Orazione in occasione di due iniziazioni

Orazione in occasione di due iniziazioni

 

(Alberto Guarguaglini)

Rispettabilissimo Maestro Venerabile,

Rispettabili Maestri,

Carissimi Fratelli,

prima di iniziare l’orazione di saluto ai Neofiti Pieri e Bottoni, mi sia consentito, a nome del Maestro Venerabile e mio personale, di pronunciare un ringraziamento a coloro che questa sera sono  qui convenuti in comunione di intenti e fraterno sentimento rendendo più Architettonico il nostro lavoro.

La Rispettabile Loggia Niccola Guerrazzi all’Oriente di Follonica non ha dietro di sé un’antica storia.

Anzi, essa deve ancora compiere il suo decimo anno di vita. Ma ciò che più ci conforta e ci sostiene è la ferma volontà dei Fratelli che vi fanno parte, per renderla continuatrice della più antica tradizione iniziatica della UNIVERSALE MASSONERIA.

E in questo senso a noi sembra di essere esistiti da sempre.

Rispettabilissimo Maestro Venerabile, con il Vostro consenso mi rivolgerò direttamente ai Neofiti Pieri e Bottoni che per volontà Vostra e di tutta la Loggia hanno ricevuto questa sera, e per sempre, la LUCE MASSONICA. Voi Fratello PIERI e Fratello BOTTONI sarete da ora in avanti degli INIZIATI.

Questa affermazione potrebbe sembrare scontata e semplicistica, ma io vi posso assicurare che il Neofita, per la condizione psichica nella quale trovasi al momento della sua Iniziazione, riesce solo ad afferrare marginalmente l’essenza sostanziale dei momenti che egli vive nel viaggio iniziatico, che dal GABINETTO delle RIFLESSIONI porta all’accoglimento della LUCE MASSONICA.

Voi non dovete dimenticare, Neofiti Carissimi, che solo pochi minuti fa eravate dei profani.

Portate dentro di Voi ancora quanto di peggiore possa esserci nella società volgare e profana ma non per colpa Vostra, altrimenti non sareste stati prescelti ed iniziati alla scuola della MASSONERIA.

Il grande Iniziato DANTE descrisse la società profana nella quale egli viveva, come una comunità caratterizzata da viltà, frode, da incontinenza e da matta bestialità oltre che da profana ignoranza. Noi siamo perfettamente convinti, così come lo fu Dante, che questa definizione sia ancora attuale e purtroppo piena di verità.

Egli a circa metà strada della sua vita sentì il bisogno irresistibile di evadere, di fuggire da quei vincoli immorali che lo ottenebravano e che al solo ricordo gli riempivano l’animo di paura. Così come Dante, noi prima e voi dopo, abbiamo avuto tutti la magica intuizione che la via della salvezza morale e spirituale poteva essere scoperta e raggiunta solo attraverso la lunga e difficile ascesa INIZIATICA.

Forse tuttora Voi non ricordate come giungere alla porta del Tempio. Ma noi ci facciamo obbligo di dirvi che esso rappresenta il limite di demarcazione invalicabile, per le scorie e i vizi insaziabili, entro i quali vive “La Selva Oscura” cioè la società profana. Tutto qui dentro deve essere SERIETÀ, SENNO, BENEFIZIO E GIUBILO.

E quando ognuno di noi entrando nel Tempio guarda diritto l’Oriente illuminato dai raggi del sole, sentiamo rinascere la speranza. E così come il naufrago volge a guardare l’acqua turbinosa che voleva inghiottirlo, così il Massone volge dietro di sé a rimirare il Volgo dal quale esso proviene, con rinnovato impegno morale verso di lui. E’ forse questo il primo sentimento che ci colloca al di sopra dell’uomo comune. Poiché mentre l’Umanità spesso ci deride e ci disprezza, noi continuiamo a lavorare per essa forgiando nelle nostre Officine con profondo convincimento l’IDEA DELL’UOMO UNIVERSALE.

Per noi dunque l’Uomo Universale è colui che muovendo dalla cultura exoterica, cioè a portata di tutti, ne individua i limiti e le inadeguatezze spesso imposte da questo o da quel dogma, e muovendo da ciò corre alla ricerca di qualcosa che pur ci deve essere e individuata la porta del TEMPIO bussa con la forza della disperazione, in cerca di quella cultura ESOTERICA, di quella LUCE INIZIATICA, di quelle tecniche, di questi strumenti operativi, di quei RITUALI senza i quali  non sarebbe possibile, per nessuno, proseguire verso la via del perfezionamento interiore, e la verità sarebbe perduta per sempre. Esso continua tenacemente con fermezza di carattere e nobiltà d’animo, il suo viaggio iniziatico  verso il 2° e il 3° Grado.

Di più non mi è dato di sapere, nè di dire.

Da ciò va dedotto che la differenza che corre fra la dottrina Esoterica della tradizione primordiale, che si trasmette iniziaticamente attraverso la moderna Massoneria, non ha niente a che fare con la dottrina Esoterica della religione in generale atta solo ad appagare la corta capacità dei piccoli. Voi Fratelli Neofiti, con la LUCE iniziatica ricevuta questa sera avete aperta davanti a voi la strada del sapere poiché, come disse il poeta, fate parte di “color che sanno e il Volgo ignora”.

