PINOCCHIO

Pinocchio

Non so se Collodi fosse massone. Esaminando il suo capolavoro sarei tentata di dire di sì.

Pinocchio è la Divina Commedia dei bambini.

La storia di una iniziazione e del mutamento che interviene quando si passa dalla profanità alla coscienza di sé.

Che Pinocchio nasca da un pezzo di legno può voler dire molte cose. Che Geppetto è un demiurgo che nella materia infonde il soffio vita­le. Che il pezzo di legno è la pietra grezza della simbologia massoni­ca. Che, ancora, Collodi fosse un panteista e volesse porre l’accento sui legami intercorrenti tra le varie componenti del tutto. Pinocchio è un bugiardo e gli cresce il naso.

Un monito per tutti coloro che non amano la verità. Diventano dei mostri. Creature orribili, ma soprattutto anormali. Il che vuol dire che il fine autentico dell’uomo è la verità e che seguire altre vie porta sempre alla menzogna, allo snaturarsi.

Pinocchio non vuole studiare e vende l’abbecedario. Dall’ignoranza non possono che scaturire disgrazie, vicissitudini ne­gative, paure, avventure spaventose.

Mangiafuoco è la rappresentazione del male ed anche delle lusinghe (iniziali) che possono attrarre gli sprovveduti ed i deboli. Bengodi come filosofia materialista ed il Gatto e la Volpe rappresen­tazione dei difetti che più frequentemente allontanano dalla perfe­zione: cupidigia, astuzia, arrivismo, egoismo.

Il Grillo Parlante come voce della coscienza e della saggezza. Nell’inferno iniziale Pinocchio non può ubbidire alla voce interna per­ché ancora troppo legato al contingente.

La Fata Turchina, simile a Beatrice, con una fantesca Lumaca. Lentezza, ponderazione, ogni cosa a suo tempo. Il mutamento iniziatico non può essere immediato, ma è meditato, sofferto, frutto di studio e volontà.

Geppetto nel ventre della balena. E la disperazione cupa ma non fatale. Geppetto ha con sé una piccola luce. E quella la sua autentica speranza, la sua salvezza. La luce come simbolo di vittoria sugli avvenimenti e come sinonimo di verità.

Una serie di prove dure, faticose, tutte volte a maturare Pinocchio che, però, da solo forse non riuscirebbe a superarle se non avesse ac­canto la Buona Fatina. Ella non opera autentiche magie ma ottiene risultati positivi con l’amore e la bontà.

«L’amore che move il sole e l’altre stelle».

Pinocchio non ha una madre, ma soltanto un padre.

Potrebbe essere l’accento sulla teoria secondo cui l’iniziazione, es­sendo solare, è di stampo maschile. Teoria che certamente non posso condividere ma che forse Collodi abbracciava.

Dovrò rileggere Pinocchio. Sono certa che troverò altre sorprese ed altri temi di meditazione.

                                                                   Adele  Menzio  (ottobre 1990)

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