CORSO DI ISTRUZIONE MASSINICA PER APPRENDISTI -PREMESSA

PREMESSA

Per l’Anno Massonico 1971-1972 dell’e.’.v.’, il Collegio Circoscrizionale Torinese incaricò la Rispettabile Loggia Pedemontana n° 696 all’Oriente di Torino di svolgere un Corso di Istruzione Massonica per Apprendisti. Il Corso fu articolato in sei tornate mensili. Le tavole di ogni tornata si sarebbero dovute leggere e discutere in Loggia, prima di. presentarle in tornata d’istruzione a Logge riunite; invero ciò si poté fare solo per le prime due; comunque, quelle discussioni furono molto utili per ottenere una stesura migliore cli tutte le sei tavole. Nelle tornate d’istruzione, dopo la lettura della tavola, agli Apprendisti veniva concessa la parola per ottenere chiarimenti ed anche per fare obiezioni; si ebbero anche molti interventi di Fratelli Maestri c Compagni. Talora quegli interventi si tradussero in tavole che vengono inserite in questa raccolta a modo di utile complemento del Corso. In esse prendono maggiore evidenza, e vengono chiariti i motivi di alcuni precetti fondamentali; sono offerte nuove aperture, e vengono financo proposte metodologie per esperienze di metafisica pratica, di grandi possibilità. Avveniva intanto un altro notevole ordine di fatti. Per un lato, il Corso assorbiva e condizionava tutta l’attività dell’Officina. Per un altro, sorsero reazioni che sembravano rotture di gusci psicologici di isolamento individuale; reazioni che mettono drasticamente in luce problemi di vita Massonica che inficiano la sostanza stessa dell’Ordine. La manifestazione più sincera e completa si ebbe con una tavola, incisa da un Fratello Apprendista di preclara qualificazione nel mondo profano; essa si trova inclusa in questa raccolta, insieme con tavole di commento e di risposta. Uno studio approfondito degli argomenti che vi sono contenuti potrebbe occupare proficuamente tutto un anno di lavoro di Officina. In questo opuscolo si è voluta solo presentare una raccolta di tavole, non per aumentare la letteratura Massonica di un trattato in più, ma bensì documentare, sia il Lavoro di un anno d’Officina, sia un momento dialettico che richiede una conclusione, una risposta a troppi interrogativi. Si spera di aver un po’ contribuito ad una approfondita comprensione di noi stessi, dell’Ordine che ci affratella e del vero Lavoro di sgrossatura della Pietra grezza. Nel testo delle Tavole e delle note di questa raccolta si incontrano spesso parole e riferimenti che implicano concetti e significati differenti da quelli di uso comune, o cognizioni di dottrine che non entrano nel bagaglio culturale corrente, profano, diremmo massonicamente. Si cercherà qui di illustrare questi concetti; occorre premettere che ci verremo a scontrare con quello che è il cosiddetto Segreto Massonico. È questo una forma di segreto di tipo soggettivo: infatti una serie di informazioni può essere ”segreto”, non perché ci sia negata, ma perché non siamo in grado di comprenderla; ed a nessuno sarà possibile darla in modo comprensivo a chi non abbia raggiunto la capacità di capire. Veniamo ad intenderci ora su alcuni significati; anzitutto si può cominciare con un termine sempre ricorrente nella letteratura esoterica in generale, ed in quella Massonica in particolare: ed è Tradizione. L’etimologia viene dal latino traditio, che indica l’atto di tramandare, tradere qualcosa … da Maestro a Discepolo, da generazione a generazione. Per poter essere tramandato c preservato nella sua integrità nel corso dei secoli, questo qualcosa deve essere verificabile. La verifica non può che essere individuale ed implica la percezione diretta della Verità: l’Illuminazione. Alcuni fra quelli che l’hanno sperimentata vollero comunicarci le loro esperienze con parole o con simboli. Si ha così un modo indiretto di verifica per mezzo della coincidenza dei loro referti. La Tradizione è il corpus di codesti referti e degli insegnamenti che possono guidare chi vuole, e può, all’esperienza diretta della Verità totale. Le sovrastrutture teosofiche e linguistiche possono variare dall’uno all’altro gruppo