L’iniziazione all’ARTE REALE, sintesi di tutte le scuole iniziatiche del passato, non deve confondersi con le filosofie campate in aria né con le assurdità mistiche.

L’iniziazione alla moderna scuola della Massoneria auspica a far sì che la bestia intelligente umana si sviluppi piano piano fino alla purezza dei suoi poteri, sovrana dei suoi destini, padrona delle forze latenti e note che la natura le ha dato.

Ma quanti avranno la forza di arrivare a noi ed oltre noi? A questa domanda dobbiamo rispondere che per noi non esiste un problema di quantità.

Noi ottemperiamo al dovere solenne e naturale della prolificazione secondo l’insegnamento che allegoricamente è raffigurato dalla presenza delle Melagrane su di una delle Colonne del Tempio. Uno sviluppo ordinato e razionale di per sé atto a garantire sì  la continuità della scuola iniziatica moderna, ma anche uno sviluppo quantitativo tale da non alterare la forma del frutto nel suo insieme.

La Melagrana ci ammonisce e c’insegna che la scorza esterna protegge quasi la totalità dei membri o chicchi che la compongono e contemporaneamente tutti li nutre. Essa però ne espone ai fattori esterni solo una parte, probabilmente coloro che per predisposizione naturale si sono avvicinati di più alla fonte energetica di LUCE e di calore e noi vogliamo aggiungere di SAPIENZA. Quasi per farci capire che la maturità è graduale e qualche volta anche irraggiungibile. La Melagrana, Carissimi Fratelli, è un preciso punto di riferimento che la natura offre a coloro che la sanno bene interpretare.

Essa irrora la linfa vitale alle unità che compongono in misura egualitaria e vicendevolmente li cela. Essa ci consente d’intuire un concetto di libertà a noi tanto caro poiché la natura del frutto che equamente tutti nutre e protegge, consente loro altresì di crescere e maturarsi liberamente per proprio conto.

Così Carissimi Fratelli è la Massoneria. L’Iniziazione alla nostra Istituzione è da considerarsi una tecnica più o meno complessa che pone l’uomo in condizione di prendere coscienza (parziale o totale dipende da voi) di questo suo stato di privilegio. L’auto-creazione di una mente equilibrata e di una volontà che comandi i sensi senza restrizione è la più difficile delle prove e delle iniziazioni. Questa rappresenta appunto la Catarsi, cioè il lavoro che l’Apprendista deve compiere su se stesso. Senza la realizzazione del quale voi non potrete aspirare al Grado superiore.

Carissimi Neofiti, prima di terminare ho il dovere di dirvi che il vostro lavoro iniziatico è cominciato nel momento in cui assistiti dal Maestro esperto, avete simbolicamente scalfito per la prima volta la “PIETRA GREZZA” che allegoricamente rappresenta il vostro stato interiore attuale. Il passaggio dalla Pietra Grezza alla PIETRA CUBICA, detta anche PERFETTA, rappresenta la via verso la costruzione del proprio TEMPIO INTERIORE che il MASSONE deve compiere il più possibile. Devo avvertirvi inoltre che gli Apprendisti durante i lavori nel Tempio non hanno diritto alla parola, a meno che il Rispettabilissimo Maestro Venerabile ne faccia esplicita richiesta.

Ciò non deve essere interpretato né come un fatto repressivo né come una concezione antidemocratica dell’Istituzione alla quale siete pervenuti.

A tale proposito desidero citare brevemente l’opinione di un certo  VICO DI VARO.

“……Io so, per esperienza personale, che non è facile riuscire a tacere nei momenti d’impeto passionale perché non è facile dominare se stessi. Ma questo è il lavoro Catartico al quale prima abbiamo accennato. E se nel silenzio meditativo sarete animati dal desiderio ardente di conoscere, saprete spingervi verso i sentieri spinosi che alla Pietra Cubica conducono.

Se riuscirete a sostituire la pigrizia con la solerzia, l’apatia e l’ozio con la perseveranza, e la volontà vi sarà compagna di viaggio in uno studio senza pregiudizi, voi perverrete da soli al segreto di queste allegorie, di questi enigmi, di questi strumenti operativi, di questi simboli e tutto ciò che questa sera avete visto per la prima volta cesserà di essere per voi un MISTERO”.

Questo è il saluto di benvenuto e di buon lavoro che io vi reco a nome del Rispettabilissimo Maestro Venerabile. Vogliate sempre confortarlo del vostro prezioso aiuto nell’esecuzione del suo Architettonico lavoro.

Sappiate obbedire alla sua sapienza, sappiate compiere il vostro dovere nella rigida osservanza delle Leggi che Governano l’Ordine, sappiate vivere sempre e dovunque  AT GT DT GT AT DT UT

Or T di FOLLONICA   28/09/1974   E T  V T

 

 

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