RIFLESSIONI SULLA MASSONERIA ALLE SOGLIE DEL SETTIMO MILLENNIO

RIFLESSIONI SULLA MASSONERIA

ALLE SOGLIE DEL SETTIMO MILLENNIO

di Paolo Alvigini

Mutamenti profondi stanno inguaiando l’Umanità: la Massoneria, indipendente dalle ideologie, ma non estranea alle sorti del nostro mondo, può essere nuovamente laboratorio di idee per la società civile

La Massoneria, come formazione associativa, fiorisce là dove la società

civile è compiuta, il senso della comunità e dello stato sono sviluppati,

la solidarietà operante, la partecipazione alla vita della collettività è sentita e praticata.

Soffre, per contro, sin quasi a spegnersi allorché la tolleranza è sconosciuta, la democrazia negata. il vincolo sociale allentato: ed allora

diviene segreta.

I suoi rapporti con il potere, con la politica in generale, con le ideologie

politiche o partitiche, hanno da sempre ingenerato confusioni, fraintendimenti, esaltazioni o sconfitte, l’hanno favorita od ostacolata.

Ma sempre, in quei casi, comunque, il suo messaggio iniziatico è stato in tutto od in parte stravolto, le finalità associative equivocate.

Ciò testimonia la difficile convivenza di una struttura calata nel sociale ma avente finalità ed idealità che rifuggono il profano.

La storia propone infinite occasioni in cui la Massoneria fu oggetto di critica in tale direzione.

Favorita da Napoleone, fu tacciata di piaggeria nei di lui riguardi.

Dichiarata illegale, fu aspramente combattuta dallo Stato Pontificio con motivazioni dottrinali ma, in realtà, massimamente perché ritenuta sovversiva, invero non a torto atteso il fondamentale contributo che fornì al Risorgimento e quindi alla soppressione dei potere temporale del papato.

Nel 1908 si spaccò sul tema della scuola cattolica e subito dopo sull’intervento nel primo conflitto mondiale.

Gli eventi ricordati sommariamente testimoniano anche il radicamento

dell’istituto latomistico nel suo tempo, di suoi legami con la storia, con

gli uomini e, perché no, anche con i movimenti ideologici, politici, filosofici religiosi. .

Inutile sarebbe misconoscere la lunga disputa che ha opposto la Chiesa Cattolica alla Massoneria in Italia e che solo di recente sembra aver trovato relativa quiete.

Così come non sfuggono le persecuzioni che la Libera Muratoria patì da regimi totalitari facenti capo ad ideologie anche tra di loro contrapposte, le cui ultime propaggini si spingono ancora attualmente a  creare l’incompatibilità tra l’appartenenza ad alcuni partiti politici italiani e quella alla Massoneria.

Anche la Libera Muratoria vive nel nostro tempo, formata da uomini e donne che nella società civile operano e lavorano: cittadini tra cittadini. Stride dunque questa dualità: esoterismo e ricerca intima del sé, in un percorso individuale all’interno del giardino simbolico latomistico, a fianco (ma forse sarebbe più opportuno dire assieme o contemporaneamente) ad una entità giuridicamente configurabile secondo il nostro ordinamento come associazione non riconosciuta.

Stride poiché il primo aspetto prescinde dal secondo. ma ancor più ove si consideri che già il primo presenta sue connotazioni associative

(domanda di ammissione, giuramento, organizzazione centrale e periferica, e quant’altro).

Le leggi dello Stato non possono prendere in considerazione ciò che

non conoscono, vi è da concludere.

Di qui l’esigenza di una sovrastruttura profana 0 se si vuole civile, che consenta l’esistenza, la fisicità, la visibilità dell’Istituto. Al di là delle definizioni giuridiche che attengono a  detta figura, ciò che più appare dannoso, nei fatti, inerisce alla necessità che la stessa istituzione massonica ha di collegarsi con il mondo civile.

Gli Esseni scelsero di vivere in grotte, in forma autosufficiente, allo scopo di conservare la Dottrina; e così altri gruppi iniziatici rifiutarono

il mondo, aprendosi solo a quegli eletti che essi stessi reputavano adatti ad accogliere il messaggio iniziatico.

La Massoneria, per sua stessa struttura intrinseca, è invece votata all’universalità, a diffondersi capillarmente, ad intervenire nel sociale: nei suoi fini vi è esplicito il richiamo al bene e dal progresso della patria e dell’umanità. I suoi iscritti sono buoni padri di famiglia e cittadini rispettosi delle leggi dello Stato.