etnico, ma il contenuto profondo è ’invariante, identico in tutti i referti. Leggendo il Tao-Te-Ching, ad esempio, si trova una stupefacente analogia con la Kabbalah ebraica: non c’è da stupirsene: la sorgente è una sola ed è la Verità profonda. Per ragioni culturali e storiche, la Massoneria si è data una simbologia ed una terminologia di origine biblico kabbalistica. Si è che l’Ordine Massonico si istituì in Inghilterra, al tempo delle contese politico-religiose tra cattolici e protestanti; volendo la Massoneria professare la propria vocazione esoterica senza equivoci e senza compromessi con alcuna delle parti in lizza, scelse la Scuola esoterica più vicina al mondo cristiano, perché appoggiata dalle scritture, ma fuori dalle tendenze papiste o protestanti. È la scuola dell’esoterismo giudaico di perenne vitalità, trascritto in modo chiaro, perentorio e coerente con la Tradizione della Kabbalah. Il significato della parola KABBALAH è proprio TRADIZIONE. L’esoterica ebraica risale tradizionalmente a Mosè: divenne un complesso tradizionale a cominciare dai primi che si diedero a meditare sulle visioni di Elia e di Ezechiele; alcuni riottennero le stesse esperienze dei due Profeti e le tradussero in racconti orali e scritti. Il lungo e ricchissimo processo di formazione della Kabbalah, fino all’espressione più completa della sua metafisica, corre parallelo alla storia di Israele e culmina nel Sistema Sefirotico di cui tentiamo ora di darne un cenno. Il Sistema delle Sephiroth offre una rappresentazione visiva della Metafisica cosmica nelle due estrinsecazioni: quella a livello macrocosmico, cioè di tutto l’Universo sensibile ed extra sensibile, e quella al livello microcosmico, cioè l’io umano. Non deve essere considerato una Storia della Creazione, ma come una presenza immanente, atemporale c metafisica (metafisica: ciò che sta al di là della physis, della natura percettibile ai nostri sensi materiali). Il Sistema Sefirotico è un sistema filosofico alla occidentale, la sua veridicità è comprovata da numerosissime esperienze dirette e dalla sua coincidenza coni dati provenienti da altre Tradizioni, come quella Induista e quella Taoista cinese. Esso dunque si basa su elaborazione di esperienze metafisiche diverse, su argomenti filosofici e sulla struttura profonda della lingua ebraica di Mosè. Occorre ricordare che per l’Ebreo l’impulso creatore risiede nella Parola; così pure nella metafisica degli Gnostici cd in quella del Vangelo di Giovanni. La Parola (Verbum, Logos, Davar) è la prima estrinsecazione dell’Idea, essa si manifesta e si attiva con la Parola. In ebraico davar significa insieme parola, ordine, fatto, avvenimento (per maggiori conoscenze si rimanda alla bibliografia inserita in questa raccolta). Al sommodel Diagramma Sefirotico è posto l’Assoluto (in ebraico En-Soph, cioè illuminato). Notiamo subito che la sua collocazione sta solo ad indicare che è la Radice Universale, in realtà Esso pervade tutto. Dall’assoluto, immobile, imperturbabile, creatore di tutto, si differenzia una prima personalizzazione: Dio Padre, che i Kabbalisti denominano Kefer (Corona). Da Lui, primo motore, incomincia la Creazione, che si genera mediante la formazione di opposti poli. La prima fase della Creazione si ha a livello della Mente Superiore, Parabrahma degli Indù; si proietta un primo polo, di carattere maschile, chiamato Mockmah, la Suprema Saggezza; ed automaticamente il polo contrapposto, di carattere femminile, denominato Binah, l’Intelligenza Attiva. I due poli corrisponderebbero ai due degli indiani: Purusha-Hochmah e Prakr’ti-Binah. Ecco dunque la prima triade. Ma Binah è partita con una tendenza di base, quella di autodefinirsi e di differenziarsi sempre più. Emana quindi una successiva fase, che ha lo scopo di creare e di imporre un ordine all’attività creativa: si forma Gheburah, secondo polo femminile. Ma un polo non può esistere senza il suo contrapposto, esso è Hesed, amore. benevolenza divina. Dalla coppia Gheburaht Hesed sorge Tiphereth, la bellezza ideale di un Cosmo nel quale la severa legge