MASSONERIA E RELIGIONE

Massoneria  e Religione

MASSIMO CORTI

           Il rapporto tra Massoneria e Religione è sempre stato un argomento che ha interessato un gran numero di persone fuori e dentro la Massoneria: fuori più con l’intento di trovare i distinguo e le diversità di fondo, magari con l’obiettivo di trovare giustificazioni agli anatemi o alle scomuniche ancora esistenti; dentro l’Istituzione, il rapporto Massoneria e Religione è approfondito in modo più giusto e non prevenuto, poiché i Fratelli cattolici o protestanti sanno che dal Fratello laico o di religione diversa non possono che trovare tolleranza, attenzione, disponibilità al dialogo, stima e rispetto.

           La Massoneria  infatti non è una religione, ma è di per se stessa religiosa.

           Costruire il tempio individuale implica, senza dubbio, uno sforzo interiore religioso e profondamente motivato e motivante. 

           A livello istituzionale la Massoneria è laica, aconfessionale, rifiutante qualsiasi dogma, tollerante verso il Fratello che è libero di abbracciare e osservare il credo che vuole, purché non ne parli nel tempio.

           Sembra che le religioni, fra fondamentali e derivate, siano quasi 700 nel mondo e la Massoneria lasciando indeterminata la forma del credo, realizza l’unica formula possibile per affratellare uomini di diverse religioni.

           Forse la molteplicità delle religioni non è altro che una difficoltà che gli uomini devono superare per unirsi nel tendere a Dio.

           Le religioni, infatti, spesso dividono e ostacolano l’affratellamento.

           Pertanto l’atteggiamento del Massone di fronte alla religione o meglio alle religioni, deve essere di rispetto, di tolleranza, di condivisione delle posizioni di fondo, di simpatia, ma anche di indipendenza e di vigilanza.

           Vigilanza, per esempio, verso il veleno del fanatismo, vigilanza verso l’assolutismo dogmatico, vigilanza verso l’opportunismo religioso o la politica del doppio binario sempre incombente.

           “Non perseguitateci” ha implorato giustamente Papa Woithila in questi giorni, rivolgendosi agli induisti dell’India, in maggioranza schiacciante in quella nazione. E in Italia qual è l’atteggiamento che si tiene verso lo sparuto gruppo dei massoni da parte della chiesa cattolica?  Non si tengono forse alti steccati e operanti le scomuniche e le moderne persecuzioni? 

           Il discorso ci porterebbe lontano e rischia di portarci fuori dai binari della saggezza, che insieme alla virtù, deve essere invece l’humus ideale che alimenta il nostro essere Massoni.

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