INIZIAZIONE DEI PROFANI GP.F. E P.PO

Iniziazione  dei profani GP. F.  e P. Po.

(E.  R.)

Rispet.mo   M.’.  V.’.      

Carissimi Fratelli,

Carissimi neofiti,

     Terminata la cerimonia di iniziazione, con il M.’.V.’. che vi ha conferito solennemente  la qualifica di Massoni costituendovi e creandovi liberi muratori, spenti gli echi di un rito  che contiene una forte carica esoterica e spirituale, nell’accingermi  a  darvi i benvenuto  nell’Istituzione a nome di tutta la Loggia, vorrei sottoporre alla vostra attenzione e alla vostra meditazione alcune riflessioni su quale significato dare alla vostra appartenenza a questo Ordine, nel quale siete entrati per libera scelta, e che cosa implica nell’era che stiamo vivendo l’essere iniziato alla Massoneria.

      Tale argomento si presta ad essere trattato in vari modi, a seconda dell’angolazione scelta per analizzarlo, in funzione delle esperienze che ciascuno di noi matura nel corso della propria esistenza e sulla base delle aspettative sulla qualità della vita che ogni individuo proietta nel suo futuro.

      Il primo approccio non può comunque prescindere dalle definizioni che la Costituzione ed il Regolamento dell’Ordine danno in materia, in quanto rappresentano la base di ogni ragionamento.

      La Massoneria, sta scritto “segue il simbolismo nell’insegnamento e l’esoterismo nell’Arte Reale”…. Essa mette quindi a disposizione dei suoi adepti  una metodologia di analisi introspettiva basata  sui simboli, attraverso la quale  è possibile approfondire la conoscenza di noi stessi  realizzando un continuo, progressivo miglioramento interiore.

      Lo studio dei simboli, dei quali il Tempio è una ricca fonte, l’approfondimento dei loro contenuti e dei significati più reconditi, a volte celati dietro una semplicità di immagine ingannevole, permette di raggiungere quella elevazione spirituale e morale che è uno dei doveri primari del libero muratore.

      Tutto questo avviene in modo esoterico, cioè riservato, intimo, all’interno del Tempio,   questo spazio volutamente  indefinito e privo di confini, reso sacro attraverso i gesti simbolici che si snodano nel rituale allorché rendiamo visibili le tre grandi luci (la Bibbia, la Squadra, il  Compasso).

      E’ questo l’unico luogo nel quale si fa  massoneria, attraverso la meditazione individuale, attraverso l’approfondimento dei temi iniziatici, attraverso la catena fraterna che ci unisce durante i nostri lavori;  solo in  tal modo ciascuno di noi, purificato e rigenerato dopo ogni tornata, può rientrare nel mondo profano con la carica morale necessaria  per realizzare un altro obiettivo fondamentale di un libero muratore: essere un operatore di bene per tutta l’Umanità.

      Infatti si legge nella Costituzione che “la Massoneria è un ordine iniziatico universale di carattere tradizionale  e simbolico. Essa intende alla elevazione morale, intellettuale, spirituale dell’Uomo e della Umana famiglia”….

      Tale definizione è importante in quanto caratterizza in modo univoco e inconfondibile la nostra Istituzione, perché molte sono le associazioni profane che si prefiggono il miglioramento  o materiale o spirituale  o morale o intellettuale dell’uomo e dell’umanità, ma nessuna riesce a sintetizzare in se stessa tutti questi concetti, privilegiando ora l’uno ora l’altro, senza un disegno armonico e globale  che li comprenda tutti, disegno che viceversa in modo così mirabile è delineato ed annunciato nei principi basilari della Massoneria.

      Inoltre essa  è rimasta l’unico Ordine di grande rilievo culturale  e universale che abbia mantenuto la radice iniziatica, riallacciandosi ad una secolare tradizione che aveva esaltato i riti di iniziazione fino a farne una componente essenziale della vita spirituale di intere comunità.

       I valori che stanno alla base della Massoneria sono di portata tale da rappresentare ancora  oggi una punta di diamante  nella società civile e mantengono intatta la loro attualità; è vero che molti di tali valori sono  diventati, almeno nelle espressioni verbali anche  se non sempre nei fatti, patrimonio di tutto il genere umano, grazie all’opera illuminata di tanti iniziati, tanto che termini come tolleranza, libertà di pensiero e di religione, solidarietà, rispetto di ogni individuo al di sopra della sua razza o delle sue idee, ecc… sono universalmente accettati; ma la loro diffusione ha sempre trovato ostacoli spesso insuperabili, anche se recenti avvenimenti sembrano indicare  l’inizio di una svolta storica nel destino di molti popoli.

      Il mondo sta infatti vivendo in questi ultimi tempi  una stagione esaltante, in pieno e tumultuoso svolgimento, con una cadenza ed una velocità tali da lasciarci a volte sbigottiti; il filtro della storia sarà capace di fare chiarezza sulla portata dei grandiosi cambiamenti  in atto, dei quali noi possiamo a ragione considerarci degli osservatori privilegiati in quanto vediamo affermarsi una serie di valori che sono, da sempre, il nostro patrimonio ideale.

