Uccelli–Libertà–Massoneria

Uccelli – Libertà – Massoneria

“Nessun altro animale sa economizzare il suo tempo e godere la vita meglio dell’uccello. L’uccello non conosce noia: il giorno non è mai troppo lungo e la notte troppo breve per questo beniamino della Natura. La sua grandissima mobilità non gli permette di sciupare metà della sua vita dormendo o fantasticando; l’uccello vuole adoperare lietamente e festosamente il tempo che gli è concesso.”

                                                                                                                  (Alfred Edmund Brehm)

Il volo del gruppo di uccelli è l’immagine della Loggia che percorre il suo viaggio iniziatico.

Il primo fenicottero è colui che, tagliando l’aria e decidendo la direzione del volo, compie lo sforzo fisico ed intellettuale maggiore e simboleggia il Maestro Venerabile: un Fratello che si assume per un tempo limitato ed in maniera libera, per il bene della collettività  della quale è partecipe, la responsabilità  e lo sforzo maggiore.

Gli uccelli che migrano stanno a simboleggiare anche il nostro continuo movimento nella ricerca del progresso e del nuovo nella libertà  del cielo dove nessuna strada è tracciata, se non la direzione che il nostro istinto, e l’esperienza esoterica, delle innumerevoli generazioni che ci hanno preceduto, ci indicano.

La volata a cuneo rappresenta simbolicamente la squadra con la sua apertura rigida, che normalmente assume il gruppo durante i lunghi trasferimenti, ed il compasso con la sua apertura variabile nei momenti in cui si cambia la direzione o in quelli in cui il vento, troppo forte o debole, consiglia il cambiamento per ridurre lo sforzo o per sfruttarne la portanza.

L’ Uomo associa al volo degli uccelli il senso di libertà, ed è questo che io provo quando fotografo queste meravigliose creature.

La libertà nel volo degli uccelli significa partire dal presupposto che libertà significhi assenza di resistenza, per l’ uomo libertà è fare quello che si vuole, andare dove si vuole, non avere costrizioni e il volo degli uccelli ne rappresenta perfettamente la metafora;  quindi occorre muovere da questo dato di fatto, che ci appare sotto gli occhi e cioè che se gli uccelli rappresentano il massimo della libertà, questa deve essere intesa fin da principio come assenza di resistenza e se questa è la base di partenza è normale che questa venga poi proiettata all’esterno verso forme che incarnano innanzi ai nostri occhi l’ assenza di costrizioni. Ovviamente l’ uccello non è più libero di una qualsiasi altra creatura, di una formica, come di un pesce o di un fiore, la libertà che rappresenta l’uccello ai nostri occhi è la proiezione del nostro concetto di libertà intesa come assenza di vincoli, anche perché la libertà più che essere un fattore fisico è un fattore mentale.

Dice una canzone di Guccini:

Fossi un uccello
alto nel cielo
potrei volare senza aver padroni.

Ma sono un uomo
uno fra milioni
e come gli altri ho il peso della vita
e la mia strada
lungo le stagioni
può essere breve, ma può essere infinita;
la tua libertà
cercala, che si è smarrita.

Grazie Fratelli per avermi consentito di mostrarvi queste foto e per avere condiviso con me il senso di libertà e di pura gioia che questi uccelli sanno trasmettere.                                                                                                                 Anso Pecorini

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