Ma fuori del tempio di Hiram non funziona l’egregoro fraterno della catena di unione, e si debbono invece fare i conti non solo con chi non tollera 0 disdice ogni forma di libero pensiero, ma anche con quelle strutture, forti ed organizzate, che hanno scopi, se non in contrasto, almeno dissimili, nei più svariati settori: culturale. politico-ideologico, sociale e così via.

La Massoneria non dispone di mezzi di comunicazione della propria idealità, non per non possedere mass media, ma per il semplice assioma in forza del quale il suo messaggio non è trasmissibile se non con il metodo, appunto, massonico.

Aprire le porte dei templi ai profani non significherebbe far conoscere

loro se non un luogo fisico, mentre diffondere i rituali (già pubblicati peraltro in molti testi) lascerebbe le cose allo stesso stadio.

Con tutte queste considerazioni preliminari non si è voluto che dar conto di una verità storica, per la quale la Massoneria appare o può apparire corpo separato, od altrimenti invasore sospetto di terreni non propri.

Sia come sia, i massoni hanno contribuito con la loro forza, le loro idee, i loro princìpi, a tutti i più autentici progressi, a tutte le più sincere crescite di ciò che attiene all’uomo: dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo alle carte costituzionali di tante nazioni.

Forse, o persino a dispetto di tanti nemici della libertà, hanno portato

alta la fiaccola della vita nelle mille organizzazioni in cui si son trovati a lavorare; portatori di messaggi progressisti, e sovente anticipatori o rivoluzionari.

Senza questo fervore, continuo ed incessante, la Libera Muratoria cesserebbe di parlare al mondo e quindi fallirebbe il suo scopo.

Tutti i massoni della Gran Loggia d’Italia devono sentirsi impegnati          in questo sforzo inesauribile di elaborazione del nuovo, attivando le strutture di cui l’Obbedienza è ricca e che appaiono tuttavia sotto sfruttate o             mortificate da un timore atavico di esprimersi, pena                                                                         il fraintendimento.

Tanta ricchezza di intelletti, di capacità, di culture, e, massimamente,  di cuore, va collocata  all’interno di un laboratorio permanente, di una Officina a tutto campo, che produca per tutta l’Obbedienza le lince guida, la strategia operativa, sotto la vigilanza del Gran Maestro.

Raccogliendo l’infinito contributo che proviene dalle Logge e dalle Camere della Comunione, i cui Lavori debbono essere conosciuti al Centro per essere tenuti nella debita considerazione.

Si tratta di dar vita anche ad un centro di raccolta, ad un collettore intelligente che vagli e trasmetta all’ente deputato l’elaborazione dottrinale. Questo. a sua volta, potrà contare sull’apporto di tutti i Fratelli, di volta in volta chiamati a dare il loro contributo in settori specifici con riferimento alle loro peculiari competenze.

Gli organismi statutari dell’Ordine e del Rito potrebbero essere investiti

di questa funzione, delegando ad essi parte delle citate incombenze.

Va dunque preso atto e tenuto conto di una serie cospicua di eventi  maturatisi, in gran parte in questo ultimo dopoguerra:

– l’avanzata incontrollabile del potere finanziario che ha in parte sopravanzato quello economico e quello politico;

– la crescita della popolazione mondiale, aumentata dal 1950 ad oggi, più che nei precedenti 4 milioni di anni:

– il diffondersi di metodi scientifici alternativi alla procreazione naturale, di altri che ormai mirano scopertamente alla clonazione, ecc.:

– l’allargamento dei gap tra paesi ricchi e paesi poveri;

– il riciclaggio dei rifiuti e di quelli tossici in particolare;

– la gestione delle fonti di energia sia sotto il profilo della produzione e della distribuzione, sia sotto il profilo dell’impatto ambientale;

– lo sviluppo urbanistico selvaggio coni riflessi che ne derivano in termini di abbandono dell’agricoltura e di quanto essa ha da sempre rappresentato anche in termini etnici e culturali;

– le risorse idriche, ormai divenute fonte di contese tra nazioni:

– i nuovi mezzi di comunicazione telematica e quanto essi implicano in tema di contatti tra i popoli e tra le persone:

– la globalizzazione dei mercati economici e non;

– le migrazioni dai paesi sottosviluppati verso l’occidente e di conseguenti fenomeni di degenerazione;

– il rapporto tra una tecnologia sempre più aggressiva e l’ambiente umano;

– la radicalizzazione di blocchi etnico-religiosi.

Questi sono solo alcuni degli innumerevoli argomenti che i tempi attuali sottopongono all’attenzione, all’analisi ed alla elaborazione di ciascuno di noi.

Ognuno di essi, a sua volta, potrebbe essere frammentato in enne altri, tant’è la loro vastità ed articolazione.

Il loro insieme, a sua volta, pone altri spunti di meditazione, proprio in ragione dell’importanza e dell’universalità degli argomenti accennati.

Alcune riflessioni possono giovare a cercare di cogliere l’essenza che sta in essi.

Più volte le ere trascorse hanno visto maturarsi il superamento di convinzioni radicate a tal punto da fondare capisaldi del sapere, veri e

propri dati certi dai quali muovere.

Da quando le colonne d’Ercole segnavano il confine del mondo noto e sino alla scoperta dell’ America, non sono cambiate solo le carte geografiche, ma anche il modo di rapportarsi dell’uomo con il Pianeta.

All’assioma della Terra quale centro del mondo è seguito quello del Sole quale punto nodale del Cosmo: ma oggi sappiamo quanto piccolo è questo nostro sistema all’interno della Galassia e questa, a sua volta,

all’interno del conosciuto.

La penna ha lasciato luogo al computer, il carro all’aeroplano e così

via

La filosofia, dopo avere dissertato sull’essere, sui principi costitutivi dell’ente, sulla natura delle cose e sui fini dell’uomo, non offre soluzioni

Moderne tali da fare proprio il nuovo che avanza.

Né migliore sorte compete alle religioni, sempiternamente ancorate alle loro matrici originarie, in conflitto tra di loro più sulla spartizione delle aree di competenza che sui grandi temi comuni.

Una proposta va dunque formulata, sia pure discutibile quanto avventurosa, e nessuna istituzione meglio della Libera Muratoria può farsi carico di tale sforzo, proprio in virtù della sua indipendenza, che non è estraneità, da questo o quel movimento.

Se è vero e reale, come in effetti è, che la struttura del pensiero e del sentire umano scricchiolano vistosamente in quest’era di mutamenti radicali, la riflessione va ancora una volta indirizzata all’essenza, al fuoco primordiale che tutto ha generato.

Va allora preso atto finalmente che accanto all’uomo vi è clamoroso, un elemento nuovo cui fare riferimento: l’umanità questa come il complesso degli esseri umani che vivono sulla Terra.

Concetto da sempre presente, in verità, nella dottrina massonica ma, proprio perle ragioni di cui dettosi è forse sottomesso alla figura spirituale ed ontologica dell’uomo.

Per converso, oggi l’umanità assume caratteri di prevalenza, e mostra di voler ottenere essa stessa una propria individualità, una connotazione autonoma, ponendosi come laboratorio coscienziale distinto dalla somma dei suoi partecipanti.

Un essere vivente dotato di una entità tutta sua, non solo con propri meccanismi evolutivi ma, ancora, munito di capacità autopoietiche, guidato da leggi sinora inesplorate cui ubbidisce a dispetto dei singoli individui.

Organismo autonomo rispetto alle cellule che lo compongono, in grado

di indirizzarsi e di muoversi secondo peculiari disegni.

Qualcuno ha voluto parlare di cervello globale per giustificare il fenomeno, altri hanno ritenuto che lo stesso pianeta fosse un organismo vivente e, a modo suo, pulsante di proprie istanze generatrici di cambiamenti.

La globalizzazione infatti interessato solo i mercati finanziari, industriali ed economici, ma anche lo stesso stare nella società. inteso

questo come osmosi vitale tra questa e chi ad essa dedica le finalità. proprie

Si tratta, all’evidenza, di meri pensieri a voce alta, senza alcuna pretesa di offrire soluzioni che non potranno, si ribadisce. che scaturire da un dibattito ampio ed approfondito.

Il primo passo può forse essere costituito dalla promozione di incontri e raffronti tra tutte le Obbedienze massoniche del mondo, affinché ciascuna  di esse si faccia carico del proprio contributo.

Non sarà inutile, tuttavia, che già da oggi la Gran Loggia d’Italia se ne faccia interprete, e nel fare ciò dovranno inevitabilmente essere sciolti i nodi che ho ritenuto di evidenziare, riguardanti la presenza della Massoneria in generale e della Gran Loggia d’Italia in particolare nella società civile.

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