MASSONERIA E RELIGIONI


TRIMEGISTO – Pavimento del duomo di Siena


Una delle problematiche più sollevate nell’ambito profano riguardo alla Massoneria è il suo essere o no una religione come altre, diversa da altre, o addirittura una religione delle religioni. Possiamo affermare in modo netto che la Massoneria NON è una religione. La sua essenza, la sua tradizione, il suo pensiero partono da presupposti che sono agli antipodi di quelli di tutte le varie religioni.
Infatti la Massoneria, per lo spirito di libertà che la anima, rifiuta il dogma come fondamento, che sia o meno rivelato, e di conseguenza l’indottrinamento e l’imposizione del culto, sotto qualsiasi forma, che da esso derivi; in sostanza l’aspetto confessionale delle dottrine religiose. Ma, sempre in rispetto della libertà altrui, lascia che i suoi membri pratichino la religione che essi preferiscono, o che non ne seguano alcuna, se questo è loro desiderio.
Tuttavia i Liberi Muratori si riuniscono in nome del Grande Architetto dell’Universo che non è una divinità specifica ma un simbolo nel quale ciascuno ravvisa un significato sacro o un valore diversi ma dal quale comunque deriva un’Idea di perfezione e di armonia a cui essi tendono unitariamente.
Il Libero Muratore non è ateo, se con questo termine intendiamo materialista, proprio perché crede che nella natura esista una legge universale, costante nel tempo e nello spazio, che tutto regola ed armonizza dagli infiniti spazi delle sfere celesti agli imperscrutabili meccanismi biologici della vita, e che essa presupponga quindi un suo artefice. Anche l’uomo risponde a questa legge della natura, ma il suo spirito è libero e ciò gli permette di cercare e intravedere in sé stesso i segni della sua natura originale. Tuttavia lo spirito, per la sua stessa natura umana, è incatenato da una ragione che riconosce i suoi stessi limiti e ciò che può essere soltanto intravisto non può essere riconosciuto come verità. Nella piena consapevolezza di questa impotenza la nostra Istituzione ha il massimo rispetto per ogni religione e riconosce il valore e l’importanza del ruolo da esse svolto: tuttavia, proprio per l’essere una Istituzione, ancorché ricca di tradizioni esoteriche e spirituali, non può entrare nel campo della Fede religiosa, che è propria della singola persona.
I principi della Massoneria sono universali, e per essere tali sono determinati attraverso la ragione per consentire poi a ciascuno di cercare la verità, in piena libertà anche di credenza, senza imporre a nessuno la via per raggiungerla. Chi ha forti sentimenti religiosi sentirà la sua Fede sempre più rafforzata da una ricerca che collocherà , lungo il suo cammino, risposte anche nella sua ragione. Chi fosse invece materialista troverebbe immediatamente un macigno insopportabile per la propria aspirazione alla libertà: se infatti l’universo non avesse una causa creatrice ma fosse nato dal caso, non avrebbe senso la volontà di ricerca e di conoscenza nel senso più lato che caratterizzano il pensiero muratorio; non gli rimarrebbe altro che attendere gli eventi, senza sapere in che cosa sperare.
Il Massone, al pari dell’Illuminista, fu sempre accusato dall’opinione corrente, di essere un deista o di aspirare a contrapporre una propria religione naturale all’insieme delle “religioni del libro” . Una delle correnti del ‘700 Illuminista, il Giusnaturalismo, arrivò in effetti a concepire il deismo come vera e propria religione naturale, ma questo concetto deve essere considerato soltanto come una delle tante possibilità di quella grande ricerca innovatrice che in quei tempi sfociò, come noto, nelle grandi filosofie ed ideologie del XIX secolo. In Massoneria invece non ebbe alcuno sviluppo semplicemente perché era in contrasto con i suoi stessi principi. Infatti parlare di religione, anche se materialista, è pur sempre una limitante: il termine stesso di “religione” significa qualcosa che lega stabilmente. Invece ogni forma di limitazione del pensiero, anche minima, è contraria alla Libera Muratoria la cui universalità riposa nella totale ed assoluta libertà dei suoi membri, libertà limitata solo dalla libertà altrui.
L’infinito non è raggiungibile dalla mente dell’uomo; ma nessuno può oggi negare che la natura rappresenti oggettivamente, come parte di verità, la verità stessa; né alcuno può più negare alla ragione dell’uomo, che pure fa parte di quella verità stessa, di interrogarla. Se la teologia è intelligenza di una fede in una verità rivelata, l’allargare con la ragione l’orizzonte religioso, ponendosi continui “perché” è porsi di fronte al Dio costruttore del tempio dell’essere, come costruttori del tempio della propria coscienza. Del resto anche il Papa Giovanni Paolo II, nell’Enciclica “Veritatis splendor”, afferma che “la libertà dell’uomo e la legge di Dio si incontrano e sono chiamate a compenetrarsi tra loro”. Il luogo di questo incontro è la coscienza dell’uomo, il luogo del dialogo dell’uomo con sé stesso, ma che è anche in realtà “il luogo del dialogo dell’uomo con Dio” (art.58). E’ quindi questo viaggio in sè stessi, alla ricerca di questo dialogo, il compito iniziatico che il Massone si è assunto e che acquista particolare impegno spirituale nei cosiddetti Gradi speculativi della Massoneria Simbolica e del Rito Scozzese Antico ed Accettato. In essi, con l’incessante energia fornita dalla fede sulla capacità dell’uomo di trovare da sè ed in sè quella stessa verità, egli ha il dovere di arrivare ai limiti estremi del suo territorio mentale per affermare l’idea di Giustizia e promuoverne la realizzazione. Insieme ai suoi Fratelli egli coltiverà la speranza che questa Giustizia ideale possa essere la vera risposta che l’umanità deve dare, con il suo divenire, all’Armonia dell’Universo, come il suo Creatore l’ha concepita. Dopodiché, terminato questo suo dovere, potrà oltrepassare il suo sensibile per intraprendere l’ultimo viaggio del suo spirito verso là dove origina la Verità.

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