IL GABINETTO DI RIFLESSIONE (COMMENTO)

Commento al lavoro “IL GABINETTO DI RIFLESSIONE”

           Il viaggio di purificazione, effettuato nel gabinetto di riflessione attraverso i simboli qui presenti, assume un significato esoterico straordinario di morte e rinascita soprattutto se leghiamo – e non potremmo fare diversamente – questo primo viaggio agli altri che il candidato dovrà poi fare all’interno del Tempio.

           In questo luogo il profano muore, o per meglio dire uccide la sua esistenza profana, per resuscitare poi a un’esistenza nuova, pulita, per rinascere a nuova vita al canto del gallo raffigurato sulle pareti del Gabinetto.

           Il caso ha voluto (ma a volte mi chiedo se tutto accada veramente e solo per caso) che noi ci accingessimo a lavorare intorno a questo tema proprio nel giorno del Venerdì che precede la Pasqua di Resurrezione, vicinissimi alla data dell’Equinozio di Primavera.

           Le analogie tra quanto descritto nella Bibbia e quanto deve compiere il candidato sono molto evidenti, ma non per questo dobbiamo pensare che si debba sovrapporre o comunque identificare l’Ortodossia Massonica con quanto professa la Chiesa Cristiana.

           Risulta invece chiaro che ambedue i riti hanno un’origine comune, origine che si perde nella notte dei tempi, che sappiamo risalire agli uomini primitivi -cacciatori ed agricoltori – che osservavano il susseguirsi delle stagioni ed i cicli del sole e della luna quali processi inevitabili di nascita, crescita e morte. Così come la vegetazione, dopo il buio ed il freddo invernali, rinasce a nuova vita, così il sole e la luna ricompaiono all’inizio dei loro cicli in un eterno alternarsi di morte e rinascita.

           Ricordo poi per tutti il rito di iniziazione ai Misteri che si svolgeva nell’antico Egitto, quando il candidato veniva posto per tre giorni all’interno di una caverna per essere poi portato alla porta del tempio al quarto giorno. Analogamente in Grecia e nella Roma antica si svolgevano i riti di Cibele, di Osiride e di Mithra e della stessa scuola di Pitagora.

           E’ stato dunque un susseguirsi di pratiche simboliche, osservazioni dei cicli naturali e di cerimonie iniziatiche ripetute in ogni tempo, che hanno portato al rito della Pasqua di Resurrezione ed anche alla simbologia del Profano nel Gabinetto di Riflessione.

           Il candidato quindi, solo con se stesso, inizia a rivive un rito antichissimo di morte e rinascita a nuova vita nell’antro di meditazione, dalle viscere della terra per risalire alla luce.

           Nel Gabinetto di Riflessione, attraverso i Simboli sulle pareti, al profano viene esposto l’essenziale, poiché deve compiere da solo il cammino della propria realizzazione, per questo si ripete più volte di riflettere sulla sua volontà di ricerca e di assicurarsi di voler procedere sulla via della conoscenza: solo così egli sarà in grado di vedere la luce.

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