IL CONCETTO DI DIO

Il Concetto di Dio

Nella Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato

Al primo manifestarsi della sua coscienza l’uomo si chiede”chi sono?” “perchè sono?” “da dove vengo?” “dove vado?”. Interrogativi che richiedono altrettante risposte che esulano da questa trattazione.

Ma appena l’Uomo si accorge di quanto lo circonda, di tutto ciò che è: dal ciottolo al Sole, dal fiore alla foresta, dalla farfalla all’essere cosciente; non appena comincia a rendersi conto del creato che gli sta intorno, non appena gli si aprono gli occhi sulla creazione, un’altra grossa domanda gli esplode nel cervello: chi ha fatto tutto questo? Da dove e come nasce tutto questo? Chi ha creato? Chi è il Creatore? E questa domanda lo accompagnerà per tutta la sua esistenza, per ogni nuova acquisizione, per ogni nuova scoperta, per ogni nuova presa di coscienza.

Che cosa è Bene o Male? E da chi proviene il Bene e il Male? Chi ha creato la Vita e la Morte? Che cosa è il fulmine, la elettricità, la luce, la nota musicale, la sinfonia? Che cosa è l’Amore e che cosa è la Morte? Che cosa vi è prima della Vita? Che cosa dopo la Morte? E chi ha creato tutto questo?

L’uomo scoprirà l’ultrapiccolo, l’atomo con le sue leggi, la sua frantumazione, lo sviluppo dell’energia e le sue applicazioni, la cellula, con la sua vita e la sua moltiplicazione, la formazione dei tessuti, degli organi, degli organismi, degli esseri e si domanderà: chi ha creato tutto questo?

L’uomo si accorgerà dell’esistenza della Terra, del Sole, di miliardi di altri Soli, di pianeti, di mondi, scoprirà l’Universo infinito e si chiederà: chi ha creato tutto questo?

Turbato, avvilito, meravigliato tornerà in se stesso e si accorgerà che egli, l’Uomo, ha preso coscienza di tutto, che tutto ha avuto rispondenza in lui dall’atomo, all’Universo; che tutto è quindi in lui, se è vero che si può prendere coscienza solo di ciò che si possiede; e quindi che l’Universo è in lui; che il grande Cosmo è in lui, piccolo Cosmo. E se l’Universo infinito è in lui anche lui è infinito come l’Universo, da ciò che gli appare al profondo abissale interiore. Ma chi, come e perchè ha fatto tutto questo?

A queste domande si suole rispondere con una sola parola: DIO. Ma chi è DIO? Domanda complessa e difficile. Risposta semplicistica, irrazionale e insoddisfacente quando ci si prospetta un DIO, come qualcuno o qualcosa fuori di noi, fuori dal creato, al disopra ed all’esterno della creazione, che dal nulla ha creato tutto, dapprima disordinatamente (caos) e poi riequilibrando il tutto (ordine): da quando? Da sempre. E che continua a creare esseri, uomini e cose, in una incessante opera di creazione nella terra e nell’Universo, con l’eterno succedersi della nascita, della vita e della morte. Questa risposta non ci soddisfa.

A questo punto si sono inserite le Religioni che, situato Dio (quasi personificato) su un piano esterno ed al di sopra e fuori della Creazione, ne hanno imposto la credenza in un clima di paura dell’ignoto, di terrore della morte, di spavento per gli effetti delle azioni, legando il dolore fisico e psichico alla natura ed al modo di condurre la propria esistenza: peccato e pena, errore e dolore, colpa ed espiazione.

