CESARE BATTISTI

CESARE BATTISTI (Trento 1875 – Trento 1916)
Nacque a Trento il 4 febbraio 1875 da un‟agiata famiglia di commercianti. Dopo aver frequentato il liceo a Trento, si iscrisse contemporaneamente all‟università di Firenze ed a quella di Vienna. Nel 1894 si trasferì a Torino, dove cominciò a frequentare il Circolo Socialista, una delle prime Camere del Lavoro italiane. Ritornato a Firenze, si laureò in lettere nel 1897, con una tesi dal titolo “Il Trentino: saggio di geografia fisica ed antropografia”. Il titolo della tesi è chiaramente indicativo della posizione politica che andava maturando, della sua etica e della sua morale che, rivendicando una funzione politica e sociale alla geografia, lo poneva in contrapposizione alle imprese coloniali, in aperta polemica con geografi nazionalisti che tendevano a non far coincidere le regioni naturali con le unità politiche e, in base a presunte superiorità di razza e missioni civilizzatrici, giustificavano le imprese coloniali. Questa sua posizione ben si esprime negli articoli che scrisse sulla rivista “La Cultura Geografica”, da lui fondata nel 1888. Nel 1890 ritornò a Trento, dove fondò il quotidiano “Il Popolo”, attraverso le pagine del quale si può intuire la sua maturazione politica, con passaggio dall‟intransigenza giovanile alle tattiche delle alleanze della linea di Bissolati e Turati. Nel 1902 venne eletto consigliere di Trento nelle fila del Partito Socialista, carica che mantenne fino al 1914; nel 1911, dopo aver collezionato oltre 100 processi politici, subentrò ad Avancini quale rappresentante del Trentino al parlamento di Vienna. Ma il 12 agosto dello stesso anno, scoppiata la guerra austro-serba, convinto dell‟italianità geografica e politica del Trentino, varcò clandestinamente il confine e tornò in Italia. Dopo la dichiarazione di guerra dell‟Italia all‟Austria, non appena il ministro della guerra concesse agli irredenti di poter entrare nell‟Esercito Italiano, il 29 maggio del 1915 si arruolò nel 5° Reggimento Alpini, come semplice soldato, ed il giorno seguente partì per Edolo come volontario con il battaglione Negrotto. Fu poi combattente con la 50a compagnia alla Forcella del Montozzo, poi sul Tonale; in autunno, nominato sottotenente, venne trasferito sul monte Baldo. Il 1916 vide la sua promozione a capitano ed il 10 luglio, con le sue penne nere del battaglione Vicenza, fu protagonista di una grande vittoria sul monte Corno; ma nella stessa notte, inaspettata, vi fu una violentissima controffensiva austriaca che segnò la fine di questo grande irredentista. Fatto prigioniero con Fabio Filzi, fu riconosciuto, e dopo un rapido processo, con l‟accusa di tradimento e diserzione in quanto cittadino austriaco, fu condannato all‟impiccagione. L‟esecuzione ebbe luogo il 12 luglio 1916 nel castello di Buon Consiglio a Trento. Alla sua memoria venne concessa la medaglia d‟oro con questa motivazione:
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“Esempio costante di fulgido valore militare, il 10 luglio 1916, dopo aver condotto all’attacco con mirabile slancio la propria compagnia, sopraffatto dal nemico soverchiante, resistette con pochi alpini fino all’estremo, finché tra l’incerto tentativo di salvarsi volgendo le terga al nemico ed il sicuro martirio, scelse il martirio. Affrontò il capestro austriaco con dignità e fierezza, gridando prima di esalare l’ultimo respiro: “viva l’Italia”, e infondendo con quel grido e con il proprio Sacrificio Santo, nuove energie ai combattenti d’Italia”. Cesare Battisti fu membro di una loggia militare.

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