LA SQUADRATURA DEL TEMPIO

La squadratura del Tempio.

(12/02/2015 E:.V:.)

“L’ingresso Rituale nel Tempio” massonico è il momento liturgico in cui i Fratelli di Loggia accedono nell’area che si andrà a consacrare per lo svolgimento dei lavori.

Il rituale dispone che il Maestro delle Cerimonie, dalla porta del Tempio, dopo aver battuto “un colpo in terra”,  inviti i Fratelli Apprendisti, Compagni d’Arte e i Fratelli Maestri a prendere il loro posto nel Tempio.

Dopo che i Fratelli avranno eseguito, lo stesso Maestro delle Cerimonie, seguito, nell’ordine, dal Maestro Venerabile, 1° e 2° Sorvegliante, Oratore, Segretario, Tesoriere, Ex Maestro Venerabile, 1° e 2° Diacono, Copritore Interno, entrano in corteo nel Tempio ed iniziano la cosiddetta “Squadratura” o “Rettangolazione“ del Tempio.

Essa consiste nel percorrere con passo ritmato, in linea retta seguendo i lati del Tempio, una “deambulazione” o “marcia”  intorno al pavimento a scacchi. Tale azione è detta anche “peridrome”.

La deambulazione inizia partendo dal punto angolo di nord-ovest procedendo in senso orario (destro centrico). Di seguito, ci si sofferma un attimo ai successivi punti di nord-est, sud-est e sud-ovest che vengono superati ad angolo retto, col piede sinistro rivolto verso il lato ancora da percorrere. Il corteo, in conclusione della squadratura, torna al punto nord-ovest di partenza, superato il quale, la marcia continua ed il M° Venerabile, i Dignitari e gli Ufficiali, man mano che ne pervengono all’altezza, occupano i loro posti, rimanendovi in piedi.

Particolare di non poca importanza, nel rito di ingresso nel Tempio, è attribuita al senso di marcia che i Fratelli dovranno tenere durante la deambulazione. Il “Rituale di Primo Grado del Grande Oriente d’Italia” è estremamente chiaro nell’indicare, quale formale, quello destrorso, o destro centrico, che rappresenta un moto che, partendo dal buio del nord-ovest, segue il sorgere del sole dell’oriente e, dopo aver oltrepassato il meridione, giunge ad occidente laddove il sole tramonta. Siamo in presenza dunque di un percorso “solare” in cui il corteo percorre lo stesso movimento apparente della Luce del sole nel suo ciclo, accingendosi a svolgere i propri lavori, per tornare, successivamente, in senso opposto, incontro alla situazione di minor Luce che è data dalla chiusura dei lavori e il ritorno al mondo profano.

Ma che senso ha questo rituale? Quale il significato intrinseco?

La tradizione insegna che in questo modo le Luci stanno consacrando lo spazio dei Liberi Muratori ai quattro elementi fondamentali della vita e della natura, proprio come facevano gli antichi architetti e gli antichi sacerdoti quando segnavano il perimetro di un nuovo tempio (o una nuova città) da edificare.

L’operazione, in termini meno aulici, serve comunque per delimitare un’area mentale e fisica nel tempo e nello spazio, per far convergere su di essa la concentrazione di tutti i presenti.

Infatti, il tempio massonico non è perennemente consacrato come quello religioso, in quanto la consacrazione viene effettuata dai fratelli ad ogni Tornata. Per cui, all’apertura, ognuno deve squadrare il Tempio in modo da nutrire, per la propria parte, le tre Luci, trasmettendovi la spiritualità, dote essenziale poi richiesta dal rituale di consacrazione del Tempio stesso.

La processione attorno al pavimento a scacchi ha lo scopo di “radunare ciò che è sparso”, crea in pratica un vortice energetico verso il basso, che preserva magicamente quello spazio da ogni altra bufera proveniente dal mondo esterno. Quello deve essere un luogo di pace, una specie di “occhio del ciclone”, dove il vento e le forze della natura si acquietano, dove regna la pace, il silenzio, la calda Luce del Sole.

In realtà questo luogo segreto, noto solo ai figli della vedova, esotericamente parlando, rappresenta uno dei tre perimetri del Tempio massonico, detti “Triplice Cinta”: il primo è quello esoterico raffigurato dal Quadro di Loggia, il secondo è quello energetico formatosicon la quadratura del Tempio effettuata dai Fratelli, il terzo è quello fisico delimitato dalle mura del Tempio.

Alla fine della Tornata, sarà indispensabile riassorbire e liberare verso l’alto l’energia prodotta, pertanto la marcia sarà invertita, in senso antiorario, leggera, veloce, dispersiva dell’energia accumulata, onde consentire ad ognuno di portare con sé ed in sé l’essenza della Sapienza, della Bellezza e della Forza creata nel corso dei Lavori.

G.T.

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