Nelle Religioni vi è sempre stato un gruppo ristretto di uomini in possesso di conoscenze, di leggi e di verità fondamentali che costituiscono il nucleo originario di sapienza; ma le caste sacerdotali invece si servirono della paura dell’ignoto per far passare per miracoli prodotti dal loro DIO i semplici effetti delle leggi naturali ancora sconosciute alle masse e per imporre il loro potere ed essere dispensatori di grazie o di condanne. Vi era quindi nelle Religioni chi sapeva che DIO era una Legge o un insieme di leggi e quindi sapeva definirlo. Ma non conveniva che questo fosse svelato, per contenere gli impulsi animali e per regolare moralmente e civilmente la vita degli uomini. In definitiva quindi, inizialmente, pur conoscendo la Verità e l’Essenza di Dio, le religioni hanno fatto intendere per Dio, per comodità di sistema, un ente trascendente, personale, creatore dell’Universo, dal quale è separato. Il Creatore per la chiesa è distinto dal Creato ed immaginato come creatore ex nihilo. Successivamente le religioni, degenerando, hanno perfino perduto l’esatto concetto di Dio; e la religione cattolica non ha saputo più riconoscere il suo Dio, che se lo avesse saputo riconoscere o lo riconoscesse, s’accorgerebbe che esso s’identifica con il Grande Architetto dell’Universo della Massoneria, sempre eterno ed immutabile ed infinito come l’Universo di cui è la Legge; ecco perchè la Massoneria è iniziatica ed ecco perchè essa è eterna come espressione ed associazione che incarna nei suoi simboli (che vanno studiati e compresi) tutta la verità. E come viene considerato e concepito Dio dalla Massoneria? Viene definito come Grande Architetto dell’Universo. In realtà nessuna delle antiche costituzioni massoniche si esprime in un modo esauriente sulla credenza in Dio e sulla sua interpretazione e definizione. Ma le carte fondamentali (Old Charges 1713)(1) dicono che il Massone “se ben comprende l’arte, non sarà mai uno stupido ateo, nè un libertino senza religione. Negli antichi tempi i Massoni erano obbligati in ogni paese a professare la religione della loro patria o nazione, qualunque essa fosse; ma oggi, lasciando a loro stessi le particolari opinioni, si trova più a proposito di obbligarli soltanto a seguire la religione, sulla quale tutti gli uomini sono d’accordo; essa consiste nell’essere buoni, etc. “.

In contrasto con queste fondamentali espressioni è quest’altra affermazione restrittiva contenuta nelle costituzioni del 1762(2): “Art. 1 – Siccome la religione è un culto necessariamente dovuto al DIO onnipotente, nessuna persona sarà iniziata nei Sacri Misteri di questo eminente grado (Sublime Principe del Real Segreto) se non è sottomesso ai doveri della religione del paese nel quale deve avere ricevuto i venerabili principi”. Ad ogni modo è da ritenere che quando si afferma che il Massone debba seguire un orientamento religioso si vuol significare che tutte le religioni hanno un nucleo di verità più o meno velato e ricoperto da sovrastrutture e superstizioni; si vuol anche significare che, attraverso lo studio della religione di appartenenza o attraverso lo studio comparato delle varie religioni, si deve arrivare a scoprire il nucleo di verità racchiuso all’interno di esse e comune a tutte senza disperdersi nei rivoli del misticismo in attesa di una verità rivelata.

In questo concetto non vi è più nulla di rilevante fino alla Dichiarazione dei Principi approvata nel Convento di Losanna nel 1875 (e non riconosciuta e non accettata universalmente dalla Massoneria mondiale) nella quale si legge che: “la Massoneria proclama, come ha proclamato sin dalla sua origine, l’esistenza di un principio creatore sotto il nome di Grande Architetto dell’Universo “(3).

Restano naturalmente da considerare i Landmarks ma si sa che di essi non ci è pervenuta nessuna testimonianza antica ed autentica e che le redazioni da noi possedute sono tarde ricostruzioni di studiosi. Comunque sia, anche in essi non si trova nessuna precisa definizione del Grande Architetto dell’Universo. In quella del Mackey (1858) si legge: “XIX – ogni libero Muratore deve credere nell’esistenza di Dio come Grande Architetto dell’Universo”(4), il che viene ripetuto in termini più o meno simili in quelle successive (ma in alcune, anche autorevoli come quella del Findel(5), manca del tutto).