dell’ordine è sposa alla Bontà ed all’Amore che promanano dalla Saggezza (Hochmah). Si è così completata la seconda Triade, riflesso della Prima, si è fatto un secondo passo verso il mondo fisico. Infatti da Tiphereth e da Hesed promana Nessah(Vittoria), vittoria potenziale di Purusha (Principio Spirituale) che pone le premesse per una risalita verso En-Soph e da Tiphereth con Geburah si formalizza in bellezza l’ordine del cosmo. Ma la Creazione deve giungere al grado finale di materializzazione. La Seconda Triade, nel microcosmo umano, corrisponde alla sfera dei sentimenti. Nessah ed Hesed sono i due poli opposti della Terza Triade che presiede alla formazione dei corpi fisici. Congiunti Nessah, Hod e Tiphereth danno luogo a Yesod (il Fondamento), terzo componente della Terza Triade da cui nasce finalmente il Mondo Fisico, denominato Malkhuth (il Regno). È utile notare come ciò corrisponda alla struttura molteplice dell’IO, così come è indicata dalla Dottrina Indù. Grossolanamente essa può essere sintetizzata in quattro strati, attraverso i quali il SÉ si manifesta ed agisce nel mondo sensibile. Altri termini che compariranno nel testo delle tavole sono: magia, magico, medianità, metapsichica. È constatata l’esistenza di certi fatti, la cui spiegazione esula dal dominio della scienza ufficiale, e talora sono chiamati miracoli. Il risultato. spiegabile, della fattura di uno stregone è un fatto di magia e lo è pure il risultato tangibile delle preghiere di una folla di devoti. Fatti inconsueti si verificano in presenza di certe persone chiamate medium, a volte senza che vi sia alcuna intenzione, a volte come conseguenza di un rito eseguito individualmente o collettivamente. Altri tipi di persone possono accompagnare il prodursi di questi fatti a seguito di speciali doti conseguite con una trasformazione cosciente della loro personalità, trasformazione ottenuta per mezzo di determinate condizioni, a loro volta raggiunte mediante certe tecniche attraverso canali ignorati dalle scienze profane. Occorre riconoscere che nell’orizzonte della scienza ufficiale. si è recentemente verificata un’apertura verso questo insieme difatti, già da lungo tempo catalogati da organizzazioni che operano secondo metodi cosiddetti scientifici, si è introdotto lo studio della parapsicologia ed i fenomeni studiati, genericamente denominati con la sigla PSI, vengono, almeno per ora, ricondotti solo a fenomeni PK (psicocinetici) e ESP (percezione extra sensoriale). Magia viene quindi da noi intesa come azione intenzionale per mezzo di agenti psichici. Medianità è invece la capacità di produrre preterintenzionalmente fenomeni PSI. Alla luce di considerazioni più approfondite questa distinzione può considerarsi illusoria, ma è utile come sistema di riferimento. Mistica e Misticismo. Da mysterion, inteso dagli antichi come operazione nella quale il mysta (l’iniziando) è condotto lungo il cammino dell’iniziazione; il termine indicava quindi un procedimento di ascesa verso la Luce, ma oggi ha acquistato un significato più ristretto. Il vocabolo implica oggi una posizione affettiva del fedele verso la Divinità oggetto della sua devozione. La Divinità è quindi personalizzata e diventa, agli occhi del mistico, il secondo oggetto del suo amore. La fissità costante verso codesta Entità, la ripetizione delle preghiere, una vita spogliata di ogni desiderio terreno possono portare il mistico all’estasi (ex-statis), ossia estrarsi dalla propria personalità. L’insegnamento tradizionale è invece volto alla ricerca del Divino entro sé stessi, le Entità personalizzate non sono che proiezioni delle proprie credenze; legarsi ad una proiezione significa legarsi ad una propria limitazione. L’insegnamento tradizionale ci addita invece la enstasi, la realizzazione del Sé totale, che pone il Macrocosmo entro il Microcosmo: V.LT.R.LO.L. Si è voluto accuratamente evitare il ricorso a piani superiori, ad interventi divini o a fatti soprannaturali: il senso comune basta ad afferrare le distinzioni che ci interessano.

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