LA CONQUISTA

LA CONQUISTA

Maestro Venerabile, Fratelli carissimi,

“La realizzazione di un’impresa è il risultato del perfetto sincronismo psicofisico,

intellettuale e spirituale dell’uomo”.

Sono parole del noto alpinista altoatesino Messner.

Queste parole hanno stimolato la mia curiosità è mi hanno spinto a profonda

riflessione per l’alto valore umano e spirituale che evidenziano, poiché è innegabile che per raggiungere una meta l’azione è sostenuta da tutte le facoltà proprie dell’uomo che coinvolge.

Lo stato fisico rispecchia la corrispondenza degli effetti che la preparazione, a

livello materiale, deve evidenziare nella aderenza alle necessità che il superamento delle difficoltà presenta nell’attuazione stessa. È il primo atto di verifica sul quale è necessario porre la propria attenzione al fine di compiere un atto di onesta valutazione, non solo Verso sé stessi, ma anche verso i compagni d’impresa. Affrontare qualsivoglia difficoltà senza che l’organismo sia opportunamente predisposto denota ed evidenzia superficialità, leggerezza, ma soprattutto mancanza di responsabilità.

Lo stato psichico rispecchia la corrispondenza del carattere dell’uomo nell’essere

pronto al superamento delle difficoltà quando è resa preminente la serenità decisionale, la prontezza della esecuzione, la concentrazione e l’astrazione da ogni possibile emotività,

Lo stato intellettuale concorre alla realizzazione quando esplicita la conoscenza

del fatto sotto tutte le angolazioni possibili che necessitano di particolari ed approfonditi esami.

Lo stato spirituale sta nel rapporto che scaturisce dall’agire e dal realizzare. Se ne

ottiene la massima espressione quando è possibile che tutta l’azione soddisfi, nel suo compiersi, le aspettative, senza che gli eventuali insuccessi, i ritardi, normali o

straordinari, possano incrinare la credibilità del fine, dello scopo.

Sono questi stati, questi aspetti, quattro tempi della realizzazione; sono le tappe

obbligatorie attraverso e per mezzo delle quali sarà possibile raggiungere la conoscenza. Esse devono divenire bagaglio dell’uomo e devono essere sempre verificate e comprese.

Nel Tempio universale imperano Sapienza, Forza e Bellezza, ma quando nel

tempio dell’uomo albergano l’ignoranza, la debolezza ed è carente la bellezza, non potrà mai splendere il sole, esservi armonia; profonda regnerà la notte dello spirito. Quel tempio sarà la plaga desolata che preclude ogni possibilità di progresso morale, spirituale e, perché no, materiale.

Credo che nel mio dire appaia la rispondenza tra gli status su esposti ed il mondo

iniziatico cui apparteniamo; essi corrispondono infatti ai molteplici mezzi ai quali il

Fratello può attingere e dei quali deve, in modo categorico, prendere coscienza e

conoscenza.

La Forza, la Bellezza e Ja Sapienza, la condizione dell’essere nella Istituzione

(Apprendista, Compagno, Maestro) calzano perfettamente con la massima espressa dal noto alpinista, non solo perché la similitudine dell’ascesa è analoga al tragitto iniziatico, ma anche e soprattutto perché sono le condizioni sine qua non per la realizzazione.

La Forza è la prima conquista dell’Apprendista! A questi l’Istituzione chiede una

vera e propria violenza al proprio carattere; egli infatti viene trapiantato, ipso facto, da una metodologia profana in una situazione iniziatica nella quale l’abitus vivendi è

diametralmente opposto. Ogni considerazione di sé stesso viene qui annullata, cancellata e, nel considerare finito quel particolare ego, necessita prendere atto della difficoltà del  divenire, della solitudine nella quale crediamo di essere confinati, della difficoltà apparente del rapporto umano. Tace poiché gli è imposto, ma deve apprenderne il profondo significato, tace perché deve ascoltare e nel silenzio concepire il valore iniziatico del cervello, dell’intelletto, dello spirito.

Non è forse questa violenza alla personalità acquisita? Occorre forza perché non

venga rigettata, ma verificata, convalidata, ampliata; occorre quindi quella possanza che nel tempo permetterà una veritiera rinascita. Il primo tratto dell’ardua parete è superato!

L’essere sarà pervaso da rinnovato ardore e le future scabrosità appariranno più lievi. Ecco il pericolo!!!

Subentra la bellezza dell’agire mentre la forza acquisita tende a far sottovalutare

la scabrosità del percorso. È possibile ormai dare sfogo al bisogno di comunicare, di farsi sentire, di conoscere, di palesare sé stessi, tutto. Il contatto col mondo profano ed iniziatico, sempre più stretto, sempre più collimante con le mete proposte, dona al singolo più vaste cognizioni, più veritieri rapporti che appariranno ovvi e più che

naturali. Il mondo degli altri è sempre più intimamente allineato con il nostro, mentre … la vetta appare sempre più vicina. È il momento nel quale gli stati psico fisico ed intellettuale pulsano al sincronismo.

Manca ancora nell’uomo la conoscenza del potere dello spirito, Egli è lassù, sulla

cima incontaminata e splendente di luce. L’ascesa continua, sempre più cauta, sempre più cosciente, sempre più vibrante, mentre la Forza, la Bellezza e la Sapienza si arricchiscono di quella saggezza che 1l tempo elargisce a piene mani.

La conquista è ormai sicura, l’ultimo sforzo si compie con gioiosa fatica. Gli

ottomila sono vinti, il K2 è conquistato.

Fisso lo sguardo a rimirar lo sconfinato orizzonte, colmo il cuor di prorompente

gioia, vivo e partecipe lo spirito … altre cime nevose attendono il coraggio dell’uomo, la sua costanza, la sua decisione, la sua volontà.

Adesso è possibile, il sincronismo fra materia, intelletto e spirito è un fatto

compiuto, Cammina sicuro, Fratello; costruisci il tuo Tempio, cementerai un giorno

la pietra più bella.

TAVOLA DEL FR.’. A.  C.

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