Se questa estrema scarsità di dati è da un lato garanzia dell’assoluta libertà di coscienza che è la divisa gloriosa della Massoneria, dall’altro però essa è stata la causa involontaria di un susseguirsi di opinioni diverse; di discussioni violente e di orientamenti divergenti che segnano, su questo punto, tutta la storia del nostro Ordine. Tanto che qualcuno(6) è stato condotto a ravvisare nella storia della Massoneria una prima fase caratterizzata dalla “scelta deista”, una seconda dalla “svolta filocattolica” (prima metà del secolo XIX), una terza dalla “tentazione ateistica”  (dal  1860  al  1917)  e  un’ultima che muoverebbe “verso il dialogo cristiano-massonico”.

Tutto ciò è senza dubbio vero se ci si limita ad un tipo di documentazione che chiameremmo “esterna” relativa alle opinioni, necessariamente mutevoli secondo le epoche, di uomini e di gruppi di uomini, per quanto autorevoli, e non a un tipo di documentazione “interna” relativa cioè alla dottrina massonica quale è espressa nei rituali dell’Ordine e del Rito Scozzese Antico e Accettato.

Si capisce che dal punto di vista puramente storico la dottrina è secondaria rispetto alla interpretazione, che viene data attraverso il tempo, ma è anche vero che soltanto lo studio della dottrina può permettere ai Fratelli di avere a disposizione i dati capaci di orientarli nella selva di interpretazioni spesso contrapposte. In altre parole se ci si domanda: è vero che la Massoneria fece all’inizio una scelta deista? In che senso va inteso il termine deista? Può essere ateo un Massone? Su quali basi potrebbe essere condotto un dialogo con il cattolicesimo?, la risposta non si potrà trovare tanto nelle opinioni e nelle mode degli uomini e delle epoche, quanto piuttosto negli elementi fondamentali della dottrina del Grande Architetto dell’Universo quale risulta dai nostri rituali.

Faremo a questo scopo, nelle pagine che seguono, un esame di questi elementi che, anche a prima vista, si presentano molto più ricchi di quelli contenuti nelle principali costituzioni dell’Ordine e del Rito.

Prima di intraprendere lo studio dei rituali sarebbe necessario farne la storia, per vedere l’epoca a cui risalgono e le modificazioni che possono aver subito durante il tempo, ma un lavoro del genere sarebbe lungo ed uscirebbe dagli scopi immediati di questo scritto. Del resto, nel loro complesso, i rituali massonici hanno conservato il nucleo dottrinario delle origini, anche se non sono mancati qua e là aggiornamenti e ritocchi; essi comunque, nella forma in cui ci sono pervenuti, rappresentano incontestabilmente quel patrimonio di insegnamenti, teorici e pratici, su cui dobbiamo fondare la nostra opera concreta di costruttori.

La prima definizione del G.’.A.’.D.’.U.’.la troviamo nel catechismo del grado di Apprendista dove è detto che con l’espressione si deve intendere “tutto ciò che è stato, che è e che sarà”(7). Questa affermazione è naturalmente al di sopra di qualunque attributo umano, per quanto sublime, che personalizzi la totalità dell’Essere ed è perciò che viene raccomandato di “non attribuire al G.’.A.’.D.’.U.’.i vizi e le passioni degli uomini. Non dare il suo nome ai fantasmi della tua immaginazione”(8).

Lo stesso concetto è ribadito più innanzi quando, nell’iniziazione a Cavaliere Kadosch, dopo che l’iniziato ha abbattuto e calpestato la tenda su cui è dipinta in rosso una croce, il Gr.’.M.’. gli dice(9): “Ora, sappiatelo bene, ciò che avete abbattuto non è la religione, non è la Massoneria, non sono neppure i simboli ingenui od ingegnosi nei quali l’umanità ha incorporato, in luoghi diversi e durante periodi millenari, le più alte aspirazioni della sua immaginazione e del suo cuore.

