LA CULTURA DELL’UOMO MASSONICO

“La cultura dell’Uomo Massonico”

 

(M. L.)

 

 

 

Ho sempre pensato che la cultura, mi riferisco adesso a quell’insieme di conoscenze profane alle quali il Fratello Spinelli si riferiva all’inizio del suo intervento, fosse essenziale per la vita stessa di un individuo, soprattutto perché questa può servire quale stimolo alla voglia di conoscenza, allo sviluppo, all’arricchimento ed anche al perfezionamento di quella sfera della vita non prettamente materiale, di carattere utilitaristico o comunque superficiale, nella quale l’attuale società ci circonda, ci avvolge, cercando di imporre al centro di questa sfera niente altro che il denaro.

Faccio questa premessa perché credo fermamente che leggere un buon libro, ascoltare un brano di musica, osservare un dipinto famoso, recarsi in un museo o intavolare una sana discussione su un tema di attualità culturale, aiuti a vivere e soprattutto serva a spostare la nostra concentrazione sulla necessità di un’elevazione spirituale, sentimento altrimenti difficile da far emergere dal profondo del nostro io, sepolto come è da spessi strati di indifferente lassismo.

Ma questo non basta di certo. Un conto è avere la percezione di questa necessità ed un’altra cosa è raggiungere un punto di osservazione tale che ci possa permettere di guardare ciò che ci circonda convinti di essere attrezzati per cercare sempre e comunque la Verità.

Questa possibilità ce la può dare solamente la nostra personale Cultura Massonica.

Riflettiamo un attimo, Fratelli. Io credo di non scoprire niente di nuovo se dico che la nostra epoca sta attraversando un periodo nel quale tutto si evolve in maniera rapidissima: basti pensare ai gravi problemi ambientali provocati dall’uomo, alle nuove frontiere della medicina con tutti i problemi di natura etica che queste comporteranno, alle nuove società multietniche che si stanno formando con i problemi razziali che ne conseguono, all’educazione stessa dei figli che viene resa sempre più difficile dai molteplici stimoli esterni, per finire ai conflitti etnici e religiosi che insanguinano sempre di più il mondo.

Parliamoci chiaro, Fratelli, fino a pochi decenni fa quasi nessuno si preoccupava dei milioni di bambini che morivano quotidianamente nel mondo a causa di malattie e di fame, o comunque pochi si interrogavano sull’enorme divario esistente tra paesi ricchi e paesi poveri: il problema forse non era così conosciuto e comunque, fino all’inizio degli anni ‘60, queste differenze non erano poi così marcate come lo sono attualmente.

Oggi le singole persone cercano dentro di loro una risposta, o meglio un giudizio, su certi fatti. Ma cosa possono fare, mi chiedo, singoli individui di cultura cattolica, protestante, ebrea, mussulmana, buddista? Come possono allo stesso modo americani e russi, cinesi e giapponesi, europei e africani, tentare di risolvere questi enormi problemi?

Ecco allora che, mentre la loro cultura individuale derivante da storia e tradizioni completamente diverse -ed in qualche caso opposte- darà sicuramente risposte discordanti, c’è la necessità di una cultura profondamente diversa che serva da comun denominatore per costruire una piattaforma, una base, una filosofia che serva a parlare un linguaggio uguale per tutti, che serva ad indagare ciò che accade nel mondo con strumenti e con ideali semplici, dal sapore antico ma sorprendentemente attuali.

Questa Cultura Universale non può che essere quella Massonica, una cultura profonda che è al di sopra di quella tradizionale, della fede politica o delle credenze religiose, quella Cultura, per intenderci, che nel passato ha già portato alla creazione delle Nazioni Unite ed alla Croce Rossa Internazionale.

La nostra impostazione culturale, che ci viene data nel momento della Iniziazione, fa sì che noi ci sforziamo di lavorare al progresso dell’Umanità, che abbiamo a cuore la difesa della Libertà, la pace tra i popoli, la tolleranza. Avere Cultura Massonica significa anche lottare per difendere la dignità dell’Uomo affinché nella società non prevalga l’ingiustizia ed il fanatismo.

Cultura Universale, dicevo, una Cultura che ha come pilastri valori profondi che pongono le loro basi su una morale che, se fatta comprendere, non può che essere condivisa anche nel mondo profano, da coloro cioè che non vivendo l’Istituzione, non possono aver avuto l’opportunità di migliorarsi durante il cammino della loro vita.

E spesso, cari Fratelli mi chiedo se non potremmo fare di più, se non fosse possibile far conoscere meglio questa Cultura, se non fosse in qualche modo utile esportarla con più facilità nel mondo profano.

Allora chiedo: “Possibile che sia così difficile far capire ad un numero maggiore di persone quello che tutti noi sentiamo? Perché il dialogo è così difficile? E’ veramente e soltanto colpa degli altri o siamo anche noi un po’ pigri, un po’ presuntuosi? Siamo convinti che il nostro atteggiamento verso gli altri si possa chiamare prudente o forse siamo anche un po’ troppo paurosi?”

Fratelli, dobbiamo avere la forza ed il coraggio almeno per tentare di travasare la nostra Cultura dalle Logge al mondo esterno, dobbiamo convincerci che questo è possibile e comunque dobbiamo batterci per questo.

Credo che non possiamo rassegnarci ad essere destinati alla persecuzione, non dobbiamo sempre restare chiusi nei nostri templi pensando solo alla nostra elevazione individuale senza partecipare alla vita esterna. L’Istituzione non può vivere senza accettare il confronto, il dibattito, il dialogo.

E’ su questo terreno che potremo accettare la battaglia, senza la quale non potremo rompere quell’assedio al quale siamo da tempo costretti e che a lungo andare ci danneggerebbe ulteriormente.

Ma con quali armi potremo pensare di vincere questa giusta battaglia? Con una soltanto, Fratelli, con la nostra Cultura Massonica.

Certamente dovranno per primi muoversi gli organi del Grande Oriente, ma sappiamo che l’attuale Gran Maestro ha fatto molto per questo e sappiamo anche che le Istituzioni pubbliche stanno cambiando atteggiamento nei nostri confronti. Toccherà ancora al Collegio Toscano, che continuamente organizza convegni e dibattiti a tutti i livelli (vedi quello del 12 Dicembre a Montecatini), toccherà poi ai singoli Orienti toscani, che comunque si stanno movendo come lo dimostra il convegno che è     attualmente in corso a Siena.

Per quanto ci riguarda, credo che, se come questa sera continueremo a collaborare in serenità ed armonia, potremo anche noi esprimere qualcosa che contribuirà a far trionfare non la cultura dell’odio e della vendetta, bensì la Cultura Massonica dell’amore e della solidarietà.

 

 

Or T di FOLLONICA       E T  V T

 

 

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