PUBBLICITA’ INVOLONTARIA

Pubblicità involontaria?

di Stefano Cappelletti

Uno dei principali quesiti che si pongono al Massone è da sempre quello di essere consapevole e casomai spiegare cosa sia in effetti l’Istituzione alla quale appartiene, quali i suoi veri principi. Molte volte la risposta a questa domanda rimane aleatoria. Centinaia di “dotti e studiosi massonici “ hanno dato nel corso dei secoli la loro interpretazione, ma lo stesso molte volte i singoli si sono trovati a disagio nel definirsi e definire l’Istituzione di cui fanno parte.

Forse può essere utile a questo riguardo riflettere criticamente anche su alcuni giudizi (al di là dello scontato risultato finale) espressi dalla Conferenza Episcopale Tedesca, che nel 1980 si espresse sulla conciliabilità tra Chiesa Cattolica e Massoneria analizzando – al di fuori dalle tipicamente italiane pastoie Risorgimentali – in vari incontri con alti dignitari dell’Ordine le basi della Libera Muratoria.


Miglioramento dell’ atmosfera. Collaborazione pratica.

Rispetto ai secoli passati sono migliorati e mutati il tono, il livello e il modo di manifestare le differenze. Se prima vi erano ostilità ed oltraggi, oggi la discussione si è elevata a livello di oggettività. Occorre anche mettere in rilievo che i colloqui si sono svolti in una atmosfera serena di apertura ed obiettività. E’ stato possibile eliminare molti pregiudizi insostenibili.

La chiesa cattolica sa oggi di essere tenuta alla collaborazione con altre comunità religiose e con comunità unite in una determinata visione del mondo, quando si tratta del raggiungimento di fini umanitari e caritatevoli.

Nella misura in cui per i liberi massoni simili fini sono prioritari la Chiesa cattolica è disposta ad una azione di comune sostegno.

Non ne deve risultare l’impressione che la Chiesa abbia motivo di ritenere superato il suo atteggiamento di messa in guardia e di rifiuto nei confronti della Libera Muratoria.

La visione che i liberi Muratori hanno del mondo.

La visione del mondo dei liberi Muratori non è fissata in modo vincolante. Prevale la tendenza umanitaria ed etica. I libri rituali, contenenti testi stabiliti, con le loro parole ed azioni simboliche offrono un quadro di rappresentazioni in cui il singolo Libero massone può inserire le proprie concezioni personali. Non si ha l’esistenza di una ideologia comune vincolante. Invece il relativismo appartiene alle convinzioni fondamentali dei liberi massoni.

Il lessico internazionale dei liberi Muratori, riconosciuto come fonte obiettiva, afferma a questo proposito: “la libera Muratoria è verosimilmente l’unica Istituzione che è riuscita nel tempo a conservare, in larga misura libere da dogmi, ideologia e prassi.

La libera Muratoria può quindi essere concepita come un movimento che mira a raccogliere gli uomini di orientamento relativistico per la promozione di un ideale umanitario”.

Un soggettivismo di questo genere non si può armonizzare con la fede nella parola di Dio rivelata e autenticamente interpretata dal Magistero della Chiesa. Inoltre genera una disposizione di fondo che mette in pericolo l’atteggiamento del Cattolico verso le parole e le azioni della viva realtà sacramentale e sacra della Chiesa.

Il concetto della verità della libera Muratoria.

I Liberi Muratori negano la possibilità di una conoscenza della verità. Durante i colloqui venne menzionata in particolare la nota sentenza di G. E. Lessing: «Se Dio tenesse chiusa nella sua destra tutta la verità e nella sua sinistra la sola ansia sempre viva della verità, anche con l’aggiunta che io mi inganni, sempre ed eternamente, e mi dicesse: “Scegli” io mi getterei umilmente alla sua sinistra e gli direi: “Padre dammi! La pura verità è per te solo”».

Nei colloqui questa concezione è stata indicata come caratteristica della libera Muratoria. La relatività di ogni verità rappresenta la base della libera deistico.

In tale contesto non vi è alcuna conoscenza obiettiva di Dio nel senso del concetto personale di Dio del teismo.

Il Grande architetto Dell’Universo è un esso neutrale, indefinito e aperto ad ogni possibile comprensione.

Ognuno può immettervi la propria concezione di Dio, il cristiano come il musulmano, il confuciano come l’animista o l’appartenente a qualsiasi altra religione. L’Architetto dell’Universo non è, per i liberi massoni, un essere nel senso di Dio personale; perciò per il riconoscimento dell’Architetto dell’Universo, basta ad essi un arbitrario sentimento religioso.

Questa rappresentazione di un Architetto universale che troneggia in una lontananza deistica mina i fondamenti della concezione di Dio dei cattolici e della loro risposta al Dio che li interpella come Padre e Signore.

Le azioni rituali dei liberi muratori.

I tre rituali dei gradi di Apprendista, Compagno e Maestro sono stati discussi nel corso di ampi colloqui e spiegazioni. Queste azioni rituali manifestano, nelle parole e nei simboli, un carattere simile a quello dei sacramenti. Esse suscitano l’impressione che, in tali circostanze, con azioni simboliche, si operi obiettivamente qualcosa che trasformi l’uomo.