Ciò che avete abbattuto è la credenza che tali simboli hanno qualche valore al di fuori dell’idea che vi si oppone, è la pretesa che il G.’.A.’.D.’.U.’.sia racchiuso entro le colonne di un Tempio, fosse pure quello della Massoneria “.

La prima delle sette grandi Verità note a un Cavaliere del Sole è, infatti, che “Dio è inaccessibile, innominabile, incomprensibile “(10), poichè “nulla può definire il G.’.A.’.D.’.U.’. 11).

Se il concetto di G.’.A.’.D.’.U.’.è in sè inafferrabile, vi è tuttavia il modo di conoscerlo nelle sue manifestazioni. Da questo punto di vista i simboli della Loggia ci forniscono un primo importante orientamento. Sopra il trono del Venerabile figura infatti un triangolo (la lettera Delta maiuscola) entro il quale è disegnata la lettera G e la lettera ebraica Jod ripetuta tre volte(12). La G è “la lettera iniziale del G.’.A.’.D.’.U.’.13) e (14) e la Jod, nella cabala ebraica, è considerata simboleggiare il principio attivo di tutte le cose, fecondante, l’esplicazione del cui potere creatore è rappresentato dal triangolo, cioè “la Causa, il Mezzo e il Risultato ossia il Movimento, la Fermentazione e la Vita”(15).

Sempre parlando del G.’.A.’.D.’.U.’.ecco quanto dice il Gr.’.M.’. durante l’iniziazione dei Cavalieri Kadosch(16):

“Se tale realtà non è riconoscibile, noi possiamo almeno definire il suo modo d’azione nel tempo e nello spazio; è ciò che noi chiamiamo Logos; è ciò che nel linguaggio simbolico della filosofia contemporanea viene chiamato Energia. Anche qui noi siamo impotenti a scoprire la natura intima di questo primo fattore; tuttavia, ciò che più è importante, noi possiamo stabilire che l’Energia opera secondo delle leggi fisse, accessibili al nostro intelletto.

Noi la simboleggiamo a mezzo di una corona luminosa, come quella che rivela agli astronomi, nelle eclissi totali di sole, la gloria dell’astro invisibile.

L’Energia, condensandosi nell’etere, attraverso una serie di tappe che la scienza comincia a presentire, ha generato l’atomo, nel quale essa si manifesta sotto la doppia forma di forza condensata e di forza viva, la prima che si trasforma in un punto di resistenza nello spazio ed è la materia, la seconda che si rivela per i suoi modi di attività, trasmutabili gli uni e gli altri, e che noi chiamiamo movimento, calore, luce, elettricità, volontà, ed è la Forza nelle sue multiple ed incompletamente conosciute manifestazioni.

Tale atomo noi ce lo figuriamo secondo una delle immagini che più frequentemente hanno servito a rappresentare l’unione dei due principi primordiali, e cioè mediante il Tempio, diviso in due parti di colore differente, l’una rossa, ricordante la Materia o l’Energia condensata, l’altra azzurra, ricordante le Forze propriamente dette o l’Energia attiva.

La circonferenza del cerchio è formata da una corda intrecciata a due colori: vecchio simbolo dell’alleanza Massonica, utilizzato qui per simboleggiare la combinazione intima dei due elementi sorti dal misterioso generatore.

Avvolgendosi su se stessa fino al punto dove la sua continuazione ci sfugge, questa corda costituisce il serpente gnostico, nelle cui spire sono racchiusi i cinque cicli nei quali si sussegue l’evoluzione progressiva dell’Universo accessibile ai nostri sensi.

