PALLA BIANCA O NERA

Tavola del fr:. D:. Z:.

L’ammissione di un Profano, in Massoneria, è considerato forse il più importante dei lavori massonici, la conclusione della attività di proselitismo massonico. Purtroppo, questa procedura è molto scaduta di livello e di accuratezza, negli ultimi tempi, forse per superficialità o semplice, diciamo, distrazione.

Probabilmente questa non è l’ultima causa dei malesseri che hanno travagliato, negli ultimi decenni, la Libera Muratoria in Italia (da Renato Ariano: Manuale del Tegolatore). Pertanto credo sia opportuno periodicamente ricordare alcuni principi a cui informare questa importante attività, prima di concedermi qualche osservazione personale.

Anzitutto è bene sottolineare che la Tegolatura è una procedura complessa orchestrata da tre Fratelli nominati ad acta, che operano separatamente:

1° Maestro Tegolatore: indaga sul perché il Profano desidera essere ammesso. Quali sono i suoi interessi profani. Cosa pensa della Fratellanza e della solidarietà umana. Il Tegolatore può suggerire un testo generico che indichi le finalità massoniche. Deve lasciar parlare il Profano a suo piacimento, al fine di comprendere quanto più possibile le sue reali intenzioni.

2° Maestro Tegolatore: deve sondare cosa pensa il Profano sull’esoterismo. Qual è il suo pensiero sulla ritualità in genere. Quali idee si è fatto della Massoneria. Se ha un’idea riguardo la ritualità massonica. Ne illustrerà i concetti generali.

3° Maestro Tegolatore: deve prospettare la serietà dell’impegno e l’obbligatorietà della presenza a tutte le tornate. Inoltre deve menzionare la questione delle tasse e degli altri oneri di carattere economico. Tratterà l’argomento del Testamento morale fornendo qualche indicazione. Potrà affrontare la questione dei rapporti con la Chiesa Cattolica e la differenza tra società segrete e segreto massonico. Indicherà la data della probabile iniziazione ed il preciso ammontare della tassa da versare prima della sua ammissione”.

Il Tegolatore, al momento dell’incontro con il Profano, è Ambasciatore della Massoneria Universale e riveste un ruolo fondamentale per tutta l’Istituzione, e la sua attività è pro droma alla Iniziazione cioè a quella cerimonia nella quale, con un rituale particolare e per mezzo di simboli, il Profano viene ritenuto degno di conoscere i doni fondamentali di cui avrà coscienza solo successivamente e per gradi. Di conseguenza “iniziatico” significa, come aggettivazione, possedere le caratteristiche della conoscenza dei doni e dei simboli scoperti nell’Iniziazione che portano al miglioramento, prima interiore e poi esteriore di sé stessi.

Il Profano dovrà essere anzitutto di “Buoni costumi”, cioè secondo i Landmarks, di buona fama, rispettoso della legge morale interiore e delle leggi civili della nazione in cui vive, legge morale che, secondo gli stessi Landmarks, viene descritta come dettata dalla ragione e definita dalla scienza. Il grado di aderenza a questi principi andrà però giudicato dai Fratelli di Loggia. Per meglio dire i Landmarks avvertono che colui che si ribella alle leggi di un governo non potrà, per questo solo motivo, essere allontanato.

Il riferimento a leggi superiori, in quanto universali, va giudicato dai Fratelli. Si pensi, ad esempio, se fossero ora in vigore Leggi Razziali: il profano che vi fosse contrario ben potrebbe essere accolto fra le Colonne del tempio.

Quello che intendono i Landmarks quando richiedono che il Bussante debba essere di “buoni costumi” riguarda la sua qualità di buon genitore, buon cittadino, rispettoso delle leggi, della morale comune e della libertà altrui; deve essere un soggetto che ha uno stile morale di vita, se non irreprensibile, almeno superiore alla media quanto a serietà, saggezza, discrezione e prudenza, cioè, in buona sostanza essere considerato una persona onesta ed affidabile, corretto nelle relazioni umane, rispettoso delle leggi e degli altri.