Il contenuto è una iniziazione simbolica dell’uomo che, per tutti i suoi caratteri, sta in chiara concorrenza con la sua trasformazione sacramentale.

 Il perfezionamento dell’uomo.

Secondo quanto appare dai rituali, scopo ultimo della libera muratoria è di migliorare l’uomo al massimo grado dal punto di vista etico e spirituale. Nel rito del grado di Maestro si afferma: “Quali virtù deve possedere il vero Maestro? Purezza di cuore, verità delle parole, prudenza delle azioni, intrepidezza nei mali inevitabili e zelo instancabile, se è il caso, di fare il bene.”

A questo proposito non si è potuto superare il dubbio che il perfezionamento etico venga assolutizzato e talmente separato dalla grazia, che non rimanga più spazio alcuni per la giustificazione dell’uomo secondo la concezione cristiana.

Che cosa dovrebbero ancora operare la comunicazione sacramentale della salvezza nel battesimo, nella penitenza e nell’Ecaurestia, se con i tre gradi fondamentali vengono già raggiunti l’illuminazione e il superamento della morte di cui parlano i rituali?

 La spiritualità dei liberi muratori.

La Libera muratoria si presenta ai suoi membri con una pretesa di totalità, che richiede un’ appartenenza per la vita e per la morte.

Anche se si suppone che la via percorsa nei tre gradi persegue anzitutto il fine di una formazione della coscienza e del carattere, rimane il problema se la missione che la Chiesa rivendica come propria permetta che un’Istituzione ad essa estranea assuma su di sé una formazione di questo tipo.

In questa pretesa di totalità diviene particolarmente evidente l’inconciliabilità della Libera Muratoria e della Chiesa cattolica.   visto che oramai anche il “relativismo etico e religioso” pare essere oramai accettato e praticato dallo stesso Vaticano.

Ma anche questo sembra essere un equivoco, in quanto viene pure riportato anche che il massone è libero, per sua scelta, di professare qualsiasi religione che esso ritenga aderente alle sue convinzioni morali e spirituali. Il Massone può anche accettare consapevolmente degli articoli di fede, ma, paradossalmente e per estremo amore del libero arbitrio, lo fa per sua scelta.

In definitiva, a mio avviso, l’analisi di questo documento riconosce una volta di più la centralità umanistica e l’attualità del pensiero Massonico andando al contempo ad accreditare un concetto che alle volte pare perso di vista: la Massoneria non è una religione, ma un Massone è un Massone; anche, e soprattutto se, liberamente sceglie di appartenere a qualsiasi confessione.

E se questo è un documento di condanna, personalmente mi ritengo colpevole, non per il fatto di essere un Massone – cosa al limite accessoria – ma per essere un uomo che prima di accettare vuole tentare di capire e magari capire che non si può capire.

Dichiarazione conclusiva.

Anche se la libera Muratoria, in seguito alle persecuzione subita nel corso dell’epoca nazionalsocialista, ha compiuto una trasformazione nel senso di una maggiore apertura verso altri gruppi sociali, tuttavia nella sua mentalità e nelle sue convinzioni fondamentali e nel suo “lavoro nel tempio” è rimasta pienamente uguale a se stessa.

Le opposizioni indicate toccano i fondamenti dell’ esistenza cristiana, gli esami approfonditi dei Rituali e del mondo spirituale Massonico mettono in chiaro che l’appartenenza contemporanea alla chiesa cattolica e alla Libera Muratoria è esclusa.

Quindi, prendendo per buone le analisi dei Vescovi tedeschi, si potrebbe dire che (dalla loro prospettiva) il vero aspetto “inopportuno” della Massoneria sia solamente quello di rifiutare i dogmi imposti dalla chiesa Cattolica e di porsi, per così dire, ad un diverso livello, mentre al contrario non mi pare che vengano ravvisate negatività intrinseche al pensiero e all’etica Massonica, visto che oramai anche il “relativismo etico e religioso” pare essere oramai accettato e praticato dallo stesso Vaticano.

Ma anche questo sembra essere un equivoco, in quanto viene pure riportato anche che il massone è libero, per sua scelta, di professare qualsiasi religione che esso ritenga aderente alle sue convinzioni morali e spirituali. Il Massone può anche accettare consapevolmente degli articoli di fede, ma, paradossalmente e per estremo amore del libero arbitrio, lo fa per sua scelta.

In definitiva, a mio avviso, l’analisi di questo documento riconosce una volta di più la centralità umanistica e l’attualità del pensiero Massonico andando al contempo ad accreditare un concetto che alle volte pare perso di vista: la Massoneria non è una religione, ma un Massone è un Massone; anche, e soprattutto se, liberamente sceglie di appartenere a qualsiasi confessione.

E se questo è un documento di condanna, personalmente mi ritengo colpevole, non per il fatto di essere un Massone – cosa al limite accessoria – ma per essere un uomo che prima di accettare vuole tentare di capire e magari capire che non si può capire.

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