Dapprima il ciclo della gravitazione, nel quale predominano le forze che dal turbinio cosmico hanno fatto uscire le nebulose, le stelle, i soli, i pianeti ed i loro satelliti, gli asteroidi, le comete ed i miliardi di astri che compiono la loro orbita nell’infinito dei cieli.

Segue il ciclo della cristallizzazione nel quale, con l’aiuto delle forze fisiche e chimiche, innumerevoli. molecole si aggruppano e si orientano su di un piano che fa presentire l’apparire della vita.

Il ciclo della vita, nuova forma di attività che tende a espandersi in tutte le direzioni, facendo di questa stessa espansione la legge suprema degli esseri viventi.

Il ciclo della coscienza, nel quale l’essere, distinguendosi dal mondo ambiente, prende possesso di se stesso ed a mezzo di tale conquista, prelude a quella della natura.

Il cielo del dovere, in cui l’uomo, avendo acquistata la chiara nozione delle sue relazioni con i suoi simili e con l’universo, fa volontariamente della relazione di tali rapporti l’oggetto necessario dei suoi destini. E’ in tale ciclo che si pone la Massoneria.

Così l’Energia, a mezzo della quale si rivela la Realtà che serve di base all’universo, appare, tanto nel mondo morale che in quello fisico, come il Potere eterno che lavora per l’armonia”.

Questo Potere eterno che lavora per l’armonia appare come la spinta evolutiva animatrice dell’universo che agisce “senza interruzione e senza riposo”(17). “E’ nella spirale del suo arrotolarsi che, sotto l’impulso del Grande Architetto si segue, secondo leggi fisse, il corso dell’evoluzione o, in altri termini, l’ascensione dell’Essere”(18), ma il G.’.A.’.D.’.U.’.,  come astratta idealità, rappresenta anche il fine dell’evoluzione, fine che va perseguito pur sapendo, come sanno i Principi del Real Segreto, che, proprio in quanto astrazione, non potrà mai essere raggiunto(19).

Questo concetto altissimo viene designato con simboli vari, tutti inadeguati, che tentano di suggerirne tuttavia l’essenza. Esso è detto “luce misteriosa”(20), “forza infinita”, “fuoco venerato che tutto ciò che vive fecondi, immutabile origine di ogni trasformazione”(21), scintilla che “c’è chi afferma sia nata da se stessa durante la confricazione primordiale, arcano del movimento iniziale che alcuni hanno chiamato Agni od Indra o Varuna, altri Ormuz, Zeus, Odino, Osiris o Jahve”(22) ed anche “Forza”, “Intelligenza”(23), “Essere unico che è la sorgente e la trama dell’Universo”(24), cioè, in altre parole, intelligenza universale che è inerente a tutte le cose visibili e invisibili.

Nel rituale di iniziazione a Principe del Real Segreto(25) alla richiesta: chi è colui che può tutto? si risponde “… io lo chiamo Grande Archiettto dell’Universo perchè è Lui la Legge che regola l’intero Universo nel più perfetto equilibri “. Dunque DIO è una Legge.

Nel rituale del Cav. Eletto Kadosch(26) si legge “Non esiste alcun tempio nè alcun Simbolo al di fuori dell’ideale nello Spirito Umano. Il Tempio non è-di pietra ma di carne operante nello Spirito e Dio non è una immagine nè un idolo da adorare, ma una irradiazione proveniente da quel focolare misterioso generatore dell’atomo e della Energia; è la realtà assoluta della Vita, è la Suprema Verità del Bene, è Amore. Dunque DIO è una irradiazione.

E nello stesso rituale(27) “il sentimento dell’Amore dell’Umanità e quello dell’Amore della Divinità si devono confondere allorchè si riconosce DIO in ciò che vi è di migliore nell’Uomo”. Dunque DIO è nell’uomo e non fuori dell’Uomo a governarlo.

