UNA “PAGELLA” SCOLASTICA DEL 1914-15

UNA “PAGELLA” SCOLASTICA DEL 1914-1915

a cura di WALTER CALUGI

Il Fr. Walter Calugi della R.L. Cairoli n. 119 all’Or. di Arezzo — che ringraziamo sinceramente — ci ha inviato copia di una pagella scolastica. Non serve certo riportare le votazioni, ma solo quanto in essa contenuto sulla copertina ed al suo interno. Tra l’altro il Fr. Walter osserva: “… si possono notare quali erano i sentimenti e gli insegnamenti quando i Ministri della scuola erano massoni!”. Noi non ci permettiamo fare alcun commento, è già tutto eloquente da sé.


Provincia di Massa e Carrara

Scuole Elementari del Comune di Carrrara

Anno Scolastico 1914-1915

Scuola Femminile situata in Piazza Risorgimento

Classe 3ª diretta dall’Insegnante Cipollini V.

Pagella di Pacini Nella.


Verità-Giustizia-Lavoro-Umanità


1. Ama i tuoi compagni di scuola, che diverranno i compagni di lavoro della tua vita.
2. Ama l’istruzione che è il pane dello spirito, e sii riconoscente al tuo maestro come a tuo padre e a tua madre.

3. Santifica ogni giorno con un’azione buona e utile, con una condotta onorevole.
4. Onora gli uomini onesti, stima tutti i tuoi simili e non curvarti davanti a nessuno.
5. Non odiare e non offendere nessuno dei tuoi simili. Non vendicarti, ma difendi il tuo diritto e resisti ad ogni arbitrio.

6. Non essere vile. Sii l’amico dei deboli ed ama la giustizia.

7. Pensa che tutti i beni della terra provengono dal lavoro: chi ne gode senza lavorare ruba il pane di chi lavora.

8. Osserva e rifletti per imparare il vero. Non credere a ciò che è contrario alla ragione. Non ingannare né te stesso, né gli altri.

9. Non chiamar mai patriota chi disprezza od odia gli altri popoli.

10. Aspira al giorno in cui tutti gli uomini, cittadini di una stessa patria, vivranno da fratelli nella pace e nella prosperità.

11. Sii sobrio e temperante in tutto. Fra le intemperanze, più d’ogni altra, detesta l’alcolismo che è rovina dell’individuo e fonte di miseria per le famiglie e per la società.


Famiglia e scuola. Doveri dei genitori. La famiglia e la scuola debbono cooperare di comune accordo all’educazione dei figli. Se la famiglia non adempie ai suoi doveri, non tiene disciplinati i fanciulli fuori della scuola, non tiene nel dovuto conto l’opera di questa e scalza l’autorità del maestro scemandone il prestigio di fronte ai figli, la scuola non può esercitare il suo ufficio che in modo incompleto.


Per cooperare all’opera del maestro i genitori dovranno:

a — Curare che i figli si rechino alla scuola non prima né dopo l’ora stabilita, eseguiscano con diligenza i compiti e studino bene le lezioni giornaliere;
b — Fare in modo che si presentino alla scuola puliti nelle vesti e nella persona;
c — Accompagnarli alla scuola dopo che essi hanno scontato qualche punizione.
Si avverte che i genitori potranno conferire coi maestri dei loro figli solamente nel quarto d’ora dell’ingresso. Si ricorda poi che:


— L’obbligo dell’istruzione elementare si estende, per tutti i fanciulli, dai 6 ai 12 anni, e per le classi elementari esistenti nel Comune, fino alla 6ª.

— Gli alunni debbono frequentare la scuola regolarmente, e gli abituali mancanti saranno denunciati al Sindaco ed al Pretore, i quali possono applicare multe che vanno, a seconda dei casi, da cent. 50 fino a L. 50.

— I contravventori alla Legge dell’obbligo dell’istruzione non potranno avere né sussidi dal Comune, né porto d’armi.


Doveri degli scolari. Gli alunni devono:

a — Presentarsi alla scuola provveduti degli oggetti e dei libri necessari, puliti nelle vesti e nella persona;

b — Recarsi alla scuola nell’ora prescritta, ordinati e composti nell’entrarvi, nel rimanervi e nell’uscirne;

c — Non guastare in verun modo i banchi e gli altri arredi scolastici;
d — Astenersi dal commettere qualsiasi atto contrario al decoro ed alle regole della civiltà;
e — Conservare puliti e ben ordinati i libri e i quaderni;

f — Compiere con diligenza tutti i doveri che sono imposti dai regolamenti e dai maestri;
g — Tornare a casa, usciti dalla scuola, senza fermarsi, tenendo contegno corretto.

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