FELICITÀ : E’ IL SORRISO DELLA VITA.

FELICITÀ :

E’ IL SORRISO DELLA VITA.

 

di L. M.

 

Secondo alcune teorie che si ispirano alla medicina naturale, il cervello pare sia composto da tre strati, non più da due emisferi. Questi strati corrispondono ad altrettante tappe dell’evoluzione umana: – il cervello rettiliano che gestisce le funzioni fisiologiche,  come la respirazione, e che tutela l’integrità fisica; – il cervello limbico che gestisce i programmi automatici di  comportamento (il “software” dell’individuo); è questo il cervello della memoria programmatica, che ci consente di parlare, camminare, apprendere; – la parte corticale del cervello (quella più evoluta) nella  quale si sviluppa la nostra capacità di ragionare e dove ha sede la  personalità.

La felicità si raggiunge quando i tre cervelli sono in armonia tra loro. Distinguiamo innanzitutto la felicità dal piacere, in quanto sono di natura e di livello diversi: il piacere proviene dal cervello rettiliano e dal sistema limbico, mentre la felicità, come già detto, è l’espressione dell’armonia tra la corteccia e gli altri due cervelli. Il piacere da solo non dà la felicità, mentre la felicità ottimizza ed aumenta l’accesso al piacere; non è lo stare  insieme agli altri, ad esempio, che dà la felicità, bensì è la felicità che favorisce lo stare in compagnia.

Quando si è equilibrati, in pace con se stessi, si è disponibili ad una relazione forte, ricca, impegnativa.

L’umanità esce da un’era essenzialmente limbica in cui prevale il gruppo, per entrare in un era più corticale che scava  il solco tra l’uomo e l’animale ed esalta le potenzialità di ogni individuo.

Lo sviluppo e la realizzazione della specie umana passa oggi attraverso lo sviluppo e la realizzazione di ognuno di noi.

L’uomo, un tempo, cercava il piacere ed era il gruppo essenzialmente a darglielo, oggi cerca sempre più la felicità e sarà il gruppo a trarne giovamento.

La felicità di ciascuno di noi è infatti utile a tutti, tutto il gruppo sta meglio, perché la felicità favorisce l’apertura, l’amore, la condivisione e la realizzazione individuale, mentre il piacere porta facilmente alla competizione e al ripiegamento su se stessi.

Se questa teoria la applichiamo a una relazione affettiva, notiamo  che  spesso  una  relazione  inizia  con   un’attrazione

limbica che implica l’aspetto, l’ambiente, lo stile, poi prosegue se c’è dell’attrazione rettiliana: il profumo della persona, la piacevolezza del contatto fisico, ecc… infine va avanti se c’è attrazione corticale, cioè se i progetti di vita di ciascuno si sovrappongono e coincidono almeno in parte.

Negli ambienti di lavoro più evoluti, assistiamo ad una interessante evoluzione delle imprese volte a favorire la tendenza a sollecitare le doti potenziali del lavoratore, assecondando la sua realizzazione personale, cioè la sua felicità.

Al giorno d’oggi il desiderio di felicità è più attuale che mai. Nell’uomo è profondamente radicata la paura della sofferenza, cioè della mancanza di felicità; il non raggiungimento della  felicità si manifesta con un’alterazione del tono dell’umore con una riduzione dell’autostima e conseguente senso di colpa, che può portare a un bisogno di autopunizione .

Freud dimostrò che la svalutazione di sé è il risultato di una rabbia intensa ed inconscia rivolta verso se stessi; ciò accade perché parti inconsce del nostro io si sono identificate con “l’oggetto perduto” e per oggetto perduto si intende qualunque ideale non realizzabile da un individuo.

Si assiste in questi casi ad una caduta degli interessi e dell’attrattiva verso i valori fondamentali della vita: la famiglia, il lavoro, gli amici, lo svago, l’amore e il futuro, si verifica una sorta di atonia generalizzata, una specie di divorzio tra l’io e l’inconscio, con conseguente assenza di energia pulsionale.

Tutto questo, alla stregua di una malattia, ha destato gli interessi dell’industria farmaceutica; pochi anni fa, ad esempio, è stato messo in commercio un nuovo farmaco,  il Prozac, che fu chiamato dai giornali la pillola della felicità generando false aspettative di soluzioni rapide e miracolose.

L’efficacia degli psicofarmaci è puramente sintomatica e non produce un reale mutamento della personalità.

Quando non stiamo bene cerchiamo di riempire qualunque vuoto, anche a costo di lasciare una televisione o una radio accesa senza ascoltarla, oppure tendiamo ad ascoltare musica fino ad assordarci pur di riempire quel vuoto, senza pensare che uno spartito musicale prevede molte pause e anche il silenzio all’interno della musica fa parte del brano. Solo comprendendo il valore della propria sofferenza si può riuscire a modificare la qualità della vita.

La mancanza di felicità o sofferenza non è un evento casuale, bensì veicolo di un messaggio che la coscienza non deve ignorare, è il segno dell’incrinarsi dell’equilibrio e dell’armonia della nostra personalità e il sintomo è il ramo di un albero che ha radici profonde, radici che probabilmente risentono della mancanza di un substrato su cui poggiare, al pari di un albero a cui manca il terreno e che stenta a crescere.

Una povertà di spirito che può essere vissuta come una povertà finanziaria, una carenza affettiva, una non esplicitata funzione di maternità o paternità, una grande difficoltà   progettuale e incapacità di comprendere e soddisfare i propri bisogni.

Diventa quindi necessario attingere alla ricchezza del mondo interiore.

La presa di coscienza che accompagna la vittoria della lotta contro la sofferenza offre l’opportunità di assaporare una qualità

diversa di vita e l’aver fatto questa esperienza può consentirci di capire che gli ideali, in cui prima credevamo, erano inculcati da schemi collettivi e in quanto tali difficilmente realizzabili, perché non nostri, non appartenenti alla nostra evoluzione personale.

La nostra anima si costruisce con sforzo, lavoro ed investimento su se stessi.

Un testo antico e ricco di spunti e di saggezza è I KING, in cinese, Libro delle mutazioni, questo libro spiega le diverse possibilità della psiche; se noi riusciamo a stare in sintonia con le nostre mutazioni, allora riusciremo a stare in armonia e in pace con noi stessi, con gli altri e tutta la natura.

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