Ma la definizione ultima dell’indescrivibile realtà del G.’.A.’.D.’.U.’.viene data nelle istruzioni in forma di dialogo impartite ai Cavalieri Kadosch(28). In esse, secondo un crescendo sapientemente dosato, viene domandato all’iniziato quale sia la più adeguata manifestazione dell’essenza del G.’.A.’.D.’.U.’. ; vale la pena di riportare qui il passo:

  1. Quando siete stato ricevuto Cavaliere della Luce, sotto quale forma vi è apparso il Potere creatore e conservatore del mondo?
  2. Sotto la forma del sole, sorgente di calore, di luce e di vita.
  3. Tale rivelazione è essa finale?
  4. No, perchè ho imparato che il sole stesso è tributario d’un focolare misterioso.
  5. Tale focolare sarebbe il centro dell’Universo?
  6. L’infinito non può avere un centro.
  7. Come dunque avete scoperto il Potere supremo?
  8. Ho consultato il vero Evangelo. Ho salito la scala delle sette scienze, ho abbattute le colonne del Tempio e ho calpestato il simbolo del Santuario.
  9. Che cosa avete scorto al di là?
  10. Delle tenebre attraversate da uno scintillio di stelle.
  11. E al di là di tali tenebre?
  12. Ho veduto i fenomeni della terra e del cielo ordinarsi nei quadri dell’evoluzione, come un’armata bene ordinata, marciante alla conquista di una città ideale.
  13. E al di là di tali fenomeni?
  14. Ho potuto concepire le entità alle quali il linguaggio umano ha dato i nomi di atomo e di forza, di materia e di spirito.
  15. E al di là di tali entità?
  16. Ho intravisto le vibrazioni dell’Energia incessante ed infinita, agitantesi nell’immensità eterea.
  17. E al di là di tale energia?
  18. Ho compreso esservi la Realtà suprema che non è nè materia nè spirito, ma dalla quale provengono e materia e spirito.
  19. Ditemi il suo nome.
  20. L’Essere supremo è ineffabile.
  21. Descrivetemi la sua natura.
  22. L’Essere supremo non si può definire.
  23. Ditemi almeno come si manifesta.
  24. A mezzo del segno della legge, sia nel mondo morale che nel mondo fisico.”

La concezione, cui siamo così pervenuti, ci richiama subito alla mente quelle analoghe alle quali giunsero, attraverso i secoli, tutte le tradizioni iniziatiche a noi note. Così il G.’.A.’.D.’.U.’.della Massoneria sembra coincidere con l’En-Sof, l’infinità, dei cabalisti, vita misteriosa del cosmo, o con il Dio degli ermetisti rinascimentali, da Pico della Mirandola a Giordano Bruno. In ciò nulla di strano, perchè la Massoneria si considera giustamente l’erede moderna e legittima delle più antiche scuole magico-iniziatiche, in quanto depositaria del segreto rigeneratore dell’uomo (il segreto iniziatico). Ma non è questo il punto che ora vogliamo affrontare. Qui desideriamo solo domandarci se vi siano anche analogie tra il G.’.A.’.D.’.U.’.e il Diodella religione cristiana nell’intento di riuscire a chiarire, se possibile, il vecchio e mai risolto problema delle affinità, o delle divergenze, tra Chiesa e Massoneria sul punto essenziale della dottrina di Dio.

Non si può, infatti, correttamente parlare di “deismo” massonico senza sapere a quale Dio ci si riferisce. Ora, ciò che la teologia cristiana cattolica intende per Dio può essere schematicamente riassunto in queste parole: un ente trascendente, personale, creatore dell’universo dal quale è separato.

