamente l’involuzione della nostra Comunità, che non sarebbe più gnostica; ma la Comunità di questa o quella dottrina.

La Gnosi è la Conoscenza viva che sta ed opera in tutte le dottrine, perché Conoscenza della Vita Divina. Ed anche qui: Vita Divina non vuol dire Vita di questo o quel Dio. Ormai anche l’uomo della strada, anche il cosiddetto ateo, ha capito, “conosce” che il Dio delle religioni è morto perché era un Dio mortale creato dall’uomo con i suoi pensieri, le sue fantasie più o meno basse, più o meno alte…

Ma allora che cosa insegnano coloro che “conoscono”, gli gnostici, su questa Vita Divina? NULLA. Tendono soltanto le loro mani per stringere altre mani onde costruire una catena di uomini di desiderio, uomini capaci di riprendere, di riconoscere quella dimensione divina dell’uomo, che ormai urge nello spirito umano. Quindi non una esposizione di dottrine, di teorie… ma semplice strumento di lavoro. Chi vuol costruire una vita più felice e più feconda (Vita Divina), chi vuol vivere l’incessante processo creativo dell’universo (Vita Divina), chi vuol alzare il velo di quel mistero che per migliaia d’anni ha terrorizzato ed affascinato gli uomini (Vita Divina), nelle Comunità Gnostica troverà uno strumento di lavoro per realizzare questa Vita Divina. questa dimensione divina” (CONOSCENZA, Firenze, mag. giu. 1968, 1-2).

Anche gli Scozzesi ribattono lo stesso tasto. Per esempio, il Fr. Prof. Italo Gentile, Saggissimo del Capitolo Rosacroce “Dante Alighieri” di Firenze del Gruppo Ghinazzi, in un suo volume: “Esoterismo esoterico dei Rosacroce”, elegantemente stampato nel 1967, afferma: “La funzione del Capitolo, cioè la Filosofia del 18° grado è questa: L’emancipazione dell’Umanità attraverso lo Gnosticismo; come la funzione dell’Areopago, cioè la Filosofia del 30° grado, è la realizzazione delle Dottrine Gnostiche… (pag. 63-64). “Il termine “Gnosis” (conoscenza) non denota il processo discorsivo del pensiero umano come tale ma una “rivelazione” di Verità Divine, una intuizione gratuita che apporta gioia all’iniziato e gli assicura la “Salvezza”… (pag. 65). “Una delle crisi più pericolose attraversate dal Cristianesimo primitivo fu appunto l’eresia gnostica (ecco perché la Chiesa ci teme!)” (pag. 66-67).

Non c’è, quindi, dubbio che la Massoneria consideri la Chiesa Gnostica come una chiesa di “fratelli”: “La chiesa gnostica mantiene rapporti di stretta alleanza col Rito Scozzese Antico ed Accettato e per esso con tutti i Supremi Consigli dei Paesi dove coesistono le due Potenze Iniziatiche” (ACMA, 1947, 44).

Chi volesse portare l’indagine appena più a fondo, non tarderà a scoprire singolari e decisive analogie tra la pratica e il credo massonico e quello gnostico.

Per esempio, i “requisiti che si richiedono” per appartenere alla “Ecclesia Catholica Ritus Antiqui et Gnostici (E.C.R.A.E.G.)”, sono: “Piena libertà da ogni servitù spirituale – Garanzia di osservanza della legge morale – Intuizione autoiniziatrice” (ACGN, sett. ott. 1949, 3). Ancora: “Possono chiedere di far parte della E.G.R.A.E.G. tutti gli uomini e tutte le donne che veramente intendono consacrarsi, senza diverso fine, al servizio dell’umanità, in qualità di Guide Occulte, sotto lo sguardo benedicente delle Gerarchie Cosmiche” (ACGN, sett. ott. 1949, 3).

Alle coincidenze di struttura e perfino di linguaggio, basterà aggiungere la forte ingerenza dei più alti gradi della Massoneria attuale nella direzione della Chiesa Gnostica. Nella rivista “Acacia Massonica” del settembre 1947 comparivano due articoli: “La società dei Filaleti” (pag. 4) firmato da Giordano Gamberini, 33° e “La Chiesa Gnostica” (pag. 44) firmato da Julianus. Bisogna ricordare che, chi entra a far parte di una organizzazione iniziatica, assume un nome nuovo (“nomen arcanum”), in questo caso un nome latino. Così, sotto vari nomi, troviamo i Massoni più in vista: Aurelius è William Anceschi, Valentinus è Giuseppe Del Conte, Lychnus è Mario Ciro De’ Conca, Paracelsus è Gino Testi, Marcus è Alberto Tognetti, e così via. Ora, Giordano Gamberini e Julianus, sopra nominati, sono la stessa persona: Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e vescovo della Chiesa Gnostica. Premette, infatti, al nome di Julianus una croce, come usano fare i Vescovi cattolici e, nel 1949-50, diresse a Ravenna la rivista “Acta Gnostica”. Forse, proprio per tale qualifica si è permesso di tradurre e annotare, ognuno può vedere come, (per es. il C. VI), il Vangelo di S. Giovanni nella “Bibbia Concordata” edita nel 1968 da Mondadori, nella quale l’unica sacrificata è la dottrina cattolica!

Sempre a proposito della Chiesa Gnostica, è significativa una lettera di Mario De’ Conca, scritta il 24 marzo 1948: “… Esorta i fratelli nella Santa Gnosi ad essere ferventi nel loro lavoro e fiduciosi nell’opera che l’Alto Sinodo deve svolgere… Il Vescovo Julianus è stato molto preso dai suoi molteplici impegni, ma certamente vi terrà al corrente di tutto. … La rivista “L’Acacia” ha portato qualche nota sulla Chiesa Gnostica Universale. Certo d’interpretare i sentimenti dei membri dell’Alto Sinodo porgo a te, fratello carissimo, e a tutti i fratelli gnostici di Firenze con a capo il sacerdote Aurelius affettuosi pensieri e correnti di buoni pensieri. In Paracleti charitate”. È una lettera che risparmia molti commenti e ci fa vedere chiaramente che Massoneria e Chiesa Gnostica sono legate a filo doppio e che gli uomini preminenti dell’una sono quelli dell’altra.

“Quando poi si pensi”, scrive William Anceschi, “che lo Scozzesismo rappresenta la sintesi felice d’un processo di formazione nel quale confluirono Kabbalah, Ermetismo, Rosacrucianesimo, Mitraismo, Manicheismo, Gnosticismo, resta di per se stesso acquisito che il Rito massonico è la base, il supporto sul quale può e deve orientarsi ogni attività di specializzazione per lo studio e la prassi cultuale” (LV, die. 1954, 23 – corsivo nostro).

Questa voce è stata pubblicata in Lavori di Loggia. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *