ARTE DI ESSERE FELICI

ARTE DI ESSERE FELICI
secondo Artur Schopenhauer

(PUBLIWEB)
Si potrebbe dire che gran parte della saggezza di vita si basa sulla giusta proporzione in cui dedichiamo la nostra attenzione in parte al presente in parte al futuro, in modo che l’uno non ci rovini l’altro. Molti vivono troppo nel presente, altri troppo nel futuro, e raramente uno manterrà la giusta misura. Coloro che, animati da una continua tensione, vivono solo nel futuro guardano sempre avanti e corrono incontro con impazienza alle cose che sopraggiungono come alle sole che porteranno la vera felicità, lasciando intanto passare inosservato il presente senza goderne, assomigliando all’asino italiano di Tischbein, con il suo fascio di fieno appeso davanti al muso per accelerarne il passo. Costoro vivono solo ad interim, fino alla morte. La quiete del presente può venire disturbata al massimo dai mali in sé certi e di cui è altrettanto certo il momento. Ma questo genere di mali è assai raro, poiché i mali o sono di per se meramente possibili, o semmai probabili, oppure sono certi ma il loro momento è completamente indeterminato, come nel caso della morte. Se vogliamo fissarci su questi due generi, non avremo più  un solo istante tranquillo. Per non perdere la quiete di tutta la nostra vita badando a mali incerti ed indeterminati, dobbiamo abituarci a considerare i primi come se non giungessero mai e i secondi come se non giungessero certo in questo momento.
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