TAVOLA DI UN MAESTRO ALL’APPRENDISTA

Tavola di un Maestro all’Apprendista

(Gilio Bottoni)

Rispett.mo M.’. V.’.

Carissimi Ospiti,

Fr.’. tutti,

      Permettete che all’inizio di questo mio modesto lavoro, per prima cosa, senta la necessità ed il desiderio di rivolgere alcune riflessioni ai FFr..’. Apprendisti.

Voi FFr.’. che occupate un posto nlla prima fila a sinistra dell’entrata del Tempio, ricordateVi, come noi ci ricordiamo, che essa è una fila molto importante e molto onorata.

      Essa, sia nel passato come nel presente, ci ha ospitato tutti, ha sentito il nostro scalpitare, la nostra impazienza e spesse volte ha ascoltato le nostre menti contestare, o prendere posizioni, con atteggiamenti molto leggeri e senz’altro vicini ad essere profani, trascurando e dimenticando  le dovute e giuste riflessioni.   

      Vi dico questo, perché a me onestamente qualcosa è accaduto, e penso non per diminuire eventuali mie non giuste valutazioni, ma perché ritengo umano che ciò possa accadere.

      Noi tutti veniamo dall’oscurità, ed è con questa oscurità nel cuore, che noi entriamo a far parte ed a frequentare questa nobile e perfetta “scuola iniziatica”; ed è qui che noi, con la nostra assidua presenza, con il desiderio di imparare e con la nostra volontà di annullare per sempre i nostri difetti profani, che aspiriamo nella correttezza, nello studio, a meritarsi, un giorno non lontano, una giusta fiducia da parte della famiglia, per poter comprendere anche noi questa verità, questo vero concetto della saggezza.

      FFr.’. Apprendisti, la sincera raccomandazione che vi rivolgo, è che cerchiate sempre di applicarvi con buona volontà, alla lettura che riguarda la nostra Istituzione e quella importante che riguarda il nostro simbolismo.

Non dimenticate mai di analizzare con scrupolosità ogni incertezza, ogni vostra incomprensione ed a ogni domanda che la vostra coscienza vi chieda, cercate sempre, con la vostra personale e libera ricerca, che la risposta che darete sia rivolta al bene ed all’unità di tutta la famiglia.

      Abituatevi a dialogare spesso con altri Fratelli, domandate chiarimenti e conferma alle vostre prime valutazioni, non chiudetevi mai in Voi nel Vostro io ancora turbato e confuso dal rumore dei metalli. Ascoltate con molta attenzione e con la massima fiducia i consigli e le giuste raccomandazioni che i FrT, le “LUCI” o altri Saggi FrT. possono darvi e siate più che certi che le loro risposte saranno sempre molto obbiettive e non saranno mai viziate da comuni pettegolezzi oppure da principi fondati sull’orgoglio profano.

      La Massoneria, ricordiamoci FFr.’., oltre al bene ed all’unità fraterna,  oltre al nostro umano ed importante lavoro che noi svolgiamo con dedizione e gioia, significa anche: TEMPERANZA, forza d’animo, prudenza e soprattutto VERITÀ’ e giustizia.

      FFr.’. Apprendisti, avete visto, letto e riflettuto sull’importanza che il nostro Trinomio LIBERTÀ’ — FRATELLANZA — UGUAGLIANZA assume su di noi.

      Queste tre parole racchiudono in sé profondi concetti e tanta speranza per tutti gli uomini che aspirano e lottano per poter raggiungere una società migliore dove tutti abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri.

      Ma ricordiamoci che ci sono altre due parole, che meritano di essere tenute sempre presenti : “L’UMILTÀ’ e la TOLLERANZA”.

      Se il loro alto significato viene da tutti noi accettato, compreso e custodito nelle nostre coscienze, possiamo senz’altro affermare di aver conquistato un più rapido sviluppo alla nostra preparazione massonica.

      Ma se tutto ciò non si realizza, se noi le trascuriamo, le ignoriamo, se noi non riusciamo a recepire tutte le loro sagge Virtù, allora bisogna, e con dispiacere, riconoscere che tutto il nostro lavoro di apprendista si è interrotto, si è fermato.

      Perciò, penso che queste utilissime e forti parole siano sempre presenti nel cuore di tutta la Fratellanza.

      Ricordasi sempre che, soltanto con l’Umiltà nel cuore, si crea, si forma il saggio massone.

      E che noi siamo tenaci ricercatori del sapere e dobbiamo sempre, come nostro primo principio, tentare costantemente e con tenacia di avvicinarci alla Verità ed alla Luce.

      FFr.’. Apprendisti, ho tralasciato di parlarvi del nostro simbolismo, perché altri FFr.’. più preparati di me lo faranno.

     Vi ho voluto citare queste semplici, ma abbastanza importanti indicazioni, perché possiate meglio svolgere il vostro lavoro di costruzione interna, cioè partendo dalla prima pietra, depositata nelle vostre fondamenta, perché credetemi, senza questi onesti principi nel cuore, la vostra nuova personalità crescerebbe senza nessuna base di sostegno e basterebbe un soffio di vento (cioè di contraddizioni) per far crollare il tutto nella profanità.