      E’ esplosa, con tutta la forza dei principi troppo a lungo repressi, una grande ventata di libertà che ha sconvolto i paesi dell’Est europeo e che sta  modificando il modo di pensare e di agire di alcune nazioni dell’Africa  e dell’America latina;  si assiste ovunque ad una riscoperta di ideali, che ha fatto affermare a più di un osservatore che il mondo sta vivendo una specie di neo-illuminismo, inteso come riaffermazione dei principi fondamentali dell’uomo, libero da prevaricazioni di ogni natura e restituito in pieno  alla sua dignità e al suo ruolo centrale del creato.

       E’ cronaca dei nostri giorni , con la grande eco suscitata nei mass-media, la lettera inviata dal Presidente della  Repubblica Francesco Cossiga  al Consiglio Superiore della Magistratura, nella quale egli respinge la logica che ha ispirato il CSM nel bocciare la promozione di un giudice bolognese, Angelo Vella, con la motivazione che egli appartiene alla Massoneria.

      Nella stessa lettera il Presidente Cossiga, con il peso e il prestigio della sua alta carica, difende la libertà di associazione per tutti i cittadini, giudici compresi, purché tale associazione,  come la Massoneria nel suo insieme, sia riconosciuta non in contrasto con le leggi della Stato, e riafferma la validità insopprimibile dei diritti  fondamentali degli uomini, primo fra tutti il principio di libertà.

      Egli scrive testualmente: “ la distruzione del sistema delle libertà e della cultura stessa della tolleranza, ha sempre avuto inizio da una lesione quantitativamente e qualitativamente anche minima ad una sola libertà o alla libertà di pochi;  quasi sempre a nome di un concetto ambiguo di libertà più forte, più vera, più giusta, più avanzata   ma sempre con una violazione del diritto vigente”.

      Questo modo di interpretare il diritto alla libertà (cui ritengo non sia estranea la visita che l’allora  Gran Maestro Armando Corona fece al Presidente Cossiga, durante il quale certamente il Gran Maestro sarà riuscito a farci conoscere meglio e a far apprezzare l’alto patrimonio di valori della Massoneria) e questo episodio sono importanti  per la nostra Istituzione, troppo spesso e ingiustamente sottoposta nel nostro Paese ad attacchi di ogni genere alla propria identità, al proprio diritto di esistere come libera associazione, rispettosa delle leggi dello stato, così come troppo spesso  e altrettanto ingiustamente sono stati sottoposti a vere violenze morali alcuni suoi iscritti di rilievo e di prestigio, che avevano solo il torto di essere Massoni convinti e dichiarati.

      Tutti questi avvenimenti non possono che rallegrarci, in quanto lasciano intravedere, pur con una mole di lavoro ancora notevole da compiere, un futuro nel quale  sia finalmente realizzato il nostro ideale della costruzione del tempio Universale, saldamente ancorato ai principi che con paziente  sforzo i nostri predecessori ci hanno tramandato  e che noi dobbiamo sempre tenere vivi nelle nostro Logge.

      Compito della Massoneria è quello di continuare a mantenere acceso il fuoco del suo meraviglioso progetto, di esaltare in ogni occasione  la bellezza e la validità dei suoi ideali, di formare uomini capaci di diffondere con il loro esempio tali ideali  e tali principi.

      Tutto questo va affermato  con forza ma senza trionfalismi, in quanto dobbiamo essere coscienti che  l’uomo è un essere imperfetto e come tale portato a sbagliare; anche noi, che lavoriamo nei nostri Templi, con costanza ed impegno, al nostro perfezionamento, siamo soggetti ad errori e a cali di tensione emotiva e spirituale. Avere coscienza di ciò ci consente di non esaltarci troppo nei momenti più belli della nostra vita massonica, di essere più preparati di fronte agli insuccessi e alle difficoltà, di avere più comprensione nei confronti dei Fratelli che possono avere momenti di sosta nel loro cammino iniziatico.

      Dobbiamo essere consapevoli che gli errori possono essere riparati, che colui che  ha ben compreso e assimilato i valori massonici possiede certamente la capacità e la forza interiore per ritrovare la giusta dose  di armonia e di serenità per eseguire la costruzione del proprio tempio interiore.

       Concludo queste mie riflessioni, carissimi neofiti, dandovi il più fraterno benvenuto nella nostra Istituzione, con l’augurio che il vostro lavoro di perfezionamento sia proficuo e ricco di risultati.   Quella di stasera  è soltanto la prima tappa di un lungo  cammino che potrà portarvi, se  voi lo vorrete con tutte le vostre forze, verso quello stato di grazia interiore che rappresenta la vera ricchezza di un Massone nel pieno della propria maturità.      Buon lavoro dunque,  carissimi Fratelli, e che d’ora in avanti ogni vostra azione, permeata dei principi massonici, sia una costante testimonianza di un modo diverso  e più elevato di concepire la vita dell’uomo, a gloria ed onore del nostro Ordine

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