Ma il Profano dovrà anche essere libero: un punto molto importante, vero e proprio cardine dell’orientamento umano, avviene nel momento in cui si può passare dalla “libertà da” alla “libertà di”. Si tratta di una differenza qualitativa che conduce a:

libertà da ….. libertà di …..
Bisogni materiali Espressione di vita
Pregiudizi Pensiero
Giudizi altrui Manifestazione
Paure Azione

Fondamentalmente si tratta di un passaggio da una libertà passiva ad una libertà attiva, consapevole, autoalimentatasi. Riducendo l’importanza relativa dei bisogni più strettamente legati alla vita ordinaria, possiamo creare più spazio a bisogni di ordine superiore. Un uomo poco evoluto, non sentirà il richiamo di bisogni trascendenti; un iniziato accetterà la sua vita più nella sfera spirituale che in quella materiale. Saranno perciò rilevanti:

  • gli elementi ordinari della sua personalità, condizione sociale, familiare, intellettuale, professionale;
  • gli elementi di orientamento, di motivazione, di aspirazione, derivanti da bisogni di ordine superiore, quali il desiderio di conoscenza interiore, di lavorare per fini sociali, umanitari, ecc..

La Tegolatura è un lavoro muratorio con due specifiche funzioni, tra loro complementari: presentare la Massoneria al Profano, presentare il Profano alla Loggia. La seconda parte dipende dalla capacità dei Tegolatori di prospettare ai Fratelli della Loggia l’interpretazione e la valutazione – le più obiettive possibili – delle risposte o delle esposizioni fornite dal Tegolato durante l’intervista, in modo da offrirne una vera e propria chiara fotografia, senza alcun commento e giudizio conclusivo (Fonte “Esonet”).

Il terzo passaggio è fondamentale: la votazione. In questo momento si può dire che si costruisce il presupposto del legame indissolubile che accompagnerà i Fratelli di Loggia (e tutta la Massoneria Universale) al Profano durante il Suo cammino iniziatico.

E’ tangibile l’importanza di questo momento: il consenso dell’Assemblea dei Fratelli di Loggia, a cui la Massoneria Universale delega il compito di valutarne le qualità con coscienza e ragionevolezza, unirà per sempre il Profano all’Istituzione intera e questa Assemblea ha il diritto-dovere-potere di scegliere se lasciare il profano nelle Tenebre, ovvero accoglierlo fra le Colonne e donargli la Luce della Conoscenza. Non a caso quindi le Palle della votazione si distinguono in Bianche e Nere. Il richiamo della modalità della votazione ai due modi di esistere è chiaro e palese: è il significato simbolico delle Palle utilizzate.

Meno evidente è il dramma che colpisce il Fratello seduto fra le Colonne del Tempio al momento della votazione: tutto sommato il lavoro dei Maestri Tegolatori è per certi versi più semplice, o almeno neutro, poiché hanno solo l’onere di trasmettere quanto da loro percepito.

Diverso è il giudizio personale della votazione, difficile soprattutto quando il profano si è avvicinato alla Istituzione non con il tramite della conoscenza personale.

Sappiamo, infatti, tutti che il più delle volte la domanda viene presentata da un Profano conosciuto da un Fratello della Istituzione ed è la garanzia di questo Fratello presentatore  che farebbe propendere gli altri Fratelli della Loggia verso un giudizio positivo, perché in cuor loro ritengono che il Profano sia già stato oggetto di selezione, diciamo a monte della domanda formalmente presentata. Ed effettivamente è quanto avviene il più delle volte. Ma non è così scontato che debba sempre essere così: io stesso mi sono trovato di fronte al bivio se scoraggiare a priori un Profano che non ritenevo non adatto, ovvero consentirgli di avere una Sua personale opportunità, cioè quella di presentare la formale domanda ed essere valutato dai Fratelli Tegolatori.

Io, cari Fratelli, ho scelto la seconda strada perché ho pensato che non potevo arrogarmi il diritto di giudicare da solo e di dare una risposta che avrebbe influito sicuramente sulla vita futura di quel Profano. Non potevo precludere, ho pensato, questa opportunità a nessuno, proprio perché aspiro ad essere “uomo libero e di buoni costumi”. E così il profano ha giocato le Sue carte e serenamente la Loggia ha ritenuto che non fosse adatto all’Istituzione, con una scelta consapevole, guidata certamente dal Grande Architetto.

Il risultato è stato che il Profano è ancora mio ottimo amico e lo vedo di frequente, la Loggia è serena e senza macchia: questa è la conseguenza del rispetto delle regole ragionevoli.

Ho detto.

Ferrara, 5 ottobre 2017 E:.V:.

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