      Per farVi comprendere meglio per quale fine noi lavoriamo, vi leggerò una riflessione scritta da un nostro insigne Fratello; essa dice: “La Massoneria, appartiene alla storia dei tempi, ha compiti eterni e allo stesso modo sempre vivi nei nostri cuori. Essa attende e lavora perché il giorno della speranza dove tutta l’umanità, anche quella parte che per disgrazia è meno progredita, avrà raggiunto e conseguito la sua indipendenza e la sua libertà.

      Quando la povertà e le dittature che tengono prigioniero il pensiero umano, quando tutti gli altri mali che affliggono la terra, scompariranno per sempre, quel giorno per la Massoneria sarà la realizzazione   della grande LUCE, cioè, la vera e totale fratellanza universale.”

      M.’. V,’. il nostro lavoro di apprendistato continua il suo modesto e lento cammino, ognuno nella propria coscienza, cerca di comprendere e fissare il valore e l’importanza delle virtù Massoniche.

      Tutti noi cerchiamo come primo impegno di escludere dalla propria mente, dalla propria persona, l’ARROGANZA e l’assurdo puntiglio, sostituendoli con la morale della riflessione e del giusto ragionamento, imparando così una delle prime virtù della saggezza.

      Perciò con serenità dobbiamo sentire il dovere morale di ricercare e analizzare ogni pensiero. La nostra severa attenzione, la nostra calma ci dà la sicurezza di ogni nostra decisione e rafforza in noi la convinzione di essere molto diversi dalle riflessioni che può svolgere l’uomo profano.

      Noi siamo certi, dopo aver giustamente ben meditato e svolto con tutto il nostro impegno le nostre doverose e personali ricerche, che questo nostro comportamento ci indica più facilmente la giusta direzione che ci porta ad avvicinarsi alla Verità.

      Penso, con umiltà, che nessuno, della fratellanza, può ergersi e pretendere che soltanto lui abbia la priorità di custodire il deposito del giusto pensiero.

      Senza ricordarsi che tutti possiamo sbagliare e cadere nell’errore. Ma se ciò dovesse accadere, noi saremmo sempre disposti a correggersi ed a riconoscere la nostra precedente errata interpretazione. Questo nostro onesto comportamento ci rende onore e questa è senz’altro vera preparazione Massonica.

M.’. V.’., in questo nostro sacro Tempio, interpretando il Vostro ed il pensiero di Loggia, deve sempre brillare l’armonia, la correttezza, la serietà del nostro pensare e soprattutto delle nostre veritiere affermazioni.

      A testimonianza di quanto detto, una nostra vecchia massima ci ricorda, anzi ci ammonisce e ci dice: “Che ogni torto, ogni pregiudizio, fatto da un uomo ad un suo simile che riguarda la sua  onorabilità, e tutto ciò non viene attestato dalla  sicura verità, egli arreca offesa alla legge della giustizia Massonica”.

      Nel concludere è mio desiderio portare a conoscenza dei Fr.. che ancora non lo avessero letto, un alto pensiero del fu Fr.. A. PIKE dove ci indica oltre al normale lavoro di apprendista, il dovere di cercare nella nostra applicazione e di andare sempre più avanti nel nostro importante libro del sapere, perché una cosa è certa, la strada che noi percorriamo sarà molto lunga nella coscienza del nostro imparare. Egli dice: “Voi Fr.’., avete fatto il primo passo attraverso la soglia, il primo passo verso il cuore del Tempio. Voi siete sul cammino che ascende alla montagna della verità e dipende dalla vostra capacità di mantenere il segreto della Vostra obbedienza, della Vostra fedeltà alla famiglia.

      Non pensate di diventare un buon Massone, solo imparando ciò che viene chiamato lavoro, o acquistando famigliarità con le nostre tradizioni. La Massoneria è vero ha una   storia, una letteratura e una filosofia, i suoi simboli insegnano le più profonde verità, le sue tradizioni vi insegneranno molto, ma più ancora dovete cercare altrove. I fiumi della conoscenza che ora fluiscono pieni, ampi, devono essere risaliti su fino alle sorgenti e molto al di là, del remoto passato, lì troverete l’origine ed il vero valore del significato della Massoneria.”

      MT VT, riflettiamo e cerchiamo insieme, con la nostra buona volontà, di costruire e perfezionare sempre al meglio le nostre coscienze augurandoci di poter raggiungere quel punto centrale, dove ci faccia sentire veramente diversi da come eravamo.

      Alcuni Fr.. meritatamente sono riusciti ad avvicinarsi a questa meravigliosa sensazione, ma per molti di noi essa è ancora molto lontana. Perciò bisogna lavorare seriamente e con molto impegno, ognuno sulla propria pietra grezza, perché la riflessione, la saggezza e soprattutto la nostra fedeltà verso l’Istituzione ci faccia comprendere meglio la LUCE che viene continuamente irradiata dall’antica bellezza della tradizione del  libero muratore

Grazie per avermi ascoltato

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