LA FILOSOFIA MISTICA

La filosofia mistica insegna che il doppio significato di vita umana o terrestre e di vita spirituale o eterna contenuto nel numero 7 era espresso nella seguente figura geometrica: vale a dire in un triangolo sovrapposto ad un quadrato. Ciò per i Mistici compendiava il simbolo dell’uomo settenario.

I numeri 3 e 4 (di cui si compone il 7) sono rispettivamente maschio e femmina: spirito e materia. La loro unione è l’emblema della Vita eterna: nello Spirito, sul suo arco ascendente; nella Materia, come elemento che rinasce perpetuamente per procreazione e riproduzione.

Il 3 (dopo l’Uno) è il primo numero dispari, come il triangolo è la prima figura geometrica. In geometria una linea non può rappresentare una figura perfetta. Il triangolo è la prima figura perfetta.

Il 3 è quindi il primo numero misterioso.

Il 4, invece, forma il quadrato, ed è il primo numero che forma il solido.

Ambedue costituiscono la piramide, che poggia su una base quadrangolare e termina all’apice in un punto unico, rappresentando così il triangolo e il quadrato, il 3 e il 4, cioè il 7.

Tutto questo rientra nella dottrina dei Pitagorici.

Ma il 3 è spirituale e invisibile; il 4 è materiale e obiettivo.

Per questa ragione tutta la Materia dell’Universo, analizzata a fondo dalla scienza, si riduce a soli quattro elementi – Carbonio, Ossigeno, Azoto, Idrogeno – mentre i primi tre, pur essendo collegati intimamente ai quattro, pur costituendo la loro “Forza” e il loro “Spirito “, sono invisibili e da noi immaginati soltanto attraverso speculazioni filosofiche.

È necessario che gli studiosi comincino a credere a queste Cause Primarie e a studiarle, prima di poter sperare di comprendere la natura degli effetti e familiarizzarsi con le loro potenzialità.

Credere all’esistenza dei poteri della Natura, non è affatto politeismo, ma una necessità filosofica. Come tutti gli altri pianeti del nostro sistema, la Terra ha sette Logoï, cioè sette “raggi ” emananti dall’Unico Raggio. Questo “Protogono” o ” Logos Manifestato” è appunto l’Ente che, per riflesso della sua immagine, fa vivere l’Universo e tutte le creature che esso comprende.

È però notevole che mentre gli scienziati occidentali si sono sempre basati sul quattro, cioè sui soli elementi che costituiscono la parte materiale dell’Universo, gli Orientali ed i loro discepoli, i grandi alchimisti del mondo intero, hanno posto a base dei loro studi, l’intero settenario.

Dicono infatti gli alchimisti: “Allorché il 3 e il 4 si uniscono fra loro, il quadrato congiunge la sua natura media con quella del triangolo e diventa un cubo”. Ed è allora soltanto che questo (il cubo sviluppato) diviene il veicolo e il numero sacro della Vita: il 7.

Nella Cabala, al pari che presso i Pitagorici, la Trinità era considerata come il numero più perfetto, poiché emanato dall’Uno, cioè dalla prima Unità manifestata, o piuttosto dal “Tre in Uno”.

Quest’ultimo è stato sempre impersonale, senza sesso e incomprensibile, sorpassando tutte le possibilità di percezione umana.

Il numero 4, a sua volta, diventa per gli Ermetisti il simbolo della verità solo quando si amplifica in un cubo, il quale, allorché è sviluppato, dà il 7 e simbolizza l’elemento maschio femmina, cioè l’elemento vitale.

La filosofia mistica insegna, inoltre, che il 4 è il simbolo dell’Universo nel suo stato potenziale (o della materia caotica) che ha bisogno dello Spirito (i13) per penetrarla attivamente. Vale a dire che il Triangolo primordiale astratto deve abbandonare la sua qualità uni-dimensionale ed espandersi attraverso la Materia, formando così una base positiva sullo spazio a tre dimensioni, affinché l’Universo si manifesti in maniera intelligibile.

Ciò avviene appunto con lo sviluppo del cubo.

Di qui deriva anche la croce ansata, come simbolo dell’uomo, della generazione e della vita.

In Egitto ank significava “anima”, “vita” e “sangue”. Ed ecco, perciò, l’Uomo vivente, animato: l’Uomo Settenario.

Il numero 4 era anche chiamato dai Pitagorici il guardiano delle chiavi della Natura; ma, unito al 3 (4+3=7), diventava il numero più perfetto e più armonico dell’Universo. Possedendo la Trinità spirituale delle potenze cosmiche primordiali e la base quaternaria di tutta la materia., esso non era altro che la stessa Natura.

Il fenomeno settenario si identifica quindi al fenomeno naturale.

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