Con tutta franchezza, bisogna riconoscere che nessuna di queste definizioni conviene al concetto di G.’.A.’.D.’.U.’.quale risulta dall’esame dei nostri rituali. Se esaminiamo, per ordine, ciascun punto, vediamo innanzi tutto che il concetto di “trascendenza” è estraneo alla dottrina massonica e che quindi non può in alcun modo applicarsi al G.’.A.’.D.’.U.’.. Dai nostri rituali risulta chiara una concezione unitaria dell’Essere, cioè di t G.’.A.’.D.’.U.’.utto quanto esiste, senza scissioni nè soluzione di continuità. L’universo è uno e il G.’.A.’.D.’.U.’.è inerente ad esso, come legge che lo regola, come spinta evolutiva per cui esso si muove e si trasforma, come trama sottesa ad ogni cosa esistente.

Di conseguenza, il G.’.A.’.D.’.U.’.non può avere nemmeno una connotazione personale, cioè limitata e in sè conchiusa, che lo distingua dall’Universo. Se così fosse, l’unità dell’Essere sarebbe scissa.

Resta il termine di “creatore” che può applicarsi tanto al G.’.A.’.D.’.U.’.quanto al Dio religioso; ma qui, a ben guardare, la coincidenza è puramente formale, non soltanto perchè il creatore, per la Chiesa, è distinto dal creato, ma anche perchè egli viene immaginato come creatore ex nihilo, concetto completamente estraneo alla dottrina massonica. La formazione dell’universo è considerata dai nostri rituali come un lento processo evolutivo e ascendente, a tappe successive, in una serie infinita di scambi energetici e il G.’.A.’.D.’.U.’.è la legge che governa intelligentemente e continuamente questo processo, non un essere simile all’uomo che tutto ha fatto traendolo dal nulla. Come si vede, le due concezioni sono estremamente lontane l’una dall’altra ed anzi incompatibili: il “deismo” massonico si riferisce dunque a un Dio che non è nè quello dellaChiesa, nè quello delle altre religioni(29).

Alcuni ritengono che vi sia stata una sostanziale identità del G.’.A.’.D.’.U.’.con il Dio delle grandi religioni ma che la Chiesa, avendone perduta la chiave ha perduto pure la possibilità di una esatta interpretazione di Dio deformandone il significato ed alterandone l’essenza.

Potremmo chiederci a questo punto, per concludere, se l’antitesi che abbiamo riscontrata fra le due concezioni sia non soltanto teorica, come risulta dal confronto, ma anche storica; le due diverse definizioni, in altre parole, hanno anche origini diverse e rappresentano due filoni distinti del pensiero umano? La risposta della nostra dottrina, su tale questione, è assolutamente negativa. Infatti all’iniziando Maestro Segreto viene insegnato(30) che “la Massoneria ha conosciuto epoche in cui l’idea di un Dio unico, chiaroveggente e giusto era la più alta concezione di cui l’uomo fosse capace”, il Dio delle religioni, cioè, ha rappresentato una tappa nella storia millenaria dell’umanità, superiore a “tutte le altre concezioni dello spirito umano”(31). L’idea di un Dio personale, gratificante o punitore, è stata necessaria agli uomini del passato che senza di essa non avrebbero saputo imporsi regole morali atte allo sviluppo del proprio spirito e della società in cui vivevano; ma il grande fatto che domina la storia umana “è il progresso costante dell’intelligenza, la concezione successiva delle verità di ogni ordine”(32), per cui l’uomo moderno, evoluto, non può più accontentarsi di un’idea sorpassata e non più necessaria al suo ulteriore sviluppo, ma anzi ostacolante la sua evoluzione appunto perchè superata. Il carattere universale di ogni religione “è di rispondere allo stato intellettuale dell’epoca. Ogni religione rimpiazza un culto più grossolano ed essa è rimpiazzata a sua volta”(33); ecco perchè la Massoneria, nella sua perpetua ansia di progresso, si distingue dalle religioni che considera relitti del passato, venerandi sì, ma pur sempre di ostacolo, oggi, al libero sviluppo dello spirito umano. Viene dato atto che la religione, “almeno nelle sue forme più elevate, ci insegna che l’Assoluto si manifesta con una tendenza a mettere, nei rapporti fra gli uomini, più ordine e rettitudine, ciò che è la traduzione morale dell’idea fisica dell’equilibrio”, ma viene d’altra parte riconosciuto obiettivamente che da tempo, ” disgraziatamente, le religioni organizzate, soprattutto quelle che si valgono del sentimento religioso per farne uno strumento di dominazione politica e di oppressione intellettuale, hanno poco consentito a porsi su questo terreno d’intesa per lavorare insieme alla morale, alla filosofia e alla scienza per il miglioramento degli individui e della società “(34).

