I “POTERI” DELLE PIRAMIDI

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I “poteri” delle piramidi

Una verifica sperimentale delle piu’ diffuse credenze relative ai misteri della “piramidologia”

di Sergio Facchini

Come conseguenza della enorme diffusione di informazioni pseudoscientifiche di stampo New Age sono oggi molte le persone convinte che all’interno delle piramidi, dai grandi monumenti di Giza ai modellini da tavolo disponibili in commercio, avvengano fenomeni misteriosi in quanto le stesse funzionerebbero come “condensatori energetici”.

Probabilmente questa ipotesi nacque negli anni trenta quando Antoine Bovis, dopo aver visitato la Grande Piramide, ricostruì la stessa in scala ridotta e vi praticò esperimenti di mummificazione su animali morti. Successivamente Karel Drbal iniziò a costruire modellini di piramidi e dichiarò che questi, oltre a mummificare i corpi e conservare i cibi, affilavano anche le lamette dei rasoi; riuscì anche a brevettare il suo modello, che è venduto ancora oggi in tutto il mondo3. Le piramidi sarebbero anche in grado far crescere meglio i vegetali, migliorare l’attività mentale e curare lo stress e diverse patologie. Tuttavia altri ricercatori non sono stati in grado di ripetere le esperienze di Bovis o Drbal ma i sostenitori dei poteri delle piramidi, pur ammettendo queste incoerenze, non ne sembrano preoccupati. Nel periodo 1970-1990 Rodriguez Alvizo Luis Alberto e il suo gruppo condussero una serie di esperimenti e conclusero che non erano le piramidi come tali a produrre gli effetti ma la forma geometrica delle stesse, per cui un semplice telaio con le misure appropriate poteva funzionare come il modello completo.

Secondo questa visione delle cose le energie della terra e quelle cosmiche, distinte in una forza centrifuga calda e dinamica e in una forza centripeta fredda e ricettiva, possono circolare e moltiplicarsi all’interno della piramide, a patto che i rapporti geometrici siano gli stessi della Grande Piramide di Giza e un lato sia rivolto verso il nord magnetico.

Come si può chiaramente notare termini come forza ed energia, che hanno un preciso significato fisico, vengono completamente snaturati, lasciando soltanto parole a effetto che tentano di generare nel lettore la sensazione di un fondamento scientifico relativamente a questa disciplina, spesso definita dai suoi sostenitori una nuova scienza.

Una cosa che lascia perplessi è la facilità con cui i testi sull’argomento si trovino in contraddizione, ad esempio la disidratazione delle sostanze vegetali in piramide verrebbe accelerata secondo Laura Tuan2 mentre verrebbe fortemente rallentata secondo Rodriguez Alvizo1. La ricerca del nord magnetico viene effettuata con la bussola ma secondo alcuni questa indicherebbe il nord geografico e non quello magnetico!

A parte alcuni grossolani errori è possibile ricavare da questi autori, a differenza di altri o di tanto materiale propagandistico che circola su Internet, alcune informazioni utili per poter condurre prove relativamente a questi presunti fenomeni.

Si è quindi deciso di avviare una sperimentazione utilizzando due diverse piramidi, la prima di metallo placcata in oro con lato della base di 13 centimetri, acquistata in un negozio specializzato in questo genere di articoli, mentre la seconda è stata realizzata in cartone omogeneo con lato della base di 45 centimetri, e sono state scrupolosamente rispettate le proporzioni della Grande Piramide.

Per quanto riguarda il materiale per la realizzazione dei modelli è consigliato da alcuni l’uso di sostanze omogenee come legno, vetro, cartone non ondulato, tessuto e plastica mentre da altri sono indicati vari metalli ed escluso l’impiego di plastica, legno e isolanti in genere; per questo motivo si è deciso di procedere con due piramidi, una metallica e l’altra di materiale isolante.

Le raccomandazioni per l’uso sono le seguenti: l’attrezzatura deve essere posta lontano da televisori, computer e oggetti metallici che ne perturberebbero il campo magnetico, protetta da correnti d’aria, con una faccia rivolta a nord, inoltre le sostanze collocate in piramide devono essere poste a un terzo dell’altezza (in corrispondenza della Camera del Re, dove “l’energia positiva” sarebbe massima) e per i contenitori che si utilizzano all’interno si devono escludere quelli metallici mentre va bene il vetro o il cartone.

La piramide in metallo utilizzata disponeva anche di un “concentratore di energia”, talvolta indicato come “acceleratore”, cioè un disco in lega speciale da porre sotto al campione in sperimentazione per attirare le “onde magnetiche piramidali” e potenziarne gli effetti.

Le prove effettuate e i risultati ottenuti sono di seguito descritti.

Conservazione del latte

Il latte conservato in piramide si manterrebbe fresco più a lungo, anche per diversi giorni, mentre un campione di controllo esterno inizia rapidamente a fermentare e quando questo si è ormai alterato quello trattato in piramide è ancora perfettamente bevibile. Si è quindi semplicemente controllato nel tempo il valore del pH di un latte fresco parzialmente scremato versato in tre piccoli contenitori in vetro, con l’aggiunta di 0,3% di latte precedentemente fermentato per avere un inoculo batterico omogeneo per tutti i campioni esaminati.

