PER SORRIDERE UN PO’ …



Regno delle due Sicilie
Canzone … semiseria

Ahi servo Sud, dell’Italia orpello,
già Regno di Sicilie in gran tempesta,
le tue regioni fanno un gran bordello,
con lo federalismo in sulla testa!

Quell’anima gentil di Federico
te fece magna con li suoi castelli,
ma, al fresco stesa sotto a un verde fico,
ti pascoli di pecore e di agnelli.

E como, pien d’arsura, lo terreno
risugge l’acqua per ristorazione,
così lo cittadino aspetta il fieno
c’arriva da lassù, dalla nazione.

Lo desiderio poi di un terremoto,
che porti l’euri a li poveri cristi,
cor tempo l’aiutare resta voto
e spera in San Gennaro che l’assisti.

Lo Regno de le due Sicilie è morto,
ma c’è chi aspetta la resurrezione,
como, se per miracolo, risorto,
devien de ratto ricco ogni garzone.

Lo sai, sudista, che la terra è bassa
e che li pomodori van raccolti ?
Ma, se aspettiamo, poi lo tempo passa
sanza che niun li colga e che rivolti

la terra per piantare fave e ceci;
si manca all’orecchiette rossa salsa,
ci tocca metter schiavi a far le veci,
como succede in certa terra balsa.

Qualcuno c’è lassù con lo spadone:
è il bel Matteo, con l’Umberto appresso,
che, da Pontida, urla col vocione:
“io dai terrun non mi fo’ fare fesso” !

I torti veri non li ha tutti certo,
ma noi dobbiamo tosto dimostrare,
sanza lo deretano allo scoperto,
che non ci manca voglia a lavorare.

Le origini diverse al sud Italia
ci fa bastardi da generazioni,
ma la cultura che ci tenne a balia
ci ha fatto omini e donne coi co…ni !!!

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