Per l’umanità odierna il Dio delle religioni è veramente morto, e il pensiero massonico non può non ri conoscere, perciò, germi positivi di progresso nella odierna teologia radicale che parla della morte di Dio e in altre forme analoghe di pensiero(35); ciò che non può morire e che nessuna scienza o filosofia coglierà mai in fallo è invece l’idea del Grande Architetto dell’Universo come Legge universale, intelligente (provvidenziale), regolatrice dell’equilibrio cosmico, di cui l’umanità potrà farsi un’idea sempre più precisa e adeguata a mano a mano che evolve e progredisce.

Roma, 1° Settembre 1971

GIOVANNI PICA 33\

Sovrano Gran Commendatore

(I Quaderni del Rito n. 3 – Rito Scozzese Antico ed Accettato)

Note

  1.   U. GOREL PORCIATTI. “Le carte fondamentali della Universale Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato”, Roma 1960, p. 16.
  2.   Ibid, p. 46.
  3.   FARINA. “Il libro dei rituali del Rito Scozzese Antico ed Accettato”, Roma 1946, p. 33.
  4.   GOREL PORCIATTI, Cit., P. 102.
  5.   Ibid., pp. 103-104.
  6.   “Rivista Massonica”, LXI (1970), pp. 1-17.
  7.   FARINA, cit., p. 77.
  8.   Iniziazione a Maestro Segreto. FARINA, cit., p. 235.
  9.   Ibid., p. 399.
  10.   Ibid., p. 363.
  11.   Iniziazione a Sublime Principe del Real Segreto. Ibid., p. 448.
  12.   FARINA, cit., p. 92.
  13.  
  14.   G è anche iniziale di “Generatore”. Ibid., p. 173.
  15.    E’ il significato che viene attribuito alle tre luci che illuminano il Tempio del 33° grado. Ibid., p. 458.
  16.   Ibid., pp. 400-401.
  17.   Rituale per l’inaugurazione di un Tempio. FARINA, Cit., p. 114. Lo stesso concetto è ripetuto a p. 118 nel rituale di adozione.
  18.   Iniziazione a Cavaliere Kadosch. Ibid., p. 388.
  19.   FARINA, cit., p. 443.
  20.   Inaugurazione di un Tempio. Ibid., p. 114.
  21.   Rituale per i funerali. Ibid., 15. 139.
  22.   Iniziazione a Principe Rosa Croce. Ibid., p. 327.
  23.   Rituale di adozione. Ibid., pp. 118-119.
  24.   Rosa Croce. Ibid., p. 327.
  25.   Rituale Principe del Real Segreto, p. 21.
  26.   Rituale Cav. Kadosch, p. 8.
  27.   Rituale Cav. Kadosch, p. 10.
  28.   FARINA, cit., p. 411.
  29.   A conclusioni simili sembra giunto anche il gesuita G. Caprile nel suo articolo ” Il G.’.A.’.D.’.U.’.e i suoi adoratori”, in ” Civiltà Cattolica ” quad. 2569 (1957).
  30.   FARINA, cit., p. 236.
  31.   Ibid., p. 240.
  32.   FARINA, cit., p. 241.
  33.   Ibid., p. 242.
  34.   Sublime Principe del Real Segreto. Ibid., p. 444.
  35.   ALTIZER-W. HAMILTON, La teologia radicale e la morte di Dio, Milano 1969.

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