Un primo recipiente è stato posto sotto alla piramide più piccola in metallo, da ora indicata semplicemente con PP, un secondo in quella grande in cartone, da ora indicata PG, mentre un terzo campione rappresentava il controllo esterno, chiamato da ora C. Ci si è preoccupati di controllare attentamente l’orientamento dei modelli e la disposizione del contenitore, con la sua parte mediana ad un terzo dell’altezza della piramide. Il pH iniziale era 6,78 per tutti i campioni e la temperatura è sempre stata 27°C; dopo 6 ore si aveva un pH di 6,65-6,64-6,65 (rispettivamente riferiti a C-PP-PG), a 10 ore 6,58-6,55-6,56; a 24 ore 5,13-5,10-5,11; a 31 ore 4,76-4,75-4,75; a 48 ore 4,46-4,48-4,47.

Le prove sono state ripetute, questa volta con latte a lunga conservazione parzialmente scremato e senza inoculo; a parte il tempo più lungo per iniziare il processo fermentativo, dovuto alla bassa carica batterica iniziale che derivava solo in questo caso dal contatto con i recipienti e con l’aria, i risultati hanno fornito la stessa risposta e cioè l’assenza di qualunque differenza tra il comportamento del latte nelle piramidi e il controllo esterno.

Disidratazione della carne

La carne, in fette sottili, dovrebbe disidratarsi molto più velocemente se posta in piramide su di un vassoio di vetro o cartone con il lato lungo orientato secondo l’asse nord-sud. Si è quindi proceduto ponendo su tre supporti di vetro rettangolari delle fettine di carne suina tagliata con uno spessore di circa mezzo centimetro e controllando ogni giorno la perdita di peso del prodotto mediante bilancia analitica e curando attentamente l’allineamento nord-sud per i supporti e le piramidi. I risultati indicano dopo un giorno una perdita di peso del 60,4% per C, 63,1% per PP e 62% per PG mentre dopo due giorni si ha 67,2% per C, 66,8% per PP e 66,9% per PG ed infine il terzo giorno si ha il 68% per C, il 67,2% per PP e 67,3% per PG.

La prova è stata ripetuta confermando quanto già visto e cioè solo piccole variazioni dovute alla difficoltà di avere campioni perfettamente omogenei.

Affilatura delle lamette

Collocando per qualche settimana le lamette usate in piramide con il lato più lungo orientato lungo l’asse nord-sud, l’energia emessa dalla costruzione agirebbe riparando le alterazioni e le deformazioni del bordo2. La prova è stata effettuata per dieci settimane con una lametta le cui alterazioni del bordo sono state inizialmente osservate con microscopio stereoscopico e accuratamente evidenziate; i controlli successivi, fino alla decima settimana, indicano l’assenza di ogni variazione, anche minima, nelle alterazioni dei suoi bordi.

Germinazione dei semi

Tutti i semi in piramide germinerebbero più in fretta ed inoltre la sospensione sopra alle colture più delicate di piccole piramidi le salverebbe dai parassiti e favorirebbe la loro crescita. Si è quindi proceduto con una semplice prova di germinazione in piastre Petri utilizzando cento semi di lattuga per ogni piastra e ripetendo il tutto quattro volte. La percentuale di semi germinati (valori medi) dopo un giorno era 40,5% per C, 39% per PP e 40% per PG, dopo due giorni 63% per C, 60,8% per PP e 64 % per PG, dopo tre giorni 73% per C, 69,5% per PP e 71,8% per PG, dopo quattro giorni 77% per C, 75% per PP e 75% per PG.

Come è possibile osservare, a parte piccole oscillazioni statistiche, non si ha evidenza di fenomeni di alcun tipo. Inoltre il dipartimento di orticoltura dell’Università di Guelph in Canada ha dimostrato che le piramidi non hanno alcun effetto sulla crescita delle piante.

Purificazione dell’acqua

La forma piramidale, influenzando la struttura molecolare dell’acqua, impedisce la putrefazione dell’acqua inquinata. Si è quindi proceduto preparando una soluzione con 100 milligrammi di glucosio per litro, oltre a sali minerali secondo i rapporti previsti per l’analisi del B.O.D. (Domanda Biochimica di Ossigeno, un’analisi che si effettua per valutare il consumo di ossigeno delle acque inquinate), riempiendo successivamente tre piccole beute in vetro ed aggiungendo una certa quantità di blu di metilene, sostanza che si decolora quando l’ambiente da ossidante diventa riducente, indicando visivamente l’inizio dei processi putrefattivi. Per questa prova, chiamata test di stabilità relativa, si deve misurare il tempo necessario per la decolorazione del campione. I risultati hanno indicato un tempo di decolorazione di 18 ore sia per C che per PP e PG e quindi non si nota nessuna differenza nel comportamento dell’acqua nei tre casi considerati.

Conclusioni

Benché questa sperimentazione sia stata effettuata con mezzi molto semplici e con un limitato numero di prove, l’assenza totale di ogni genere di fenomeni è fin troppo evidente. Invece, secondo gli autori precedentemente citati, questi esperimenti fornirebbero un esito sempre positivo, con centinaia e centinaia di prove dettagliatamente documentate; tuttavia lo stesso Rodriguez Alvizo scrive a pag. 196: “Questa è una certezza ormai assodata anche se non è stata finora ufficialmente espressa la documentazione degli esiti positivi né vi e stata una rilevazione sistematica e scientifica degli stessi”. Sembrerebbe dunque che questi fenomeni avvengano solo nelle mani dei loro sostenitori e che non ci sia nulla da fare per tutti gli altri che tentano di riprodurli.

In conclusione si può sottolineare in generale l’importanza che possono assumere le ricerche per verificare le affermazioni derivanti dalle pseudoscienze, pur trattandosi di esperimenti dall’esito tutt’altro che imprevedibile, rispondendo così con argomenti concreti a quelli che considerano gli scettici come persone chiuse di mente che non si convincono neppure davanti all’evidenza dei fatti.

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